Iran, sangue dei martiri consiglieri non è stato versato invano
TEHRAN - Per il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, la Repubblica islamica si riserva il diritto di rispondere all’uccisione dei consiglieri militari al momento e nel luogo opportuno.
Lo ha affermato oggi in dichiarazioni riprese dall’agenzia di stampa IRIB, con riferimento a Milad Heydari e Moqdad Jafarabadi, consiglierei del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC, Pasdaran), durante gli attacchi di Israele che hanno colpito i dintorni della capitale siriana Damasco il 30 e il 31 marzo scorso. “Il sangue dei due martiri di alto rango non è stato versato invano”, ha aggiunto. "Le perduranti aggressioni del regime sionista contro la Siria rappresentano una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese, oltre che dei regolamenti e delle leggi internazionali". Le parole di Kanani sono giunte dopo che questa notte un altro attacco attribuito a Israele, il terzo in quattro giorni, ha colpito diversi obiettivi nella città di Homs e nelle aree circostanti, nella Siria occidentale. Anche l’IRGC ha messo in guardia Israele, avvertendo che il regime sionista pagherà il prezzo dei crimini commessi.
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