Italia ed Iran: possibili alleati nel Mediterraneo
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L’Italia ha un grave problema nella sfera della politica estera: non riesce a capitalizzare geopoliticamente il notevole contributo (umano ed economico) dato alle richieste di aiuto internazionali e neanche il titolo di dominatore commerciale posseduto in una grande varietà di teatri, dai Balcani all'Asia Occidentale.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 26, 2021 04:44 Europe/Rome
  •  Italia ed Iran: possibili alleati nel Mediterraneo

L’Italia ha un grave problema nella sfera della politica estera: non riesce a capitalizzare geopoliticamente il notevole contributo (umano ed economico) dato alle richieste di aiuto internazionali e neanche il titolo di dominatore commerciale posseduto in una grande varietà di teatri, dai Balcani all'Asia Occidentale.

La questione è più seria di quanto già non appaia, trattandosi, quella italiana, di una politica estera molto sui generis, poiché estesa ed impegnata, indi dispendiosa, ma simultaneamente disinteressata al ritorno economico (e politico) degli investimenti effettuati.

Curioso ed emblematico è, a proposito del tema della mancata capitalizzazione geopolitica, il caso dell' Iran.

L'amicizia tra l'Iran e l'Italia affonda le radici nella storia antica di due grandi civiltà.

Radici di secoli in cui le due civiltà persiana e romana interagendo tra loro, hanno tessuto la trama e l'ordito della storia.

Le relazioni di queste due civiltà sono lo specchio delle interazioni umane, nonché della storia delle relazioni tra l'Occidente e l'Oriente del mondo; una storia lunga più di 20 secoli.

Il primo patto culturale tra i due Paesi fu siglato nel 533 d.C. tra il re sassanide Anushirvan e l'imperatore romano Giustiniano.

Oltre al legame intellettuale e filosofico tra l'Iran e Roma, nella letteratura dei due Paesi si possono vedere manifestazioni di attenzione reciproca.

Nell'antica poesia persiana, Roma e gli antichi romani sono ripetutamente menzionati come esempi di bellezza.

Interessanti riferimenti all'Iran sono stati fatti nella letteratura latina, come nelle poesie dell'antico poeta Orazio.

D'altra parte, negli ultimi duemila anni, nonostante le difficoltà e le tensioni sorte, soprattutto nel I secolo d.C., tra i due imperi dell'Iran e di Roma, le rotte commerciali sono state spesso aperte e le interazioni tra le persone sono sempre esistite.

In questi centosessant'anni i rapporti tra i due Paesi sono sempre stati amichevoli.

L'Italia ha una buona reputazione e un posto particolare nel cuore degli iraniani.

Parte dell'industria iraniana è dovuta a diligenti specialisti e artigiani italiani.

Molti iraniani che da tanti anni vivono e studiano in Italia testimoniano l'affinità culturale e l'amicizia con il popolo italiano.

Orbene, se nel corso degli ultimi anni le relazioni trai i due paesi hanno avuto delle fluttuazioni è dovuto, non tanto alla volontà degli stessi ma, piuttosto, a fattori esterni come, in particolare, al condizionamento operato dagli Stati Uniti.

Nel corso degli anni, gli Stati Uniti hanno intrapreso varie azioni regionali e internazionali contro l'Iran.

Queste azioni si sono intensificate durante il mandato dell'ex presidente degli Stati Uniti (Trump) e di fatto si sono trasformate in una vera e propria guerra economica contro la Repubblica islamica dell'Iran.

L'Iran ha sempre dimostrato la propria adesione al multilateralismo, in quanto pilastro della sua politica estera e forse l'esempio più chiaro di questa cooperazione si è concretizzato nel raggiungimento dell'Accordo nucleare.

In effetti, il JCPOA è stato il più grande risultato, frutto del multilateralismo, dopo la firma del quale, l'Iran ha mantenuto fede a tutti i propri impegni in seno all'Accordo, pur osservando il contrario da parte degli altri interlocutori.

Le azioni ostili degli Stati Uniti non si sono limitate alla continuazione della guerra economica e all'escalation delle sanzioni, con l'assassinio di uno degli alti comandanti militari della Repubblica islamica dell'Iran, il generale Qassem Soleimani, tra i più importanti ed efficaci strateghi nella lotta al terrorismo, costantemente impegnato in prima persona contro l'Isis, essi hanno cercato di destabilizzare ulteriormente la Regione.

Ritornando alle relazioni Iran-Italia, le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica Islamica Ebrahim Raisi possono rappresentare una importante opportunità per l'Italia, non solo politica ma anche economica.

Per quanto attiene alla sfera politica, se l'Italia saprà dimostrarsi coerente e retta nei propri comportamenti, potrà emergere come possibile ed affidabile interlocutore per quanto attiene alle negoziazioni sul nucleare e, più, in generale per la creazione di una architettura di sicurezza regionale.

Infatti, l'Italia non è membro del gruppo E3, il gruppo di paesi europei impegnati nel dialogo sul nucleare con l’Iran; è però coinvolta insieme a Francia, Germania e Regno Unito in un dialogo con l’Iran sulla risoluzione del conflitto in Yemen.

Questo formato E4 potrebbe essere adottato anche nel dialogo per la costruzione di un’architettura di sicurezza regionale, con uno sguardo rivolto al mediterraneo.

Infatti, per l'Italia la stabilizzazione della Libia assume carattere di obiettivo di sicurezza nazionale, poiché è dalla Libia che partono con destinazione Italia flussi migratori incontrollati che minano il tessuto sociale del Paese.

D'altro verso, gli ultimi anni hanno dimostrato come la Libia sia diventata zona di influenza, militare ed economica, della Turchia di Erdogan, sostanziando – pertanto – una potenziale (reale) minaccia per gli interessi nazionali italiani.

Ne consegue che, ove l'azione diplomatica e politica dell'Italia si rivelasse efficace nel contribuire al perfezionamento dell'accordo sul nucleare appoggiando il nuovo Presidente Iraniano, l'Italia avrebbe poi modo di spendere questa affidabilità ritrovata per ottenere un coinvolgimento iraniano ai fini della soluzione della crisi libica.

Per quanto attiene alla sfera economica, come ho scritto nel mio recente libro “Iran: Opportunità per le imprese italiane”, l'Italia ha l'opportunità di diventare ancora di più il primo ed unico partner commerciale europeo dell'Iran, con ciò ponendosi in competizione con la Cina che, con la Repubblica Islamica, ha siglato un accordo di collaborazione pluridecennale.

In effetti, dal punto di vista dell'Italia, l'Iran potrebbe fungere da importante partner strategico.

L'Iran possiede vaste riserve di petrolio e gas naturale che potrebbero aiutare ad alimentare lo sviluppo dell'Italia, e l'Iran è anche un mercato in crescita per le merci italiane.

Stipulare con l'Iran un accordo di partnership strategica globale determinerebbe per entrambi i paesi vantaggi e, in particolare, per l'Italia come: massimizzazione degli interessi economici dell'Italia in Asia occidentale; espansione della sua presenza politica ed economica nella regione; sviluppo economico continuo; utilizzo delle risorse energetiche dell'Iran per diminuire la sua dipendenza da altri mercati energetici, in particolare dai paesi arabi.

Infine, considerando gli obiettivi ed i benefici di un programma strategico, si può concludere che entrambe le parti ne beneficerebbero e potrebbero realizzare i propri obiettivi regionali e internazionali.

 

Avv. Fabio Loscerbo

Presidente dell'Associazione di Cultura e del Commercio Italo Iraniana di Bologna

 

 

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