Iravani: «Israele cerca disperatamente di giustificare azioni aggressive»
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Amir Saeed Iravani, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell'Iran presso le Nazioni Unite
Pars Today - L'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite ha dichiarato: «Israele sta disperatamente cercando di distorcere la realtà e di ingannare il Consiglio di Sicurezza trasformando l'aggressore in vittima».
Amir Saeed Iravani, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell'Iran presso le Nazioni Unite, ha affermato giovedì 23 aprile in una lettera indirizzata ad Antonio Guterres, Segretario Generale dell'organizzazione e Presidente del Consiglio di Sicurezza: «In risposta alla lettera del 25 marzo 2026 del rappresentante del regime sionista presso le Nazioni Unite, indirizzata al Presidente del Consiglio di Sicurezza, e al relativo allegato, ovvero una corrispondenza del Ministro degli Esteri del regime sionista, desidero informarLa che la suddetta corrispondenza e il relativo allegato contengono accuse infondate, ingiustificate e prive di qualsiasi base giuridica contro la Repubblica Islamica dell'Iran».
L'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite ha aggiunto: «Questo è l'ennesimo esempio del disperato tentativo del regime di distorcere la realtà, di ingannare il Consiglio di Sicurezza trasformando l'aggressore in vittima, nascondendo al contempo le gravi violazioni del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e giustificando le sue azioni illegali e aggressive contro il Libano e altri Paesi della regione».
Iravani ha inoltre sottolineato: «La Repubblica Islamica dell'Iran respinge categoricamente questi riferimenti e accuse ingiustificati e privi di fondamento, considerandoli un mero pretesto per giustificare le continue violazioni da parte del regime sionista della Risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di Sicurezza, nonché le continue violazioni della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano, e la commissione di efferati crimini di guerra contro civili innocenti e infrastrutture civili in Libano», concludendo che «il regime sionista si è costantemente e deliberatamente rifiutato di adempiere ai propri obblighi internazionali e di porre fine alle sue gravi e continue violazioni; violazioni che sono state ripetutamente e ufficialmente documentate dal governo libanese nella sua corrispondenza con il Consiglio di Sicurezza e il Segretario Generale».