Nuove sanzioni anti-iraniane; Trump prende di mira i partner commerciali dell'Iran
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Pars Today – Trump ha firmato un ordine per imporre tariffe ai paesi che commerciano con l'Iran.
(last modified 2026-02-07T10:38:54+00:00 )
Feb 07, 2026 10:18 Europe/Rome
  • Trump ha firmato un ordine per imporre tariffe ai paesi che commerciano con l'Iran
    Trump ha firmato un ordine per imporre tariffe ai paesi che commerciano con l'Iran

Pars Today – Trump ha firmato un ordine per imporre tariffe ai paesi che commerciano con l'Iran.

Secondo Pars Today, nonostante nuovi colloqui tra Teheran e Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato, venerdì 6 febbraio, un ordine esecutivo in linea con la sua politica ambigua nei confronti dell'Iran, che prevede l'imposizione di dazi fino al 25% sui paesi che commerciano con l'Iran.

Secondo l'ordine, che entrerà in vigore il 7 febbraio 2026, gli Stati Uniti colpiranno i partner commerciali dell'Iran con dazi secondari. Il significato di questa decisione è che, in una situazione in cui pesanti sanzioni hanno messo il popolo iraniano, che Trump afferma di sostenere, sotto una pressione estenuante, se un paese desidera continuare a commerciare con l'Iran, dovrà affrontare una nuova sanzione tariffaria da parte degli Stati Uniti.

La Casa Bianca ha anche confermato la firma dell'ordine da parte di Trump, affermando che gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi aggiuntivi sulle merci importate da paesi che acquistano direttamente o indirettamente beni o servizi dall'Iran.

L'ordinanza, articolata in nove sezioni separate, è stata emessa invocando i poteri presidenziali previsti dalla Costituzione degli Stati Uniti e dall'International Emergency Economic Powers Act. Dal momento in cui l'ordinanza entrerà in vigore, verrà applicata un'aliquota tariffaria aggiuntiva (ad esempio, il 25%) a tutte le merci che entrano negli Stati Uniti da paesi che acquistano beni o servizi iraniani. Il processo di attuazione è strutturato in modo che il Dipartimento del Commercio sia innanzitutto tenuto a identificare quali paesi acquistano direttamente o indirettamente dall'Iran. Una volta stabilito ciò, il Dipartimento di Stato, in collaborazione con i Dipartimenti del Tesoro, del Commercio, della Sicurezza Interna e il Rappresentante Commerciale degli Stati Uniti, determina l'importo esatto e la portata dei dazi e fornisce a Trump le raccomandazioni finali per l'attuazione. Se un paese dovesse reagire contro gli Stati Uniti in risposta a questi dazi, il presidente degli Stati Uniti avrà l'autorità di aumentarli nuovamente o di imporre nuove misure punitive.

In un'altra mossa anti-iraniana, il Dipartimento di Stato americano ha imposto nuove sanzioni petrolifere a 17 individui ed entità e a 14 navi, in linea con un nuovo round di colloqui tra Teheran e Washington. Washington, ribadendo le sue rivendicazioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran, ha affermato di aver sanzionato diverse entità, individui e navi al fine di bloccare il flusso di entrate verso la Repubblica Islamica dell'Iran.

La firma di un nuovo ordine esecutivo da parte di Donald Trump, che impone tariffe punitive (come un'aliquota del 25%) ai paesi che commerciano con l'Iran, è una mossa multiforme, intrapresa nell'ambito degli obiettivi strategici degli Stati Uniti. A livello strategico, l'obiettivo dichiarato è quello di completare il blocco economico dell'Iran con sanzioni secondarie e azzerare le entrate petrolifere dell'Iran. Citando un'"emergenza nazionale" in corso, la Casa Bianca ritiene che la mossa sia necessaria per proteggere la sicurezza nazionale e gli interessi statunitensi da quella che definisce una "minaccia insolita" proveniente dai programmi nucleari e missilistici dell'Iran e dal sostegno ai suoi alleati regionali. Il punto chiave è che la pressione non si concentra solo direttamente sull'Iran, ma anche sulla sua rete di partner commerciali, aumentando i costi degli affari con Teheran a livelli senza precedenti.

A livello tattico, la tempistica dell'ordine, che coincide o è immediatamente successiva alla conclusione di un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Muscat, è significativa. Questa tempistica viene interpretata come una leva per aumentare la pressione e ottenere una posizione negoziale più forte per Washington, inviando un messaggio chiaro che la politica di massima pressione continuerà, indipendentemente dall'esito dei negoziati. Lo stesso Trump ha sottolineato dopo i colloqui che se l'Iran non raggiunge un accordo, lo attendono "conseguenze molto gravi".

Da un punto di vista esecutivo, l'ordine crea un meccanismo complesso. In primo luogo, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti è tenuto a identificare i paesi che acquistano dall'Iran. In secondo luogo, il Dipartimento di Stato, in collaborazione con agenzie come il Tesoro, determina l'entità esatta dei dazi e li raccomanda al presidente. Questo processo offre agli Stati Uniti la flessibilità necessaria per aumentare gradualmente la pressione in base alle reazioni dei paesi. L'ordinanza contiene anche una clausola che conferisce al presidente l'autorità di "modificarla" qualora le circostanze dovessero cambiare, i Paesi dovessero reagire o l'Iran o i suoi partner dovessero adottare "misure significative" per allinearsi a Washington. Questa clausola è sia uno strumento punitivo che un incentivo ad accettare e sottomettersi alle richieste di Washington. Nel complesso, questa azione può essere vista come un tentativo di trasformare le sanzioni iniziali degli Stati Uniti contro l'Iran in un blocco economico globale su vasta scala.

L'obiettivo finale è isolare ulteriormente l'Iran, limitarne drasticamente le risorse finanziarie e costringere Teheran o i suoi partner commerciali ad accettare le condizioni di Washington, ponendo una difficile scelta tra commerciare con l'Iran o accedere al grande mercato americano.

Tuttavia, proprio come durante il primo mandato di Trump, l'Iran è stato in grado di resistere alle azioni ostili di Washington volte a ridurre le esportazioni di petrolio e azzerare le entrate iraniane, nonostante l'attuazione di una politica di massima pressione, questa volta, dato il chiaro rifiuto del principale partner commerciale dell'Iran, la Cina, di accettare le richieste di Washington, l'Iran può ancora una volta sconfiggere le politiche anti-iraniane di Trump.