Un versetto; Una vita migliore con la Carta Etica del Sacro Corano
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Il Nobile Corano è un libro ispiratore di etica, giustizia e amore per il prossimo; un libro che ordinando la giustizia, la benevolenza e il mantenimento dei legami familiari, e vietando la depravazione, il male e l’oppressione, traccia una chiara via per costruire una società divina ed elevata.
(last modified 2025-10-27T07:49:17+00:00 )
Lug 19, 2025 03:26 Europe/Rome
  • Un versetto; Una vita migliore con la Carta Etica del Sacro Corano

Il Nobile Corano è un libro ispiratore di etica, giustizia e amore per il prossimo; un libro che ordinando la giustizia, la benevolenza e il mantenimento dei legami familiari, e vietando la depravazione, il male e l’oppressione, traccia una chiara via per costruire una società divina ed elevata.

Tra i versetti luminosi del Nobile Corano, il versetto 90 della sura An Naḥl (La Sura delle Api) brilla come un gioiello prezioso e, con parole profonde e incisive, espone i principi fondamentali dell’etica e dei valori sociali. Questo versetto, esortando alla giustizia, alla benevolenza e al mantenimento dei legami familiari, e proibendo la depravazione, il male e l’ingiustizia, indica all’umanità il cammino verso la benedizione e la salvezza.

“In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti. Ha proibito la dissolutezza, ciò che è riprovevole e la ribellione. Egli vi ammonisce affinché ve ne ricordiate.” (Sura An Nahl, versetto 90)

Il primo comando divino in questo versetto è l’invito alla giustizia (ʿAdl). La giustizia è la colonna portante di ogni società sana e dinamica. Essa implica equità in ogni aspetto della vita, dalla giurisprudenza alle relazioni sociali ed economiche. Una società in cui regna la giustizia, è libera dall’oppressione e dall’ingiustizia, e tutti i suoi membri godono di uguali diritti.

Dopo la giustizia, Dio l’Altissimo comanda l’Ihsan, ovvero la benevolenza. L’Ihsān è un livello superiore alla giustizia: significa fare del bene agli altri, aiutare i bisognosi, perdonare gli errori altrui e, in generale compiere ogni azione benefica possibile. Questo principio rafforza la solidarietà e il senso di empatia nella società, inducendo le persone a sentirsi maggiormente responsabili le une delle altre.

Il terzo comando divino è “Ita zil qurbā”, ovvero avere cura dei parenti. Questo ordine sottolinea l’importanza del mantenimento dei legami familiari. Nell’Islam, la famiglia è considerata il nucleo fondamentale della società, e si ritiene che se i legami familiari sono forti, anche la società sarà più stabile e solida.

In contrapposizione a questi tre comandi, Dio l’Onnisciente proibisce tre cose: “faḥshaʾ” (immoralità), “munkar” (male) e “baghy” (oppressione). Faḥshaʾ indica le azioni oscene e riprovevoli, munkar si riferisce a ciò che è condannato dall’intelletto e dalla legge divina e infine baghy significa agire con prepotenza e agire con l’iniquità con gli altri.