“Fosse comuni in Iran”: la fake news “spaziale” del Washington Post
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Il sito di Fars News ha smascherato la fake news \\\\\\\\\\\\\\\"mondiale\\\\\\\\\\\\\\\" del Washington Post entrando nel cimitero di Qom
QOM (Pars Today Italian) – Le foto satellitari diffuse nei giorni scorsi dal Washington Post sulla presenza di presunte fosse comuni al cimitero Behesht-e-Masoumè di Qom sono false e manomesse.
Lo dichiarano oggi i responsabili del cimitero, che hanno portato all’interno delle diverse parti del centro i giornalisti iraniani. Il responsabile dell’Iran per le emergenze e le calamità naturali, il dottor Mohammad Hassan Zamanì, che è anche un religioso, ha spiegato che ci sono tantissime tombe vuote, quelle delle sezioni 41 e 42, scavate negli anni precedenti per poter seppellire in base alle leggi ed al rito islamico, i morti delle calamità naturali o quelli delle situazioni di emergenza, che arrivano in gran numero e di colpo.
Zamanì ha spiegato a Fars News che seppellire nelle fosse comuni è contrario alla religione islamica ed è chiaro che a Qom, una delle città sante dell’Islam, ciò non può avvenire. Tutti i morti vengono seppelliti separatamente, in direzione della Mecca, e con tutti gli altri accorgimenti previsti dalla legge islamica.
Tra l’altro l’agenzia Fars News ha anche documentato la presenza di tantissimi religiosi volontari nel cimitero di Qom, che si offrono di preparare i corpi dei morti di coronavirus, prima della loro sepoltura.
L’ennesima bugia di un governo ignobile
Tantissimi siti negli Stati Uniti ed in Italia (qui link articolo La Repubblica) si sono avventurati in notizie, analisi e commenti parlando delle “fossi comuni” a Qom per i morti da coronavirus.
L’impero mediatico statunitense, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus in Iran, ha strumentalizzato tale situazione per fabbricare fake news e accrescere la paura e l’angoscia degli iraniani e alimentare la sfiducia attorno al Paese e intensificare il suo isolamento, voluto dal presidente Donald Trump, che continua a rifiutarsi di rimuovere le sanzioni sulla vendita di medicine all’Iran, ed ha persino creato un team di lavoro che si occupa sulla pressione sulle società farmaceutiche per indurle a non vendere medicine all’Iran.
Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha scritto al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, chiedendo la fine delle sanzioni contro l’Iran sulle medicine.
L’Onu ha fatto conseguentemente un appello chiedendo ai Paesi di aiutare l’Iran e di vendere medicine a questo Paese, senza poter fare altro.
In questi giorni, alcune nazioni, soprattutto la Cina, stanno inviando aiuti in Iran.
La trovata delle “fosse comuni” mostrate dalle foto satellitari, è stato un altro atto della guerra psicologia scatenata dagli Stati Uniti.