Baqaei: L'Europa deve rispondere delle proprie responsabilità
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Pars Today – Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran ha reagito alle ripetute dichiarazioni del Segretario generale della NATO sul coinvolgimento dell'Europa nella guerra imposta dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran, sottolineando che l'Europa deve rispondere delle proprie responsabilità.
(last modified 2026-07-09T08:33:46+00:00 )
Lug 09, 2026 10:04 Europe/Rome
  •  Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano
    Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano

Pars Today – Il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran ha reagito alle ripetute dichiarazioni del Segretario generale della NATO sul coinvolgimento dell'Europa nella guerra imposta dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran, sottolineando che l'Europa deve rispondere delle proprie responsabilità.

Secondo Pars Today, che cita l'agenzia IRIB, Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha pubblicato un messaggio su X in risposta alle dichiarazioni del Segretario generale della NATO, Mark Rutte, il quale ha nuovamente parlato con orgoglio del coinvolgimento dei Paesi europei nella guerra illegale americano-sionista contro il popolo iraniano. Nel suo messaggio, Baqaei ha scritto: «Le ripetute ammissioni di Mark Rutte riguardo alla partecipazione dei Paesi europei all'aggressione militare contro l'Iran confermano ancora una volta che l'Europa non è stata neutrale in questa guerra di aggressione. I Paesi che hanno messo a disposizione il proprio territorio, le proprie basi e le proprie infrastrutture in Europa per l'aggressione militare condotta da Stati Uniti e Israele non possono sottrarsi alle responsabilità derivanti dalla loro complicità né alle conseguenze delle loro azioni.»

Ha poi aggiunto: «Questo continuo autocompiacimento per aver servito la politica di prepotenza degli Stati Uniti e la loro guerra di aggressione, più che essere un segno di forza o di sicurezza, riflette la mentalità di un cortigiano adulatore che crede di poter cambiare lo sguardo sprezzante del sovrano attraverso la lusinga. Il problema è che l'adulazione non può rendere efficiente un'organizzazione che Washington considera inefficace, né può compensare la mancanza di dignità di chi ricorre alla piaggeria.»