Open Arms, cosa rischia ora Salvini?
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Salvini, oltre il caso Open Arms, ha sulle spalle il caso Gregoretti, per il quale il Senato ha già dato l’autorizzazione al processo con udienza preliminare fissata per il prossimo 3 ottobre.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 05, 2020 00:50 Europe/Rome
  • Open Arms, cosa rischia ora Salvini?

Salvini, oltre il caso Open Arms, ha sulle spalle il caso Gregoretti, per il quale il Senato ha già dato l’autorizzazione al processo con udienza preliminare fissata per il prossimo 3 ottobre.

Roma- Qualche giorno fa` a Palazzo Madama si è deciso sul processo a Matteo Salvini, ex ministro degli Interni d’Italia per il caso Open Arms, la nave della Ong spagnola bloccata in mare con 107 migranti a bordo per 19 giorni nell’agosto 2019. L’accusa è di “sequestro plurimo di persona aggravato” e “abuso di atti d’ufficio”. Alla fine l’Aula di Palazzo Madama ha deciso di dare il via libera al processo nei confronti del leader leghista. Salvini sarà processato per il caso Open Arms. Il processo dovrebbe iniziare a Catania il 3 ottobre.

Ma cosa succede se il Senato va contro questa decisione e  approva l’autorizzazione per processare Salvini? Non è comunque detto che il processo vero e proprio si tenga davvero. Una volta ottenuta l’autorizzazione, il Tribunale dei ministri deve trasmettere tutti gli atti al tribunale ordinario del capoluogo competente per il territorio, che per il caso Open Arms è quello di Agrigento.

Se il processo dovesse realmente iniziare, i rischi per il leader della Lega sono anche politici. Perché, con una condanna superiore ai due anni – come può capitare con il reato di sequestro di persona, con minori coinvolti, punito fino a 15 anni – Salvini si troverebbe costretto ad affrontare la decadenza da senatore, oppure l’impossibilità di ricandidarsi. E ricordiamo che Salvini, oltre il caso Open Arms, ha sulle spalle il caso Gregoretti, per il quale il Senato ha già dato l’autorizzazione al processo con udienza preliminare fissata per il prossimo 3 ottobre.

La norma dietro tutto questo è la legge Severino del 2012, che prevede una condizione imprescindibile per candidarsi: avere una fedina penale pulita, senza condanne che superino i due anni di pena. Qualora la condanna avvenga durante una carica, la decadenza è immediata. Un esempio dell’applicazione di questa legge? 2013, quando Berlusconi fu condannato per il caso Mediaset e fu costretto a lasciare la carica di Senatore.

 

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