Governo italiano lancia Piano integrazione migranti
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ROMA (Pars Today Italian) – Il governo italiano ha presentato un Piano di integrazione per i richiedenti asilo e i titolari di protezione del Paese, con l'obiettivo di individuare diritti e doveri dei migranti per "garantire la convivenza civile".
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 27, 2017 16:31 Europe/Rome
  • Governo italiano lancia Piano integrazione migranti

ROMA (Pars Today Italian) – Il governo italiano ha presentato un Piano di integrazione per i richiedenti asilo e i titolari di protezione del Paese, con l'obiettivo di individuare diritti e doveri dei migranti per "garantire la convivenza civile".

Dalla conoscenza dell'italiano al rispetto della Costituzione, dall'uguaglianza di genere alla condivisione dei valori fondamentali. Chi beneficia della protezione internazionale (a oggi 74.853 in Italia) ha degli impegni verso il Paese ospitante, ai quali corrispondono altrettanti doveri per lo Stato, che dovrà assicurare ai rifugiati uguaglianza e pari dignità, libertà di religione, accesso a istruzione e formazione, alloggio e sistema sanitario. E' il primo Piano nazionale per l'integrazione presentato dal ministero dell'Interno italiano, con l'obiettivo di "garantire una ordinata convivenza civile". Il Piano, come ha più volte sottolineato il ministro dell'Interno italiano Marco Minniti, è un tassello fondamentale della strategia che punta ad un governo del fenomeno migratorio, "perchè una società più integrata è anche una società più sicura". Infatti, viene puntualizzato nel documento, si punta a costituire "uno strumento di attaccamento e responsabilizzazione nei confronti del territorio e della comunità di residenza, che sia il principale anticorpo in grado di prevenire e neutralizzare fenomeni di radicalizzazione". Ed in questo processo, ha puntualizzato Minniti, ci sono in particolare due valori "non negoziabili": la laicità dello Stato ed il rispetto della donna. La platea a cui è rivolto il Piano non è composta dai soli titolari di permesso di soggiorno per protezione internazionale, ma anche alle 196.285 persone nel sistema di accoglienza nazionale, la maggior parte richiedenti asilo, e a 18.486 minori stranieri non accompagnati. Il Piano individua le priorità da perseguire: sostenere il dialogo religioso attuando il Patto per l'Islam a livello locale; rendere obbligatoria la partecipazione ai corsi di lingua svolti nei centri di accoglienza; promuovere tirocini di formazione e orientamento all'apprendistato; incentivare la partecipazione al servizio civile nazionale; promuovere percorsi per l'accesso all'alloggio creando le condizioni per includere i titolari di protezione internazionale nei piani di emergenza abitativa regionali e locali; potenziare i percorsi di socializzazione riservati ai minori; rafforzare la rete dei centri per la tutela delle vittime di tratta. Oltre al ministero dell'Interno, tra i soggetti istituzionali coinvolti nell'applicazione dell'iniziativa ci sono i ministeri italiani di Lavoro, Esteri, Giustizia, Istruzione, Salute e Politiche agricole, l'Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali (Unar), Regioni, Enti locali e Terzo settore.