Banche, piano Iran e Russia per creare una moneta stabile
TEHERAN (Pars Today Italian) - Le banche centrali dell'Iran e della Russia stanno anche lavorando per creare una moneta stabile per il commercio estero, ...
che sostituisca il dollaro USA, il rublo e il rial. Si tratterebbe di una moneta digitale sostenuta dall'oro, da utilizzare soprattutto nella Zona Economica Speciale (ZES) di Astrakhan, nel Mar Caspio, già molto attiva nel movimentare numerosi carichi iraniani.
Astrakhan è infatti l'hub russo chiave del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (INSTC), una vasta rete di rotte navali, ferroviarie e stradali che aumenterà drasticamente il commercio dalla Russia – ma anche da parti dell'Europa – attraverso l'Iran verso l'Asia occidentale e l'Asia meridionale, e viceversa.
Tecnicamente, d'ora in poi 52 banche iraniane che già utilizzano il SEPAM, il sistema di telecomunicazione interbancario iraniano, si collegheranno con 106 banche che utilizzano lo SPFS, l'equivalente russo del sistema di messaggistica bancaria occidentale SWIFT.
E questo riflette l'intera dimensione geoconomica dell'accordo SEPAM-SPFS. La Banca centrale russa si è mossa per tempo per creare SPFS nel 2014, quando Washington ha iniziato a minacciare Mosca di espulsione da SWIFT. La fusione con il SEPAM iraniano apre un orizzonte del tutto nuovo, soprattutto alla luce della ratifica dell'Iran come membro a pieno titolo dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e ora candidato principale a entrare nel club allargato dei BRICS+.
Già tre mesi prima dell'accordo SEPAM-SPFS, il rappresentante commerciale russo in Iran, Rustam Zhiganshin, lasciava intendere che la decisione di "creare un analogo del sistema SWIFT" era cosa fatta.
Tehran stava preparando l'infrastruttura per entrare nel sistema di pagamento russo Mir dall'estate scorsa. Ma dopo che Mosca è stata colpita da durissime sanzioni occidentali e le banche russe sono state tagliate fuori da SWIFT, Teheran e Mosca hanno deciso, strategicamente, di concentrarsi sulla creazione di un proprio sistema non-SWIFT per i pagamenti transfrontalieri.
Tutto ciò si ricollega al ruolo geoeconomico immensamente strategico dell'INSTC, che rappresenta un corridoio commerciale molto più economico e veloce della vecchia rotta del Canale di Suez.
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