Dalla bontà senza attesa di ricompensa alla dolcezza della lingua: due ammonimenti immortali di Sa‘dì, poeta iraniano
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Pars Today – Nel cuore della letteratura persiana si cela un tesoro di saggezza e di etica che da secoli è luce guida per gli esseri umani. Il Bustan di Sa‘dì, con la sua lingua dolce e il suo pensiero profondo, ci offre insegnamenti che non solo furono utili al suo tempo, ma sono ancora oggi fonte di guida e consolazione.
(last modified 2025-11-02T07:43:40+00:00 )
Ago 30, 2025 07:31 Europe/Rome
  • Dalla bontà senza attesa di ricompensa alla dolcezza della lingua: due ammonimenti immortali di Sa‘dì, poeta iraniano
    Dalla bontà senza attesa di ricompensa alla dolcezza della lingua: due ammonimenti immortali di Sa‘dì, poeta iraniano

Pars Today – Nel cuore della letteratura persiana si cela un tesoro di saggezza e di etica che da secoli è luce guida per gli esseri umani. Il Bustan di Sa‘dì, con la sua lingua dolce e il suo pensiero profondo, ci offre insegnamenti che non solo furono utili al suo tempo, ma sono ancora oggi fonte di guida e consolazione.

Il BustAn di Sa‘dì, che in realtà è la prima opera in versi di questo grande poeta iraniano, non è soltanto un libro di poesie, ma una vera e propria scuola di etica, amore e saggezza. In questo articolo di Pars Today, abbiamo raccolto alcuni ammonimenti accompagnati da brevi racconti gradevoli, per mostrare come persino un semplice verso di poesia possa essere un faro nelle tenebre e una medicina per le ferite della vita quotidiana.

Primo ammonimento: “ Tu fai il bene e gettalo nel Tigri, ché Iddio te lo renderà nel deserto.”

Storia: Anticamente, a Baghdad viveva un mercante che ogni giorno distribuiva un po’ di pane ai poveri, senza aspettarsi ringraziamenti o ricompense. Un giorno, in un incendio, perse tutte le sue ricchezze e divenne vagabondo. In un deserto lontano, un uomo sconosciuto lo accolse, gli diede da mangiare e lo aiutò a riprendere la vita. Quando il mercante gli chiese perché lo avesse aiutato, l’uomo rispose: «Anni fa, a Baghdad, ricevetti del pane da te, senza che tu sapessi chi fossi. Oggi è arrivato il tempo di restituire quella bontà.» Questa storia mostra che la gentilezza, anche se non riceve risposta immediata, un giorno ritornerà all’uomo da un luogo inaspettato.

Secondo ammonimento: “Con parole gentili e soavi puoi rendere docile anche un elefante impetuoso.”

Storia: Alla corte di un re c’era un consigliere che parlava con durezza e disprezzo alla gente. Un giorno, un’anziana donna si presentò al re e disse: «Il tuo consigliere (vazir) spezza i cuori con la sua lingua, non con la spada.» Il re decise allora di sostituire il vasir con un uomo semplice che parlava con gentilezza. Dopo un po’ di tempo, la gente si recava a corte con gioia e sincerità, raccontava i propri problemi e cresceva la fiducia nel governo. Il re comprese che una lingua gentile non solo placa i cuori, ma rafforza anche il regno.