IRGC: Lo Stretto di Hormuz è chiuso fino a nuovo avviso
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Pars Today – La Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato, nelle prime ore di domenica, che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino a nuovo avviso e fino alla cessazione degli interventi degli Stati Uniti. Nessuna imbarcazione è autorizzata a transitare.
(last modified 2026-07-12T07:26:55+00:00 )
Lug 12, 2026 09:24 Europe/Rome
  • La Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica
    La Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica

Pars Today – La Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato, nelle prime ore di domenica, che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino a nuovo avviso e fino alla cessazione degli interventi degli Stati Uniti. Nessuna imbarcazione è autorizzata a transitare.

Secondo Pars Today, che cita l'agenzia IRIB News, il testo completo del comunicato del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica recita:

«Nel precedente comunicato avevamo avvertito che le ingerenze straniere e l'imposizione di rotte non autorizzate alle navi nello Stretto di Hormuz avrebbero provocato una risposta decisa da parte dell'Iran e compromesso il regolare incremento del traffico marittimo nello Stretto.

Poche ore fa tali avvertimenti sono stati ignorati e, sull'interferenza esterna di potenze straniere, numerose navi hanno tentato di utilizzare una rotta non autorizzata, ignorando gli avvisi e le intimazioni a correggere la rotta e a seguire il percorso approvato.

Di conseguenza, una nave che aveva messo in pericolo la sicurezza marittima disattivando i propri sistemi è stata colpita con colpi di avvertimento e fermata.

A seguito di questo incidente, innanzitutto, considerata la situazione di insicurezza provocata dall'interferenza illegale di potenze straniere, lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino a nuovo avviso e fino alla cessazione delle interferenze statunitensi nella regione e nessuna imbarcazione sarà autorizzata a transitarvi. In secondo luogo, qualora il nemico aggressore sfruttasse questo incidente, di cui è esso stesso responsabile, come pretesto per compiere un nuovo atto di aggressione contro l'Iran, riceverà una risposta ancora più dura e ulteriori basi nemiche nella regione saranno prese di mira.

Le conseguenze di tale ingerenza ricadranno sugli Stati Uniti, sul regime sionista e sui Paesi che hanno messo il proprio territorio a disposizione delle basi nemiche utilizzate per queste minacce».

Nello stesso contesto, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha diffuso un ulteriore comunicato annunciando che una seconda imbarcazione ritenuta in violazione delle disposizioni nello Stretto di Hormuz è stata colpita. È stato inoltre dichiarato che il centro di manutenzione e riparazione degli aerei da combattimento e il centro di comando di questa guarnigione sono stati distrutti.

Nel comunicato dell'Ufficio relazioni pubbliche dei Guardiani della Rivoluzione si afferma inoltre: «In risposta al proseguimento delle aggressioni dell'esercito statunitense contro le basi costiere delle Forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran, oltre al colpimento e al fermo della seconda imbarcazione in violazione nello Stretto di Hormuz, nella seconda fase dell'operazione di rappresaglia è stata presa di mira con missili balistici la base aerea strategica statunitense di Al Udeid, in Qatar. Il centro di manutenzione e riparazione degli aerei da combattimento e il centro di comando di questa guarnigione sono stati distrutti».