Iravani: «Assassinio del martire Kharrazi mina i percorsi diplomatici»
-
L'ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani
Pars Today - L’ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite ha sottolineato che l’assassinio del martire Kharrazi rappresenta un modello deliberato di comportamento criminale, volto a silenziare i sostenitori del dialogo pacifico e a indebolire sistematicamente i percorsi diplomatici.
In una lettera indirizzata al Segretario Generale dell'Onu, l'ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha denunciato l'operazione israeliana: «In continuità con i crimini di guerra commessi dal regime israeliano contro la Repubblica Islamica dell'Iran, questo regime ha compiuto ancora una volta un atto atroce e terroristico, un crimine orribile: il vile assassinio del dottor Kamal Kharrazi, capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Estere dell’Iran».
Iravani ha sottolineato che l'attacco rappresenta un chiaro esempio di atto terroristico deliberato contro un'abitazione civile e l'uccisione mirata di una figura civile di spicco. L'operazione, ha aggiunto il diplomatico, costituisce una palese violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita.
Nella sua missiva, il rappresentante iraniano ha ribadito che l’assassinio del capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Estere dell’Iran non si limita a rappresentare la privazione illegale della vita di un civile in flagrante violazione del diritto internazionale, ma costituisce un attacco diretto contro la diplomazia e le fondamenta stesse delle interazioni pacifiche internazionali. «L’assassinio di questo diplomatico di spicco da parte del regime israeliano», ha aggiunto Iravani in chiusura, «dimostra ancora una volta una realtà evidente: questo regime aggressore e terroristico percepisce ogni voce che si leva a livello regionale e internazionale a sostegno della pace, del dialogo e della diplomazia come una minaccia in aperto conflitto con i suoi obiettivi illegali, distruttivi e destabilizzanti».