Il mondo reagisce alla campagna "Sacrificio per l'Iran" in risposta alle minacce di Trump
Pars Today - La campagna "Sacrificio per l'Iran" (Jan Fada), lanciata con l'obiettivo di promuovere l'empatia e il sacrificio in Iran, è stata accolta con favore e diffusa in diversi altri Paesi, ottenendo un'ampia risonanza sui media e sui social network.
Oltre ad attrarre la partecipazione del pubblico e a generare un dibattito globale, questa campagna ha anche suscitato reazioni alle dichiarazioni e alle politiche del presidente statunitense Donald Trump. La campagna "Sacrificio per l'Iran" ha generato reazioni sui social network, tra personalità dei media e semplici cittadini negli Stati Uniti e in Europa, che vanno dalle critiche al presidente Trump e alle sue politiche alle dichiarazioni di disponibilità da parte di cittadini di altri Paesi ad aderire alla campagna.
Le reazioni internazionali alla campagna "Jan Fada" si stanno diffondendo sempre di più. A questo proposito, un giornalista dell'emittente francese BFMTV ha riferito che il popolo iraniano è sempre più irritato nei confronti degli Stati Uniti e del regime sionista, e che questi sentimenti si sono espressi attraverso la campagna di volontariato "Jan Fada". Secondo il giornalista, ogni giorno sempre più persone annunciano la propria disponibilità a mobilitarsi per difendere l'Iran; una questione che si prevede mobiliterà la popolazione più che mai a sostegno del governo.
Parallelamente, anche il sito web Middle East Monitor ha riportato la partecipazione di 26 milioni di iraniani, tra cui personalità di spicco e funzionari della Repubblica Islamica dell'Iran, a questa campagna. Questa iniziativa, al di là di un gesto simbolico, sembra mirare a diffondere tra i cittadini un senso di solidarietà e di difesa dell'Iran.
Allo stesso tempo, le reazioni internazionali hanno attirato l'attenzione dei media e degli analisti politici. Ad esempio, un tweet della commentatrice politica conservatrice americana Candice Owens ha paragonato i leader di Iran e Stati Uniti, affermando che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian era pronto a sacrificare la propria vita per la nazione, mentre, secondo lei, Trump era pronto a sacrificare la vita e il sostentamento di ogni americano per un "Grande Israele".