Diplomazia culturale e 'Vivere all’Iraniana'
Con gli articoli che ho scritto, sino ad oggi, sul tema della internazionalizzazione 4.0 ho cercato di argomentare sulle motivazioni che devono condurre ad approfittare delle opportunità ad essa connessa e legate al post pandemia.
Ho spiegato come, anche a seguito degli sconvolgimenti causati dal Covid-19, la internazionalizzazione 4.0 possa rappresentare per l'Iran un momento per affermarsi e confermarsi quale attore globale (e non solo regionale), promuovendo la propria immagine all'estero mediante il marchio “Persian Style” nell'ambito di una progettualità che faccia propria i concetti di “tutela dell'interesse nazionale” e quello di “intelligence economica”.
Ciò al fine di scardinare la narrazione costruita fino ad oggi ad opera principalmente degli Stati Uniti, i quali hanno propugnato una dilagante iranofobia, in modo da capovolgerne e rovesciarne il costrutto, così che possa affermarsi quello che ho descritto come il binomio “vivere iraniano - “vivere bene”.
Questa nuova narrazione, per meglio servire la politica estera e di sviluppo, deve integrare diversi profili: economico-imprenditoriale, culturale-linguistica, scientifico-tecnologica in un unico quadro coerente costituendo l’obiettivo strategico della cosiddetta “diplomazia culturale”.
Infatti, non può esservi proliferazione economica senza espansione culturale.
È dunque necessario assicurare un’offerta di qualità e ben diversificata di eventi e iniziative nei settori della musica, delle arti figurative, dell’editoria, del design, del cinema e della gastronomia, sapendo adattare quest’offerta a pubblici e contesti politico-culturali anche molto diversi tra loro.
Per riuscire in tutto ciò è indispensabile mobilitare risorse, pubbliche e private, e coinvolgere persone e mezzi adeguati all’importanza del compito, perseguendo una strategia di promozione integrata della cultura, della lingua, dei prodotti e del sapere tecnico-scientifico.
La strategia di promozione integrata è, dunque, uno strumento fondamentale per costruire e rafforzare relazioni e collaborazioni con il resto del mondo, in cui la promozione dell’immagine funge da più generale promozione degli interessi nazionali e mira a far conoscere ed apprezzare la cultura iraniana all’estero.
Promuovere la cultura all’estero non è, infatti, un’attività collaterale della politica estera o un’operazione d’immagine ma, al contrario, è una componente strategica della proiezione del Paese all’estero, impegnato a favorire il dialogo, l’innovazione e la crescita.
È un’attività che, da un lato, riflette l’interesse nazionale, dall’altro, rappresenta un investimento in grado di garantire un ritorno economico nel medio-lungo periodo.
Infatti, l'Iran è una tra le maggiori potenze culturali ed esiste fuori dai suoi confini una domanda “di Iran” ancora da intercettare e da soddisfare, così che occorre mobilitare tutte le risorse necessarie a valorizzare al meglio questo capitale, in una logica integrata di sistema.
Un capitale fatto di beni culturali, di territori, idee, innovazione e fattori immateriali, legati alla storia ed allo stile di vita.
Alla base di questa idea c’è la consapevolezza di quanto sia necessario realizzare una sempre maggiore integrazione tra diplomazia economica, culturale e scientifica.
I settori appartenenti a queste attività, design, archeologia e tutela del patrimonio culturale, musei, arte contemporanea, lingua iraniana, sistema universitario, cucina, turismo culturale, industrie creative, ricerca scientifica e diplomazia economica sono tutti settori che aumentano l'influenza dell'Iran nel mondo.
E' necessario definire un’offerta culturale che sia la più efficace possibile in relazione ai diversi contesti locali in cui opera la rete estera, in primis, Ambasciate, Consolati, Istituti di Cultura, e che rifletta un approccio coerente “di sistema”.
Obiettivi che dovranno essere fatti propri da tutta la rete occorrendo, poi, guardarsi dal rischio di un’eccessiva uniformità, poiché, come sa bene chi fa cultura all’estero, quello che funziona in un paese può non funzionare in un altro.
Fondamentale, dunque, la scelta dei linguaggi e degli strumenti in rapporto ai diversi contesti culturali in cui si sviluppano le azioni promozionali.
Da questo punto di vista, i settori prioritari della promozione integrata rivelano tutto il loro potenziale di aggregazione, non solo nel senso di collegare le varie componenti della promozione integrata ma anche per la loro capacità di parlare a pubblici e ambienti diversi, compresi quelli in cui l’immagine forte della cultura iraniana arriva in modo più attenuato o ha una tradizione più recente o riguarda solo una piccola élite.
Un programma di promozione integrata deve basarsi, quindi, su una struttura composta da una serie di “assi” che costituiscono i contesti in cui occorre sempre più avviare una azione congiunta.
Il primo “asso” è rappresentato dalla diffusione della lingua persiana, poiché la diffusione della lingua riveste un ruolo cruciale nella politica estera di ogni Paese, rappresentando, da un lato, il veicolo attraverso il quale passano la cultura e la visione della realtà di ogni Paese, e, dall'altro, una parte fondamentale dell’attività di promozione integrata.
Del resto, chi studia la lingua persiana solitamente ama ciò che l’Iran rappresenta come stile di vita: per molti stranieri, la conoscenza dell’iraniano è la chiave di accesso a quello che è stato definito “Vivere all’Iraniana”.
La lingua persiana è attraente e viene associata nell’immaginario collettivo ai prodotti di qualità del Paese Iraniano; inoltre, la diffusione della lingua persiana si collega strettamente ad altri obiettivi di sistema, come quello di aumentare la presenza di studenti stranieri nelle università iraniane.
Su queste basi, gli strumenti da mettere in campo sono necessariamente diversificati, a seconda dei Paesi e delle categorie di persone a cui si rivolge l’offerta linguistica: dai corsi presso gli Istituti di cultura ai lettorati presso le università; dalle borse di studio all’inserimento del persiano nelle scuole come seconda lingua straniera; alle app dedicate per raggiungere il pubblico più giovane.
Il secondo “asso” è rappresentato dalla promozione delle industrie culturali e creative, come cinema, musica, spettacolo dal vivo ed editoria, come anche il settore degli audiovisivi e dei nuovi media rappresentano un territorio privilegiato per sostenere una parte sempre più significativa dell'industria culturale.
Il terzo “asso” è descritto dalla promozione dell'arte contemporanea iraniana nel mondo, attraverso la messa in campo di strumenti diversi, non solo in campo espositivo ma anche in quello delle gallerie e delle fiere internazionali, con una particolare attenzione verso i giovani artisti emergenti.
Il quarto “asso” si riferisce alla promozione dei musei iraniani nel mondo, atteso che la internazionalizzazione dei musei attraverso il supporto a reti di grandi esposizioni, la promozione di percorsi museali e la circuitazione di singole opere, ne rappresentano un altro obiettivo prioritario.
Il quinto “asso” è dato dalla promozione della scienza e della ricerca iraniane, in considerazione del fatto che scienza, tecnologia e innovazione assumono un ruolo sempre più importante nel promuovere il dialogo e lo sviluppo delle economie.
Il sesto “asso” si rintraccia nella promozione del turismo culturale, soprattutto quello che si dirige verso mete meno battute e che valorizza l’immenso patrimonio dell'Iran dei territori, presentando un enorme potenziale di crescita, sia in termini diretti sia per il vasto indotto di servizi che può mettere in movimento.
La programmazione degli eventi legati all’offerta turistica da parte della rete si deve concentrare, quindi, sui percorsi culturali integrati, che valorizzino oltre alle bellezze paesaggistiche i circuiti enogastronomici e il ricco patrimonio materiale e immateriale, come quello rappresentato dai siti Unesco.
Il settimo “asso” è costituito dal design, capace di riflettere quello stile di vita e senso della bellezza ai quali il paese è costantemente associato.
L'ottavo e ultimo “asso” può trovarsi nella promozione della cucina iraniana nel mondo.
Il valore dell’alta cucina iraniana quale vetrina di eccellenza per la tradizione gastronomica del Paese e al contempo vettore di qualità della produzione del comparto agroalimentare.
Una cucina che, oltre a simboleggiare qualità, sostenibilità, e stile di vita, rappresenta un asset economico di prima grandezza e un formidabile ponte di dialogo tra le culture.
Tutti questi “assi”, che costituiscono un programma di promozione integrata della c.d. diplomazia culturale devono fa si che quest'ultima si sviluppi unitamente all'espansione economica, in modo da perseguire l'obiettivo di “portare più Iran nel Mondo”.
Avv. Fabio Loscerbo
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