Iran-Venezuela sfidano imperialismo USA
- Agli'inizi di giugno, la Guida suprema della Repubblica islamica in un messaggio elogiato lo staff delle cinque petroliere iraniane che affrontando una traversata di oltre 70 giorni hanno portato 1.5 milioni di litri di benzina al Venezuela, malgrado le minacce e sanzioni imposte dal regime americano.
"A tutti voi cari, capitani e membri dell’equipaggio delle navi, il mio auspicio che Dio vi rafforzi. Avete compiuto una grande impresa …".
Le parole di lode si riferivano a 5 navi iraniane che a fine maggio hanno consegnato il primo carico di carburante dall'Iran al Venezuela, ignorando tutte le intimidazioni ricevute dall'amministrazione del Trump. E' stato un duro colpo agli Stati Uniti, un paese che se ne considera il padrone del mondo.
E non si e' fatta attendere la ''vendetta'' dell'imperialismo USA: il Dipartimento di Giustizia statunitense tramite un giudice federale, James Boasberg, ha emesso un ordine di sequestro nei confronti delle navi cisterna iraniane, con questa ridicola giustificazione che quella transizione favorirebbe la Guardia Rivoluzionaria islamica iraniana (il corpo dei Pasdaran), inserita nella lista nera della Casa Bianca.
In molti si chiedono perché il Venezuela, Paese ricco di petrolio, ha richiesto benzina dall’Iran. La risposta è che la benzina prodotta dal Venezuela ha un basso numero di ottano, poiché la maggior parte delle unità di alchilazione sono fuori servizio. Le compagnie petrolifere si rifiutano di fornire servizi e prodotti petroliferi all’industria petrolifera venezuelana, a causa delle sanzioni statunitensi. Quindi, le raffinerie di petrolio in Venezuela sono praticamente ferme. Sebbene in passato il Venezuela era considerato un Paese esportatore di petrolio, la maggior parte del materiale necessario per la produzione di petrolio greggio del Venezuela veniva fornito dalle compagnie americane.
E' interessante sapere che le sanzioni finanziarie hanno portato a bloccare l’accesso del Venezuela al mercato petrolifero americano e persino al sistema finanziario statunitense. Attualmente, solo il 10% circa di 1,3 milioni di barili al giorno viene sfruttato dal Paese, a causa dell’arresto delle raffinerie. Ma la ricezione di prodotti petroliferi e alchilati iraniani e anche l’attrezzatura di catalizzatori e i pezzi di ricambio che sono stati recentemente esportati in Venezuela dall’Iran, aiuteranno questo Paese a rilanciare le sue raffinerie con più potenza. Aumentando l’ottano, aumenterà la qualità del suo carburante prodotto, e anche la spedizione di benzina che viene inviata in Venezuela, soddisferà per un po’ le esigenze di questo Paese.
Per quanto riguarda le sanzioni finanziarie, gli Stati Uniti hanno bloccato tutti i conti finanziari venezuelani e hanno dato il controllo dei conti bancari venezuelani agli Stati Uniti e all’illegittimo auto-proclamato presidente suo burattino Juan Guaido, in violazione delle leggi internazionali. D’altra parte, le banche europee, come sempre, hanno seguito la politica americana e bloccato le transazioni finanziarie in Venezuela. Quindi, a causa della mancanza di accesso del Venezuela ai suoi conti, Swift o qualsiasi altro sistema di pagamento finanziario, questo Paese non può acquistare in alcun modo, e anche se ciò fosse fatto, gli Stati Uniti daranno le transazioni a Juan Guaido.
Pertanto, l’unico Paese che può aiutare il Venezuela e anche se stesso è soggetto a sanzioni, è l’Iran. Perché in tale accordo, le transazioni finanziarie tra i due Paesi non sono necessarie e le sanzioni statunitensi non hanno praticamente alcun effetto su questa operazione. Questa azione richiede una grande dose di “coraggio e dignità”, che c’è abbondantemente tra gli iraniani. Questo è un accordo vantaggioso per entrambi, dato che l’Iran ha ricevuto quantità significative di oro in cambio dei prodotti petroliferi e attrezzature.
L’invio degli aiuti petroliferi dell’Iran sarà l’inizio di una serie di eventi importanti che segneranno il declino dell’egemonia degli Stati Uniti sui popoli del mondo.
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