Come ha fatto il Guardian a replicare le bugie del regime usurpatore?
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Pars Today - Le autorità italiane hanno smentito la pretesa del quotidiano Guardian su un presunto assalto a un sionista e suo figlio nel Paese.
(last modified 2025-11-02T07:43:40+00:00 )
Ago 19, 2025 07:46 Europe/Rome
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    Come ha fatto il Guardian a replicare le bugie del regime usurpatore?

Pars Today - Le autorità italiane hanno smentito la pretesa del quotidiano Guardian su un presunto assalto a un sionista e suo figlio nel Paese.

Risale a fine di luglio 2025, secondo quanto riferito dal quotidiano inglese The Guardian, una presunta aggressione ai danni di un ebreo francese e suo figlio in Italia, senza verificarne pienamente la veridicità. Inizialmente, il The Guardian e diversi altri media inglesi, americani e italiani hanno riportato la storia di un uomo di nome «Eli», che affermava di essere stato aggredito da sostenitori palestinesi perché indossava una kippah. La notizia è diventata subito virale, ma i fatti successivi hanno dimostrato che Eli stesso aveva iniziato la rissa intensificando la tensione lanciando insulti razzisti contro gli arabi. Tuttavia, tali episodi vengono subito presentati ed ingranditi dai media israeliani come atti antisemiti. Secondo Pars Today, che cita il sito web di «Novara Media», le autorità italiane hanno fermamente smentito le affermazioni del quotidiano Guardian su un attacco a un sionista e suo figlio nel Paese.

Ma il punto importante è che la particolare attenzione di Israele alla questione dell'antisemitismo non è considerata normale, bensì uno dei suoi strumenti diplomatici. Il regime usa l'antisemitismo per incoraggiare l'immigrazione nella Palestina occupata.

Secondo le statistiche dell'Agenzia Ebraica, responsabile del coordinamento degli affari ebraici con il regime sionista, esiste una chiara relazione tra il tasso di immigrazione nella Palestina occupata e il tasso di «azioni violente o non violente» che indicano approcci antisemiti. Anche la ricerca occidentale sottolinea l'esistenza di una relazione chiara e diretta tra un aumento del livello medio di propaganda antisemita e un aumento del tasso di immigrazione in Israele. Esaminando gli eventi degli anni dal 2000 al 2021 e calcolando il numero medio di episodi derivanti dall'antisemitismo e confrontandoli con gli anni in cui il numero di immigrati nella Palestina occupata ha raggiunto la media annua più alta, risulta evidente una corrispondenza quasi perfetta tra gli anni in cui gli ambienti sionisti avrebbero assistito a un aumento del fenomeno dell'antisemitismo e gli anni in cui è aumentato il numero di immigrati ebrei nella Palestina occupata.

Un altro aspetto importante è che le agenzie di sicurezza israeliane, in particolare il Mossad, hanno contribuito a creare, ove possibile, un clima di preoccupazione per gli ebrei, al fine di costringerli a immigrare nella Palestina occupata in assenza di mezzi allettanti per persuaderli. A questo proposito, due aspetti sono degni di nota:

L'Anti-semitismo artificiale progettato da Israele

Questo è per rafforzare l'idea secondo cui Israele rappresenta e difende gli ebrei in tutto il mondo, non solo gli ebrei che vivono nella Palestina occupata. Si tratta di una sorta di progettazione del campo per collegare gli ebrei a Israele come primo passo, e poi spingerli a recarsi nei Territori Occupati, indipendente dalla questione dello Stato ebraico che Benjamin Netanyahu sta cercando di realizzare. Ciò significa che incitare all'antisemitismo significa consolidare l'idea che Israele protegga gli ebrei al di fuori di Israele dal razzismo e dagli attacchi violenti, e induce questi ebrei a pensare di rifugiarsi nel loro protettore. Pertanto, l'aumento del livello di antisemitismo porterà direttamente a rafforzare il legame tra gli ebrei di tutto il mondo e Israele.

Il ruolo delle agenzie di intelligence di Israele nel trasferimento degli ebrei nella Palestina occupata

Ciò che ha facilitato la missione della struttura di intelligence israeliana in quest'area è stato quello di sconvolgere la vita degli ebrei in queste comunità, incoraggiando o conducendo indirettamente operazioni antisemite segrete. Sul suo sito web, il Mossad ha affermato che una delle missioni di questa organizzazione è quella di trasferire gli ebrei dall'estero nei Territori Occupati, nelle condizioni caotiche di ogni paese del mondo. La missione del Mossad è quella di capitalizzare sul caos dei paesi, collegandolo all'antisemitismo all'estero e utilizzandolo politicamente.

Un riferimento alla letteratura israeliana sul ruolo delle sue agenzie di intelligence o alle organizzazioni ebraiche associate alle ambasciate del regime sionista o dei partiti sionisti indica chiaramente che Israele ha compiuto azioni violente segrete contro gli ebrei per costringerli a immigrare nella Palestina occupata, rafforzando l'idea di antisemitismo. Il rapporto dell'Ambasciata britannica a Baghdad sui bombardamenti in Iraq dal 1950 al 1951 indica che questi bombardamenti furono gestiti da attivisti sionisti per accelerare il processo di emigrazione ebraica dall'Iraq e attrarre ebrei benestanti che esitavano a immigrare nella Palestina occupata. Inoltre, dopo l'ondata di emigrazione ebraica seguita al crollo dell'Unione Sovietica, il regime sionista osservò che l'emigrazione ebraica dall'Europa orientale verso altri paesi, in particolare Francia, Stati Uniti e alcuni paesi latinoamericani, era aumentata. Pertanto, Israele chiese al governo tedesco di intervenire per non rilasciare visti di immigrazione agli ebrei, costringendoli a immigrare nella Palestina occupata.