Dall'ultimo pasto all'ultimo sguardo: Il racconto del padre di due figlie martiri
Pars Today - In un’intervista, il padre di due studentesse martiri della tragedia della scuola di Minab racconta i dettagli dell’ultimo incontro con Asra e Salma e il modo in cui ha riconosciuto il corpo della figlia da un piccolo dettaglio.
La mattina di sabato 28 febbraio, mentre Asra e Salma dormivano ancora, la madre ha svegliato Salma e il padre, come ogni giorno, ha lavato le mani e il viso di Asra. Le bambine si sono sedute assonnate sul divano, il padre le ha vestite con entusiasmo e le ha poi accompagnate alla scuola Shohada-ye Tayyebeh: un incontro che è diventato l'ultimo saluto dell'uomo alle sue due figlie martiri.
Asra, studentessa di quarta elementare, e Salma, di prima elementare, sono tra i 168 martiri della tragedia della scuola di Minab, un dramma che ha straziato il cuore di ogni persona libera. Mokhtar Zakeri, padre delle due bambine, in un'intervista telefonica al programma televisivo Hamshahri, ha parlato degli ultimi istanti e del dolore profondo per le sue figlie.
Ricordando la profonda intimità con Asra, Zakeri ha dichiarato: «Dall'età di due anni dormiva sulle mie braccia. Diceva sempre: "Papà, non voglio crescere, ho paura che non mi permetterai più di dormire sul tuo braccio"». Asra, ha ricordato il padre, si è fermata ai suoi nove anni e mezzo, e Salma è volata via per non lasciare da sola la sorella.
Sull'ultimo momento del congedo, l'uomo ha spiegato: «Asra, quando scendeva, batteva sempre il suo pugno contro la mia mano. Salma non lo faceva mai, ma quel giorno, per la prima volta, si è voltata e ha ripetuto lo stesso gesto». Ha inoltre ricordato il digiuno completo di Asra nel suo primo anno e il suo entusiasmo durante l'ultimo suhoor (il pasto che precede l'inizio del digiuno).
Zakeri ha infine raccontato come ha identificato il corpo di Asra tra decine di cadaveri: «Quella stessa mattina le avevo sistemato il calzino in modo che le bamboline disegnate sopra fossero vicine. Più tardi, proprio quel calzino sporgeva tra i lenzuoli. Ho gridato: "Asra è stata trovata"».