Messaggio int. Ayatollah Khamenei a conferenza "Sostegno all'Intifada palestinese"
TEHERAN (Pars Today Italian) - Martedi mattina la sesta conferenza internazionale per il "Sostegno all'Intifada palestinese" ha aperto i battenti a Teheran in presenza delle massime autorita' dello Stato iraniano e circa 700 invitati stranieri.
Ecco il discorso pronunciato in occasione dell'inaugurazione dalla guida suprema dell'Iran, il sommo ayatollah Seyyed Ali Khamenei.
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
Lode ad Allah, il Signore dei due mondi, e le preghiere e gli onori di Allah sul signore degli uomini, Muhammad, il Prescelto, e la sua pura famiglia ed i suoi discepoli
Disse Allah il Saggio nel suo Libro illuminante:
“Non perdetevi d'animo, non vi affliggete: se siete credenti avrete il sopravvento.”
“Non siate dunque deboli e non proponete l'armistizio mentre siete preponderanti. Allah è con voi e non diminuirà [il valore del]le vostre azioni.”
All’inizio ritengo doveroso dare il benvenuto a tutti voi cari ospiti, ai rispettabili presidenti di parlamento, ai leaders dei diversi gruppi palestinesi, agli intellettuali, ai sapienti ed alle personalita’ distinte del mondo islamico ed alle altre personalita’ che amano la liberta’; vi ringrazio per la presenza in questa sede.
La storia piena di tristezza della Palestina ed il dolore lacerante di questo popolo paziente, parsimonioso e resistente, affligge realmente il cuore di ogni uomo amante della libertà, della giustizia e dell’uguaglianza. La storia della Palestina e dell’occupazione ingiusta di questa terra e delle milioni di persone rimaste senza patria e della resistenza coraggiosa di questo popolo eroico, e’ piena di alti e bassi. Una ricerca attenta nella storia indica che in nessuna fase della storia, nessun popolo ha dovuto affrontare una simile tristezza e simili azioni malvage; il fatto che una nazione venga occupata totalmente con un complotto inter-regionale, ed un popolo venga allontanato dalla sua terra e dalle proprie case per essere sostituito da un altro gruppo che arriva da tutto il mondo; il fatto che una realta’ esistente venisse ignorata per essere sostituita da una realta’ falsa; ma anche questa, e’ una delle pagine impure della storia, che come le altre pagine impure, con il permesso di Dio l’Altissimo ed il Suo Soccorso, verra’ chiusa; “in verita’ il male e’ condannato alla distruzione” e disse [Dio]: “In verita’ la terra verra’ ereditata dai suoi servi benefattori”.
La vostra conferenza si tiene in una delle piu’ difficili condizioni mondiali e regionali. La nostra regione che e’ sempre stata sostenitrice del popolo palestinese nella lotta contro il complotto mondiale che la colpisce, in questi giorni e’ vittima di instabilita’ e di numerose crisi. Le crisi esistenti in diverse nazioni islamiche della regione ha fatto scolorire il sostegno alla causa palestinese ed al sacro ideale della liberazione di Quds [Gerusalemme]. L’attenzione all’esito di queste crisi, ci aiuta a comprendere chi sono coloro che traggono vantaggio da queste crisi. Coloro che hanno imposto alla regione il regime sionista, per impedirne lo sviluppo attraverso la creazione di un eterno scontro, oggi si nascondono dietro alla divergenze esistenti; divergenze che hanno fatto si’ che le capacita’ delle popolazioni della regione vengano adoperate per inutili scontri intestini, che in tal mondo favoriscono il potenziamento del regime ladro dei sionisti. In questa situazione, si osserva anche lo sforzo dei benevoli, dei sapienti e dei saggi del mondo islamico che con amore cercano di risolvere le divergenze; purtroppo, pero’, i complotti complessi del nemico, accoppiati al torpore di alcuni governi, hanno imposto guerre civili ad alcune nazioni e le hanno intrappolate in questi scontri in modo da neutralizzare gli sforzi dei benevoli che lavorano per l’unita’ della comunita’ islamica. Cio’ che in questo scenario e’ molto importante, e’ l’indebolimento dell’importanza della questione palestinese tra i Paesi islamici e l’uscita di essa dalla lista delle priorita’. Le divergenze tra i Paesi islamici sono in parte normali, in parte esito del complotto nemico ed in parte dettate dall’ignoranza, ma ancora oggi, la Palestina, puo’ e deve essere l’asse di unione di tutte queste nazioni. Uno dei risultati di questa preziosa riunione, puo’ essere il rinnovo di una verita’; il fatto che la Palestina, e’ la prima priorita’ del mondo islamico e degli amanti della liberta’ nel mondo. Non bisogna mai ignorare l’importanza politica del sostegno al popolo palestinese che nel mondo di oggi ha una particolare priorita’. Le popolazioni musulmane ed amanti della liberta’, con qualsiasi opinione e metodo, possono riunirsi intorno ad un obbiettivo e quello e’ la liberazione della Palestina. Con il palesarsi dei segnali del declino del regime sionista e la debolezza che sta colpendo i suoi principali alleati, soprattutto gli Stati Uniti d’America, si osserva che poco alla volta, l’atmosfera mondiale si sta orientando verso l’opposizione alle azioni illegali e disumane del regime sionista, anche se la comunita’ internazionale e le nazioni della regione, non hanno ancora assolto ai loro doveri nei confronti di questo problema dell’umanita’.
La repressione selvaggia del popolo palestinese, gli arresti arbitrari, l’assassinio ed il saccheggio, il furto dei territori di questo popolo e la costruzione di cittadine in essi, lo sforzo per cambiare il volto e l’identita’ della citta’ sacra di Quds [Gerusalemme] e la moschea Al Aqsa e gli altri luoghi sacri islamici e cristiani, la negazione dei piu’ primitivi diritti di cittadinanza alla gente e tante altre malvagita’ continuano, e godono del sostegno assoluto degli Stati Uniti d’America e di alcuni governi occidentali, e purtroppo [dinanzi a questi crimini/ndr] non vi sono reazioni degne da parte della comunita’ internazionale. Il popolo della Palestina ha l’onore di poter dire che il Signore l’Altissimo gli ha affidato il grande compito di difendere questa sacra terra e la moschea di Al-Aqsa. Questo popolo, non ha altra scelta che fare affidamento a Dio l’Altissimo ed alle sue capacita’, per tenere acceso il fuoco della lotta ed in verita’, finora, ha agito proprio in questa maniera.
L’Intifada che ora e’ iniziata per la terza volta nei territori occupati, e’ ancor piu’ oppressa delle prime due, ma prosegue il suo corso in maniera brillante e con tanta speranza, e con il permesso di Allah vedrete che questa Intifada, sara’ una fase molto importante nella storia della lotta, e imporra’ una nuova sconfitta al regime ladro. Questo tumore, dall’inizio, ha avuto uno sviluppo a fasi per trasformarsi nell’attuale disgrazia, ed anche la cura dovra’ essere a fasi; e infatti diversi periodi di Intifada e resistenza hanno potuto realizzare importanti obbiettivi a medio termine ed ora la lotta prosegue con impeto, per realizzare gli altri obbiettivi e procedere fino alla liberazione completa della Palestina.
Il grande popolo della Palestina che da solo, sopporta sulle proprie spalle il peso della lottacontro il sionismo mondiale ed i suoi sostenitori prepotenti, con pazienza e forza, ha datto a tutti i presunti sostenitori della giustizia l’occasione per dimostrare la propria sincerita’. Il giorno in cui, con l’errata supposizione di realismo e con la scusa di preservare almeno un minimo di diritti, vennero proposti i cosiddetti piani di pace, il popolo palestinese e persino tutte le correnti che sapevano gia’ che tali piani non avrebbero mai dato esito, attesero e decisero di dare un’occasione. La Repubblica Islamica dell’Iran, sin dall’inizio, ribadi’ che simili metodi collaborazionisti non potevano essere corretti, ricordando i danni e le conseguenze tragiche che avrebbero causato. L’occasione che e’ stata data al collaborazionismo, ha intaccato il sentiero della resistenza e della lotta del popolo palestinese, ma ha avuto anche un risultato utile, quello di dimostrare l’inutilita’ del pensiero realista. Il metodo e le modalita’ di creazione del regime sionista sono tali da impedire a tale regime di rinunciare all’espansionismo, l’oppressione e la negazione dei diritti dei palestinesi; e cio’ e’ chiaro perche’ l’esistenza e l’identita’ di questo regime dipende dalla distruzione graduale dell’identita’ e dell’esistenza della Palestina. L’esistenza dell’illegale regime sionista, avra’ continuazione, solo se verra’ costruita sulle rovine dell’identita’ e dell’esistenza della Palestina. E’ proprio per questo motivo che la salvaguardia dell’identita’ palestinese e la difesa di tutti gli elementi di questa identita’ naturale e giusta, e’ un qualcosa di obbligatorio, necessario ed una sacra jihad. Fino a quando il nome della Palestina, il ricordo della Palestina e delle fiamme del fuoco della resistenza, rimarranno in sesto, il regime che occupa le terre, non potra’ stabilizzare le proprie basi.
Il problema dei negoziati collaborazionisti non sta solo nel fatto che rinunciano ai diritti di un popolo, dando legittimita’ al regime ladro, che gia’ e’ in se e per se un errore imperdonabile, ma il problema piu’ grande sta nel fatto che questi negoziati non hanno nessun collegamento con la realta’ della situazione in Palestina e non tengono conto delle caratteristiche espansionistiche, oppressive e ambiziose dei sionisti; questo popolo, pero’, ha mostrato la falsita’ dei sostenitori di questi negoziati collaborazionisti, e quindi, oggi si osserva una sorta di intesa nazionale sul giusto metodo di lotta per riottenere i diritti legittimi del popolo palestinese.
Oggi il popolo palestinese, nella storia degli ultimi 3 decenni, osserva due diversi modelli ed il collegamento di ognuno di essi con la propria situazione. Da una parte vi e’ il modello dei negoziati collaborazionisti e dall’altra la resistenza eroica e continua nell’ambito della sacra Intifada, che ha avuto dei grandi risultati per questo popolo. Non e’ senza motivo che in questi giorni, centri ben noti, hanno preso di mira la “resistenza” e “l’Intifada”. Dal nemico non ci si aspetta nulla di diverso; dato che ha compreso che questa via e’ quella giusta e che da i suoi risultati; alle volte pero’ osserviamo che alcune correnti ed alcune nazioni che in apparenza sostengono di avere a cuore la causa palestinese e che poi in realta’ vogliono distogliere questo popolo dalla giusta via, attaccano la resistenza. Loro sostengono che la resistenza, nei decenni della sua vita, e’ stata incapace di liberare la Palestina e che per questo deve porre fine alla sua attivita’. Bisogna rispondere in questa maniera: e’ vero che la resistenza non e’ ancora riuscita a raggiungere il proprio obbiettivo finale ossia la liberazione della Palestina interna, ma bisogna ricordare che la resistenza e’ riuscita a tenere viva la questione palestinese. Bisogna vedere quale sarebbe stata la situazione di oggi se non ci fosse stata la resistenza. La piu’ grande conquista della resistenza e’ quella di contrastare il progetto sionista. La vittoria della resistenza sta nel fatto di avere imposto una guerra a lungo corso al nemico, un qualcosa che ha sconfitto il piano principale del regime sionista, ovvero quello di dominare l’intera regione. Qui bisogna essere corretti e lodare coloro che sin dall’inizio hanno lottato dall’inizio, da quando il teatrino della formazione del regime sionista e’ andato in scena, e che hanno sacrificato la propria vita, per tenere issata la bandiera della resistenza e tramandarla da generazione a generazione. Il ruolo della resistenza nei periodi successivi all’occupazione e’ innegabile e non si puo’ nemmeno negare il ruolo della resistenza nella vittoria seppur limitata del 1973; e dal 1982, quando il peso della resistenza e’ toccato di fatto solo alla popolazione della Palestina, si e’ aggiunta pure la resistenza islamica del Libano che ha dato soccorso ai palestinesi nella loro lotta. Se la resistenza non avesse impantanato il regime sionista, oggi avremmo assistito all’aggressione sionista alle altre terre della regione; dall’Egitto alla Giordania, dall’Iraq al Golfo Persico; ebbene questo risultato e’ molto importante, ma non e’ l’unico della resistenza e la liberazione del sud del Libano e di Gaza, sono stati la realizzazione di due importanti obbiettivi a medio termine sul sentiero della liberazione completa della Palestina che hanno invertito l’andamento di ampliamento dei territori occupati.
Dall’inizio degli anni ’80, il regime sionista non solo non e’ stato piu’ in grado di usurpare nuove terre, ma ha iniziato la ritirata umiliante dal sud del Libano, seguita dal ritiro altrettanto umiliante da Gaza. Nessuno puo’ negare il ruolo fondamentale e determinante della resistenza nella prima Intifada. Pure nella seconda Intifada, il ruolo della resistenza e’ stato distinto e importante. Una Intifada che alla fine, ha costretto il regime sionista a ritirarsi dalla Striscia di Gaza. Le guerre dei 33 giorni in Libano e dei 22, degli 8 e dei 51 giorni di Gaza, sono tutte pagine luminose della storia della resistenza, che sono un onore per tutte le popolazioni della regione, del mondo islamico e tutti gli esseri umani che amano la liberta’.
Nella guerra dei 33 giorni, di fatto tutte le vie di soccorso umanitario al popolo palestinese ed ai combattenti eroici dell’Hezbollah erano state chiuse, ma con l’aiuto divino e l’appoggio alla forza immensa del popolo resistente del Libano, il regime sionista ed il suo principale sostenitore, ovvero gli Stati Uniti d’America, hanno subito una sconfitta tragica, che ha tolto a loro il coraggio di aggredire nuovamente quella terra. La resistenza continua di Gaza, oggi trasformatasi nella fortezza inespugnabile della resistenza, ha dimostrato che questo regime e’ troppo debole per potersi opporre alla volonta’ di un popolo. Il vero eroe delle guerre di Gaza, e’ il popolo resistente e combattente che nonostante l’assedio economico durato diversi anni, facedo appoggio alla forza della fede, continua a difendere la propria terra. E per questo sono degni di ringraziamento tutti i gruppi di resistenza della Palestina, Soraya al Quds del movimento della Jihad islamica, i Kataeb di Ezzeddin al Qassam di Hamas, i Kataeb dei martiri di al Aqsa di al Fatah e i Kataeb di Abu Ali Mustafa del fronte popolare per la liberazione della Palestina, che hanno avuto un ruolo importante in queste guerre.
Cari ospiti!
I pericoli che derivano dalla presenza del regime sionista non devono essere ignorati e pertanto la resistenza deve utilizzare tutti gli strumenti necessari per dare seguito alla propria attivita’ ed su questa strada, tutte le popolazioni ed i governi e tutti gli amanti della liberta’ hanno il dovere di rispondere alle necessita’ di questo popolo che resiste, dato che la culla della resistenza, e’ proprio il popolo palestinese che alleva figli coraggiosi e possenti. Esaudire le necessita’ del popolo e della resistenza della Palestina, e’ un dovere importante e vitale a cui tutti devono assolvere. In questo andamento non bisogna ignorare le necessita’ della resistenza in Cisgiordania che oggi ha sulle spalle il dovere importante dell’Intifada. La resistenza della Palestina deve trarre inoltre la giusta lezione dal proprio passato e ricordarsi che “la Palestina” e “la Resistenza” sono troppo importanti per essere smarrite nelle divergenze e nelle diatribe tra le nazioni islamiche ed arabe. I palestinesi, soprattutto i gruppi della resistenza, devono essere consci della loro posizione importante senza immischiarsi in tali divergenze. D’altro canto le nazioni islamiche ed arabe e tutte le correnti islamiche e nazionali, hanno il dovere di essere al servizio della causa della Palestina. Il sostegno alla resistenza e’ il dovere di tutti noi e nessuno ha il diritto di pretendere qualcosa in cambio del proprio aiuto. L’unica condizione per il nostro aiuto deve essere questa: il fatto che gli aiuti vengano impiegati per rafforzare la popolazione palestinese e la struttura della resistenza. La fedelta’ all’idea della resistenza dinanzi al nemico e la resistenza in tutti i suoi aspetti, e’ la garanzia per il proseguimento di questi aiuti. La nostra posizione nei confronti della resistenza e’ una posizione di principio e non ha nulla a che vedere con un gruppo o una corrente specifica. Siamo a fianco di qualsiasi gruppo che s’incammini in questo tragitto e lontani da qualsiasi gruppo che abbandoni la resistenza. L’intensita’ dei nostri rapporti coi diversi gruppi della resistenza dipende solo dalla loro fedelta’ al principio della resistenza.
L’altro concetto a cui devo fare riferimento e’ la divergenza tra i diversi gruppi palestinesi. La differenza delle opinioni nell’ambito di gruppi molteplici e’ un qualcosa di naturale e comprensibile e fin quando rimane limitata a quest’aspetto, puo’ anche causare sinergia e ricchezza per la lotta del popolo palestinese, ma il problema inizia da quando queste differenze di veduta sfociano in scontri e che Dio non voglia, in conflitto; in questo caso, i diversi gruppi, neutralizzandosi a vicenda, fanno di fatto quello che e’ la volonta’ del loro nemico comune. La saggia gestione delle differenze di veduta e’ un’arte che tutti i gruppi principali devono adoperare e programmare le proprie azioni in modo da fare pressione solo sul nemico e rafforzare la lotta. L’unita’ nazionale in base alla jihad, e’ una necessita’ per il popolo palestinese che si auspica si realizzi con la partecipazione di tutte le correnti.
La resistenza oggi e’ alle prese con un altro complotto ossia lo sforzo di alcuni apparenti amici che cercando di deviare dal suo giusto corso la resistenza e l’Intifada del popolo palestinese e rendere questo popolo la merce di scambio dei propri accordi segreti con i nemici della Palestina. La resistenza e’ troppo intelligente per cadere in questa trappola; soprattutto perche’ il popolo palestinese ha la leadership della lotta e della resistenza e le esperienze passate di questo popolo dimostrano che esso, con la comprensione precisa delle situazione, si oppone alle deviazioni e se Dio non voglia, una delle correnti della resistenza si lascera’ ingannare da questi sforzi, questo popolo potra’ continuare a muoversi in base alle proprie necessita’. Se un gruppo porra’ per terra la bandiera della resistenza, indubbiamente un altro gruppo sorgera’ dal cuore del popolo palestinese per tenere issata tale bandiera.
Sicuramente, voi rispettabili partecipanti di questa conferenza, vi occuperete solo della Palestina che purtroppo, negli ultimi anni, e’ stato dimenticata sempre piu’; sicuramente le crisi presenti nei diversi paesi della regione ed all’interno della comunita’ islamica sono degne di attenzione, ma cio’ che ci ha riunito, e’ la questione della Palestina. Questa riunione puo’ essere a sua volta un modello per la soluzione di altri problemi, in modo che i musulmani ed i popoli della regione, facendo appoggio ai propri punti in comune, possano contenere le divergenze e risolverle, rafforzando sempre piu’ la comunita’ islamica.
Infine ritengo doveroso rinnovare il mio ringraziamento a tutti voi presenti per la vostra preziosa partecipazione. Ringrazio inoltre il rispettabile presidente del parlamento ed i suoi colleghi nel decimo parlamento [della storia della Repubblica Islamica/ndr] per gli sforzi profusi per l’organizzazione di tale conferenza. Auguro successo a tutti voi nel dare un contributo alla risoluzione del problema della Palestina, il principale problema del mondo islamico e l’asse di unita’ tra tutti i musulmani e gli amanti della liberta’ del mondo.
La Grazia e la Misericordia divina sia sull’anima eccelsa di tutti i martiri dell’Islam, soprattutto i martiri elevati della resistenza dinanzi al regime sionista ed anche tutti i combattenti sinceri del fronte della resistenza ed altresi lo spirito puro del fondatore della Repubblica Islamica, che adopero’ il maggiore impegno per la questione della Palestina. Vi auguro successo e vittoria.
E che la pace sia su di voi e con essa la Grazia di Allah ed i Suoi doni