Dubai minaccia azioni contro Pechino per zona libero scambio Gibuti
DUBAI (Pars Today Italian) - Dubai ha minacciato oggi un’azione legale contro la Cina per la costruzione di una zona di libero scambio a Gibuti in un terminal ancora al centro di una disputa legale tra l’operatore portuale DP World e il paese africano. Il monito arriva a una settimana dall’avvio della prima fase dei lavori della più grande zona di libero scambio del continente africano, sviluppata dalla Cina nell’ambito del suo progetto per una Nuova via della Seta.
Tuttavia, Dubai ritiene che tale progetto violi l’accordo di concessione che Gibuti aveva firmato con l’operatore DP World, rescisso diversi mesi fa dal paese africano.
“DP World si riserva il diritto di intraprendere tutte le possibili azioni legali, comprese richieste di risarcimento per danni contro parti terze che interferiscono o violano in altro modo i propri diritti contrattuali”, si legge in una nota diffusa oggi dal terzo operatore portuale al mondo.
Lo scorso febbraio Gibuti ha messo fine a un accordo di concessione di 50 anni sul terminal per i container di Doraleh con il colosso di Dubai, accusandolo di violazioni alla sovranità nazionale e agli interessi nazionali. Dubai ha già sollecitato l’arbitrato alla Corte di Londra per gli arbitrati internazionali e oggi DP World ha ribadito che il suo accordo di concessione sul terminal “rimane in vigore”, ammonendo sul fatto che “il sequestro illegale della struttura non dà diritto a nessuna parte terza di violare i termini dell’accordo di concessione”.
DP World, che gestisce 78 porti in oltre 40 nazioni, ha aumentato il proprio interesse nel Corno d’Africa e nei paesi vicini siglando contratti per la gestione di porti nello Yemen e nel Somaliland, regione della Somalia.
Il presidente cinese Xi Jinping sarà in visita ufficiale negli Emirati arabi uniti la prossima settimana.