Araghchi: Resisteremo a qualsiasi aggressione contro l’Iran
-
Seyyed Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano
Pars Today – Seyyed Abbas Araghchi, riferendosi alle violazioni degli impegni da parte del governo degli Stati Uniti, ha sottolineato che l’Iran è pronto a fronteggiare qualsiasi aggressione.
Secondo quanto riportato da Pars Today, che cita l’agenzia Tasnim, il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi, intervenendo al programma «Meet the Press» della rete statunitense NBC, ha dichiarato: «C’è sempre speranza per la diplomazia, ma, se devo essere sincero, considerando il comportamento degli Stati Uniti negli ultimi due anni, non c’è motivo di tornare o di interagire nuovamente con questa amministrazione».
Ha aggiunto: «Nel 2025 hanno proposto di negoziare. Abbiamo accettato e avviato i negoziati. Ma nel bel mezzo delle trattative hanno attaccato l’Iran. Otto mesi dopo, nel febbraio 2026, hanno nuovamente proposto di negoziare. Anche questa volta abbiamo accettato e ancora una volta ci hanno attaccato proprio nel bel mezzo dei negoziati».
Araghchi, sottolineando la violazione degli impegni da parte del governo degli Stati Uniti, ha affermato: «Dopodiché, al termine della guerra, hanno proposto di negoziare per raggiungere un accordo. Abbiamo accettato. Abbiamo negoziato per tre mesi, ma sono bastate appena due settimane perché violassero l’accordo che loro stessi avevano firmato».
Il ministro degli Esteri iraniano ha ribadito ancora una volta l’impegno dell’Iran per la pace e la stabilità, dichiarando: «Continuiamo a cercare la via diplomatica, perché riteniamo che non si debba perdere nessuna opportunità di pace».
Araghchi ha sottolineato: «Siamo tanto pronti a negoziare quanto lo siamo ad affrontare qualsiasi sfida. Resisteremo con fermezza a qualsiasi aggressione».
Il ministro degli Esteri iraniano ha ribadito ancora una volta: «Resisteremo a qualsiasi aggressione contro di noi, anche se dovesse portare a una guerra apocalittica».
Araghchi ha inoltre sottolineato: «Abbiamo fiducia in noi stessi; l’Iran è pienamente pronto sia alla diplomazia sia alla guerra e, su entrambi i fronti, il nemico ha già dato prova di sé».
Riferendosi alla proposta dell’Iran respinta da Trump, ha dichiarato: «Sul tavolo c’è un piano del tutto ragionevole per la riapertura dello Stretto di Hormuz; se vogliono davvero raggiungere un accordo, possono assistere alla riapertura dello Stretto il sesto giorno, attuando passi concreti nell’ambito di un programma di sette giorni».
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato: «L’Iran non ha mai violato alcun accordo e sono stati gli Stati Uniti a sottrarsi ai propri impegni senza alcuna giustificazione; la responsabilità di qualsiasi eventuale rifiuto dell’attuale piano ragionevole o di un fallimento del percorso diplomatico ricade direttamente su di loro».
Ha sottolineato: «L’Iran ha posto come priorità la “costruzione della fiducia”; pertanto, la condizione preliminare per qualsiasi progresso nei negoziati è lo sblocco dei beni congelati e la fine dell’assedio economico, misure che gli Stati Uniti devono attuare».