Iran, la carta dei diritti dei cittadini-4
La Carta dei Diritti dei Cittadini si compone di ventidue capitoli; nel presente articolo vengono trattate le parti dalla Diciottesima alla parte Ventiduesima.
La parte Diciottesima è intitolata “Diritto al benessere e alla sicurezza sociale” e si compone di dieci articoli (artt. 85 – 94).
L'articolo 85 sancisce in capo a tutti i cittadini il diritto alla pace della mente, alla ricerca della felicità, alla speranza in un futuro migliore, all'auto-miglioramento spirituale, all'emancipazione sociale, a condurre una vita sicura e tranquilla, ad avere l'opportunità e i mezzi per trascorrere più tempo con la propria famiglia, svago, sport e turismo.
Inoltre, è riconosciuto il diritto di usufruire dei servizi di assistenza sociale, previdenziale e assistenziale (art. 86), nonché all'indennità di disoccupazione in caso di disoccupazione involontaria, a norma di legge (art. 87).
L'articolo 88 cura i cittadini che vivono nelle aree rurali e nelle aree tribali riconoscendo loro i diritti come lo sviluppo rurale, l'assicurazione, la sicurezza sociale e la sicurezza dell'ambiente di vita.
A tutti i cittadini, in particolare le donne, è – poi – riconosciuto il diritto di accedere a strutture sportive, educative e ricreative sicure e di poter frequentare arene sportive nazionali e mondiali, preservando la cultura islamico-iraniana (art. 89).
Con riferimento alle donne, il successivo articolo 90 riconosce loro il diritto di godere di un'alimentazione sana durante la gravidanza; parto sano; assistenza sanitaria dopo il parto; congedo di maternità; e cure mediche per le malattie comuni delle donne.
In favore di tutti i cittadini viene, inoltre, riconosciuto (art. 91) il diritto a un ambiente privo di danni individuali e sociali, inclusi stupefacenti e sostanze psichedeliche.
E' previsto che i gruppi vulnerabili e coloro che cercano assistenza hanno diritto a beneficiare di misure efficaci del governo nei settori della riabilitazione, della creazione di speranza e della sicurezza sociale (art. 91).
Alla comunità dei veterani e di altre persone che hanno fatto grandi sacrifici per il Paese ed alle loro stimate famiglie viene attribuito il diritto di frequentare e partecipare efficacemente ai vari aspetti della vita culturale, politica e sociale (art. 92).
L'art. 93 impone in capo al Governo la tutela dei diritti degli assicurati; questa protezione implica la garanzia dell'esistenza di un ambiente competitivo; vigilanza sulle attività degli assicuratori e degli enti assicurativi; disciplina dell'assicuratore e dei rapporti assicurati; miglioramento dei meccanismi di valutazione dei sinistri degli assicurati e degli altri beneficiari.
Infine, la parte in trattazione si conclude con il riconoscimento del diritto di accedere a beni e servizi in modo tale da non mettere a rischio la loro salute o sicurezza (art. 94).
La parte Diciannovesima è intitolata “Diritto di accesso e partecipazione alla vita culturale”, e si compone di nove articoli (artt. 95 – 103).
E' previsto (art. 95) che i cittadini hanno il diritto di godere dei benefici dello sviluppo culturale; progressi scientifici; partecipazione alla vita culturale; ed equilibrato sostegno ai diversi aspetti della cultura.
L'articolo 96 si pone a tutela delle diversità, prevedendo che la diversità in generale e la diversità culturale del popolo iraniano devono essere rispettate come parte del patrimonio culturale, nel quadro dell'identità nazionale.
Ai cittadini viene, poi, attribuito il diritto alla comunicazione interculturale, indipendentemente dalla loro etnia o religione (art. 97).
Il successivo articolo 98 radica in capo al Governo il dovere di proteggere, preservare e mantienere il patrimonio culturale e di civiltà e conservare opere, edifici e monumenti storici, indipendentemente dai gruppi culturali di appartenenza.
I cittadini hanno il diritto di godere delle agevolazioni necessarie per la partecipazione alla vita culturale e di associarsi ad altri cittadini, tra l'altro, per fondare organizzazioni e associazioni, praticare riti religiosi e tribali e perseguire tradizioni culturali, in conformità alla legge (art. 99).
L'articolo 100 si rivolge ali attivisti nei campi artistici riconoscendo loro il diritto di impegnarsi in attività gratuite in un ambiente non monopolistico.
Il medesimo articolo impone al Governo di prendere le dovute misure per promuovere la partecipazione competitiva del settore privato nelle fasi di produzione e fornitura di opere artistiche.
Il successivo articolo 101 riconosce in capo a tutti i cittadini il diritto di imparare, usare e insegnare la propria lingua e il proprio dialetto locale, mentre il seguente art. 102 il diritto di scegliere il proprio abbigliamento, coerentemente con i costumi e la cultura sociale, e nel quadro della legge.
Infine, a i cittadini, in particolare le donne, viene riconosciuto il diritto di formare propri gruppi e organizzazioni sociali, culturali e artistiche speciali (art. 103).
La parte Ventesima è intitolata “Diritto allo studio” componendosi di sei articoli (artt. 104 – 111).
L'art. 104 afferma l'istruzione come diritto di tutti i cittadini, l'istruzione primaria è obbligatoria e gratuita.
Il medesimo articolo determina in capo al Governo il compito di fornire istruzione gratuita fino alla fine della scuola secondaria, di ampliare l'istruzione superiore gratuita nella misura necessaria e richiesta nel paese.
Tutti i professori e gli studenti hanno il diritto di beneficiare dei privilegi di istruzione e ricerca, comprese le promozioni (art. 105).
La concessione di agevolazioni e sussidi accademici, quali anni sabbatici e borse di studio, deve avvenire esclusivamente sulla base delle capacità e delle qualifiche accademiche, indipendentemente da inclinazioni politiche e di parte e simili (art. 105).
Il successivo articolo 106 si rivolge alle società scientifiche, seminariali e universitarie riconoscendo loro il diritto di godere della libertà accademica e dell'indipendenza.
Professori, seminaristi e studenti universitari sono, a norma del citato articolo, liberi di esprimere le loro opinioni e non potranno essere perseguitati né interrogati né privati dell'insegnamento o dello studio, solo per avere espresso un'opinione in ambito accademico.
I professori e gli studenti hanno il diritto di fondare e partecipare a società professionali, politiche, sociali, scientifiche e di altro tipo.
Inoltre, è previsto (art. 107) che l'università debba essere uno spazio sicuro e protetto per professori e studenti, radicandosi in capo alle autorità universitarie l'onere di impegnarsi con rigore per garantire la sicurezza degli studenti.
Inoltre, è disciplinato che le violazioni disciplinari degli studenti devono essere risolte nel rispetto del giusto processo; dell'accesso ad autorità competenti, indipendenti e imparziali, del diritto di difesa e del diritto di ricorso, nel più breve tempo possibile e senza indugio, nel rispetto della normativa in vigore.
L'articolo 108 si rivolge ai bambini, prevedendo che essi hanno diritto a un'educazione che porti allo sviluppo della loro personalità, dei loro talenti e delle loro potenzialità mentali e fisiche; e del rispetto dei genitori del bambino, dei diritti degli altri, dell'identità culturale e dei valori religiosi e nazionali.
Quanto agli studenti, l'articolo 109 riconosce loro il diritto al rispetto della loro personalità e dignità; di pari modo è previsto che le opinioni dei bambini su questioni che riguardano la loro vita devono essere ascoltate e considerate.
Nessuno ha il diritto di instillare odio tribale, religioso e politico nella mente dei bambini, o creare violenza nei confronti di una razza o religione speciale, mediante l'istruzione o la formazione o mediante i mass media nella mente dei bambini (art. 110).
L'articolo 111 si rivolge alle persone disabili, stabilendo che essi devono avere l'opportunità e la possibilità di studiare e acquisire competenze adeguate alle loro capacità; la disabilità non deve comportare la privazione del diritto di acquisire conoscenze e competenze professionali.
La parte Ventunesima è intitolata “Diritto a un ambiente sano e allo sviluppo sostenibile” e si compone di quattro articoli (artt. 112 – 115).
L'articolo 112 sancisce che la tutela dell'ambiente, in cui la generazione di oggi e le generazioni future dovranno avere una vita sociale produttiva, è un dovere comune.
La norma in argomento vieta, quindi, le attività economiche e non, che sono accompagnati da inquinamento ambientale e danni ambientali irreversibili0.
I cittadini hanno diritto alla conservazione, al miglioramento e all'abbellimento dell'ambiente e alla promozione di una cultura della protezione dell'ambiente.
Grava in capo al governo il compito di tenere conto di questo diritto nei suoi piani, decisioni e azioni di sviluppo, economico, sociale, culturale, di difesa e di sicurezza e combatterà l'inquinamento e la distruzione dell'ambiente.
Il successivo articolo 113 prevede che ogni cittadino ha il diritto di godere di un ambiente sano e pulito, privo di vari inquinanti, compreso l'inquinamento dell'aria e dell'acqua, e l'inquinamento ambientale derivante da onde e radiazioni nocive.
Inoltre, tale articolo riconosce ad ogni cittadino il diritto di essere a conoscenza della portata e delle conseguenze degli inquinanti ambientali esistenti.
Di parti, è imposto ali organi esecutivi di adottare le dovute misure per ridurre gli inquinanti ambientali, in particolare nelle grandi città.
Qualsiasi azione finalizzata allo sviluppo infrastrutturale o industriale, come la costruzione di dighe e strade o industrie estrattive, petrolchimiche, nucleari e simili, deve essere eseguita dopo una valutazione di impatto ambientale (art. 114).
La medesima norma (art. 114) prevede che l'attuazione dei progetti di sviluppo deve essere soggetta alla stretta osservanza delle considerazioni ambientali.
Infine, il successivo articolo 115 riconosce in capo al governo il dovere di agire per raggiungere uno sviluppo sostenibile globale ed equilibrato e l'eliminazione delle barriere internazionali svolgendo un ruolo internazionale efficace attraverso la cooperazione economica, lo scambio di informazioni, il trasferimento di conoscenze tecniche e lo scambio culturale.
La parte Ventiduesima, ultima sezione della Carta dei Diritti dei Cittadini, è intitolata “Diritto alla pace, alla sicurezza e al potere nazionale), si compone di cinque articoli (artt. 116 – 120).
E' riconosciuto in capo a tutti i cittadini il diritto di beneficiare di una politica estera trasparente e pacifica, nel quadro degli interessi nazionali e della sicurezza nazionale (art. 116).
Il Governo deve perseguire i principi di dignità, saggezza e opportunità per stabilire, mantenere e promuovere relazioni e legami duraturi con gli Stati e le organizzazioni internazionali; deve utilizzare strumenti diplomatici e metodi razionali per cercare di diffondere e rafforzare un discorso di pace, protezione dei diritti umani e della dignità umana, lotta alla violenza e all'estremismo e difesa dei diritti degli oppressi.
Il governo, quindi, deve pianificare e agire nel rispetto della protezione dei diritti degli iraniani all'estero e del miglioramento dell'immagine internazionale dell'Iran (art. 117).
I cittadini hanno il diritto di godere di sicurezza, indipendenza, unità, integrità territoriale e potere nazionale (art. 118).
È dovere del governo elaborare i piani necessari e destinare risorse sufficienti al raggiungimento della deterrenza strategica e al rafforzamento delle capacità di difesa del paese, in particolare dotando e rafforzando le forze armate (art. 119).
Infine, l'articolo 120 prevede in capo a tutti i cittadini hanno il diritto di ricevere la formazione di difesa richiesta; in tale contesto ricade in capo al governo, attraverso la pianificazione e l'allocazione delle risorse necessarie, l'impegno di rafforzerare la capacità di difesa nazionale e la mobilitazione pubblica.
Avv. Fabio Loscerbo
Presidente Associazione di Cultura e del Commercio Italo Iraniana
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