ONU: «Crisi alimentare globale se USA bloccano lo Stretto di Hormuz» / Ministro delle Finanze norvegese: «Crisi sullo Stretto negativa per l'economia globale»
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Pars Today - A seguito delle azioni statunitensi volte ad assediare lo Stretto di Hormuz, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) lancia l'allarme: «Il protrarsi della crisi provocherà un disastro globale nel settore agroalimentare».
(last modified 2026-04-14T11:32:31+00:00 )
Apr 14, 2026 13:28 Europe/Rome
  • ONU: «Crisi alimentare globale se USA bloccano lo Stretto di Hormuz» / Ministro delle Finanze norvegese: «Crisi sullo Stretto negativa per l'economia globale»

Pars Today - A seguito delle azioni statunitensi volte ad assediare lo Stretto di Hormuz, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) lancia l'allarme: «Il protrarsi della crisi provocherà un disastro globale nel settore agroalimentare».

Lunedì 13 aprile, la FAO ha avvertito che il prolungamento dell'emergenza nello Stretto di Hormuz, interrompendo le esportazioni di fertilizzanti ed energia, facendo impennare i prezzi dei prodotti alimentari e riducendo la resa agricola, preparerà il terreno per una crisi globale. «È essenziale che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran continui per evitare l'insorgere del problema dell'inflazione alimentare nel mondo», ha dichiarato ai giornalisti l'economista capo della FAO, Maximo Torero.

 

Norvegia: «L'azione dell'America nel blocco dello Stretto di Hormuz è negativa per l'economia mondiale»

Il Ministro delle Finanze norvegese, Jens Stoltenberg, ha avvertito che la crisi nello Stretto di Hormuz, innescata dall'assedio americano, comporterà conseguenze per l'economia del suo Paese. Il blocco della navigazione regionale da parte degli Stati Uniti, ha aggiunto Stoltenberg, rischia di rendere più difficile il transito di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz. Una situazione che provocherà l'aumento dei prezzi dell'energia e la crescita dell'inflazione su scala globale.

 

Esperto russo: «L'America mette il mondo contro di sé chiudendo lo Stretto di Hormuz»

Rajab Safarov, direttore del Centro per gli Studi sull'Iran Contemporaneo in Russia, ha dichiarato che Washington, imponendo l'assedio allo Stretto di Hormuz, sta spingendo praticamente l'intero pianeta a schierarsi contro di sé. «Con il passare dei giorni, la posizione degli Stati Uniti peggiora, mentre quella dell'Iran si rafforza», ha affermato Safarov. «Gli iraniani lo comprendono perfettamente. Pertanto, l'Iran non ha alcun incentivo ad accettare o a cedere alle minacce per un accordo di pace alle condizioni dettate dall'America».

Gli Stati Uniti saranno costretti a ritirarsi. Sebbene il blocco delle esportazioni petrolifere colpisca l'Iran, Teheran è in grado di superare anche questa pressione. L'impatto di questa mossa americana, ha precisato l'analista, sarà molto più devastante per gli esportatori del Golfo Persico, per le grandi economie asiatiche dipendenti dall'energia e per i Paesi in via di sviluppo. Secondo le previsioni di Safarov, entro la fine della settimana il prezzo del petrolio potrebbe toccare i 150 dollari al barile, portando gli Stati Uniti ad avere quasi tutto il mondo contro di sé.