Araghchi: «Blocco dello Stretto di Hormuz dovuto alla guerra»
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Pars Today - Il Ministro degli Esteri iraniano ha affermato che le complicazioni nello Stretto di Hormuz sono il risultato della guerra imposta contro l’Iran.
(last modified 2026-03-17T11:09:57+00:00 )
Mar 17, 2026 12:07 Europe/Rome
  • Foto: Sayyed Abbas Araghchi, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, e António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite
    Foto: Sayyed Abbas Araghchi, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, e António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite

Pars Today - Il Ministro degli Esteri iraniano ha affermato che le complicazioni nello Stretto di Hormuz sono il risultato della guerra imposta contro l’Iran.

Secondo Tasnim, la sera di lunedì 16 marzo Sayyed Abbas Araghchi, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, ha avuto un colloquio telefonico con António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, durante il quale le due parti hanno discusso e si sono scambiate valutazioni sugli ultimi sviluppi regionali, sul proseguimento dell’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, nonché sugli sviluppi in Libano.

Il Ministro degli Esteri iraniano, in riferimento la flagrante violazione dei princìpi e delle norme fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale costituita dall’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, ha ricordato la responsabilità delle Nazioni Unite e dello stesso Segretario Generale nel condannare in modo fermo ed esplicito questa aggressione e nel chiamare gli aggressori a risponderne ai sensi dell’Articolo VII della Carta.

Araghchi ha chiesto alla comunità internazionale di prestare attenzione alla fonte principale dell’insicurezza imposta alla regione e allo Stretto di Hormuz, vale a dire l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista, e ha dichiarato: «Non si può prendere in esame la situazione dello Stretto di Hormuz senza considerare la situazione generale della regione, perché gli impedimenti alla navigazione nello Stretto di Hormuz derivano dalla guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista. Ogni Paese o organismo internazionale che abbia a cuore la pace e la sicurezza deve condannare con responsabilità e senza indulgenza i crimini di questi due regimi e chiedere la cessazione della loro aggressione militare contro il popolo iraniano».

Ha inoltre condannato la brutale aggressione del regime sionista contro il Libano e il massacro di centinaia di libanesi, sottolineando che «la persistenza di negligenza e indifferenza di fronte alle violazioni criminali commesse da Israele nella Palestina occupata e contro i Paesi della regione non farà che allargare il raggio dell’aggressione e aggravare progressivamente l’insicurezza nella regione e nel mondo».

Nel corso della telefonata, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha esposto le sue posizioni riguardo alla situazione nella regione del Golfo Persico, nell’Asia occidentale e alla sicurezza della navigazione marittima.