Generale Rezaei: La gestione dello Stretto di Hormuz spetta all'Iran; se la guerra dovesse continuare, le conseguenze per gli Stati Uniti saranno molto gravi
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Pars Today – Il comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica durante gli otto anni della Difesa Sacra, in un'intervista alla CNN, ha sottolineato che Iran e Oman detengono la sovranità sullo Stretto di Hormuz e che la sua gestione è di competenza di Teheran.
(last modified 2026-06-06T09:54:19+00:00 )
Giu 06, 2026 11:52 Europe/Rome
  • Il generale Mohsen Rezaei, comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica durante gli otto anni della Difesa Sacra
    Il generale Mohsen Rezaei, comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica durante gli otto anni della Difesa Sacra

Pars Today – Il comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica durante gli otto anni della Difesa Sacra, in un'intervista alla CNN, ha sottolineato che Iran e Oman detengono la sovranità sullo Stretto di Hormuz e che la sua gestione è di competenza di Teheran.

Secondo quanto riferisce Pars Today, citando l'agenzia IRIB, il generale Mohsen Rezaei, comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica durante gli otto anni della Difesa Sacra, rispondendo alle affermazioni del giornalista della CNN secondo cui «gli Stati Uniti non accetterebbero l'imposizione di alcun dazio nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato: «Iran e Oman detengono la sovranità sullo Stretto di Hormuz e la sua gestione spetta a noi. Pertanto, i costi relativi all'impatto ambientale e ai servizi di navigazione devono essere riscossi. Gli americani si aspettano forse che le spese per il transito delle navi vengano pagate con le tasse del popolo iraniano?».

L'ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, rispondendo alla domanda su quanto sia pericolosa l'attuale situazione nel Golfo Persico, ha precisato: «Lo Stretto di Hormuz non rappresenta un pericolo per il commercio, ma è pericoloso per chi cerca di creare instabilità o avviare operazioni militari. Sono gli Stati Uniti ad aver reso questa regione insicura e, se continueranno su questa strada, subiranno una pesante sconfitta. Sono gli americani a perseguire avventure militari e a provocare guerre e scontri».

Rispondendo a una domanda sul programma iraniano di arricchimento dell'uranio, Rezaei ha aggiunto: «Sulla questione dell'arricchimento abbiamo sempre agito pienamente nel quadro delle norme internazionali e del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Inoltre, nell'ambito del JCPOA abbiamo raggiunto un accordo con il gruppo dei 5+1, accordo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha stracciato. Per questo motivo non abbiamo alcuna fiducia in un eventuale accordo nucleare con Trump e non intendiamo avviare alcun negoziato sul dossier nucleare».

Rezaei, reagendo alle dichiarazioni del giornalista della CNN secondo cui «Trump sostiene di essere in attesa di una risposta da parte dell'Iran», ha osservato: «L’Iran avrebbe chiaramente chiesto il rilascio dei beni congelati, ma gli americani continuano a fornire risposte vaghe. Sono loro a dover chiarire la situazione».

Il generale Rezaei ha inoltre reagito alle affermazioni del giornalista della CNN secondo cui «alla luce delle minacce di Trump contro le infrastrutture iraniane, questa guerra comporterebbe danni enormi per l'Iran», avvertendo: «l’Iran trascinerà la guerra oltre il Golfo Persico qualora gli Stati Uniti riprendano il conflitto, potenzialmente estendendo le operazioni militari dallo Stretto di Hormuz all’Oceano Indiano, allo Stretto di Bab el-Mandeb, al Mar Rosso e al Mediterraneo. Questo avrebbe conseguenze molto gravi per gli Stati Uniti».