Gharibabadi: Italia e Romania hanno una responsabilità internazionale nell’aggressione contro l’Iran
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Pars Today – Il Viceministro per gli Affari Legali e Internazionali del Ministero degli Esteri iraniano ha sottolineato che le dichiarazioni del Segretario generale della NATO sull’utilizzo da parte degli Stati Uniti delle basi italiane e rumene negli attacchi contro l’Iran comportano una responsabilità internazionale per questi paesi.
(last modified 2026-06-26T07:01:04+00:00 )
Giu 25, 2026 19:35 Europe/Rome
  • Kazem Gharibabadi, Viceministro per gli Affari Legali e Internazionali del Ministero degli Esteri iraniano
    Kazem Gharibabadi, Viceministro per gli Affari Legali e Internazionali del Ministero degli Esteri iraniano

Pars Today – Il Viceministro per gli Affari Legali e Internazionali del Ministero degli Esteri iraniano ha sottolineato che le dichiarazioni del Segretario generale della NATO sull’utilizzo da parte degli Stati Uniti delle basi italiane e rumene negli attacchi contro l’Iran comportano una responsabilità internazionale per questi paesi.

Secondo quanto riferisce Pars Today citando l’agenzia IRIB, Kazem Gharibabadi, Viceministro per gli Affari Legali e Internazionali del Ministero degli Esteri iraniano, ha scritto oggi (giovedì) sul proprio account X, reagendo all’ammissione del Segretario generale della NATO, rilasciata in un’intervista a Fox News, riguardo al ruolo dell’Alleanza nel sostegno all’aggressione militare congiunta degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, citando inoltre l’Italia e la Romania come due paesi che hanno fornito un significativo supporto alle operazioni militari statunitensi contro Teheran: «Le dichiarazioni del Segretario generale della NATO sull’utilizzo da parte degli Stati Uniti delle basi italiane e rumene negli attacchi contro l’Iran comportano una responsabilità internazionale per questi paesi».

Ha proseguito: «Ai sensi della Risoluzione 3314 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la messa a disposizione del territorio di uno Stato affinché un altro Stato lo utilizzi per compiere un atto di aggressione contro un Paese terzo è considerata essa stessa un atto di aggressione».