Pezeshkian: Il nemico è stato sconfitto dall’unità del popolo iraniano
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Pars Today – Il presidente iraniano ha dichiarato che i nemici avevano calcolato di poter provocare il collasso del Paese creando disordini e lanciando un grande attacco, ma che ciò non è avvenuto grazie all’unità e alla coesione della società iraniana.
(last modified 2026-08-26T07:46:35+00:00 )
Ago 26, 2026 09:42 Europe/Rome
  • Masoud Pezeshkian, presidente iraniano
    Masoud Pezeshkian, presidente iraniano

Pars Today – Il presidente iraniano ha dichiarato che i nemici avevano calcolato di poter provocare il collasso del Paese creando disordini e lanciando un grande attacco, ma che ciò non è avvenuto grazie all’unità e alla coesione della società iraniana.

Secondo quanto riferito da Pars Today, che cita l’agenzia IRIB News, martedì sera, durante un incontro con un gruppo di adolescenti e giovani iraniani distintisi per i loro successi, Masoud Pezeshkian ha fatto riferimento agli obiettivi dei nemici volti a creare divisioni e contrapposizioni in Iran. Ha aggiunto: «Oggi le guerre hanno cambiato natura. I nemici si sono resi conto che non possono sottomettere o sconfiggere il popolo iraniano con la forza militare. Per questo stanno puntando sulle questioni sociali e sul malcontento economico, con l’obiettivo di trascinare l’Iran nel caos».

Sottolineando che la pressione economica è una delle strategie adottate dagli Stati Uniti e dai nemici per costringere l’Iran alla resa, Pezeshkian ha affermato: «Non dobbiamo cedere di fronte alle difficoltà né arrenderci. Dobbiamo trovare il modo di affrontarle e, con la partecipazione di tutti i settori della società, costruiremo un Iran prospero».

Pezeshkian ha ricordato che i nemici avevano calcolato di poter provocare il collasso dell’Iran creando disordini nel Paese e, successivamente, lanciando un grande attacco nell’arco di pochi giorni. Ha aggiunto che, grazie all’unità e alla coesione esistenti nella società, ciò non è avvenuto. «Anche oggi abbiamo bisogno della collaborazione e della solidarietà reciproca, e gli intellettuali e il mondo accademico possono svolgere un ruolo centrale in questo ambito», ha concluso.