Per liberare i pescatori l'Italia chiede aiuto agli Emirati
Nei giorni scorsi si è parlato della possibilità di una mediazione da parte della Francia.
Roma- Ancora i 18 marinai (di cui 8 italiani) dei pescherecci Medinea e Antartide si trovano a Bengasi. Diciotto famiglie di Mazara del Vallo, la cittadina siciliana che ospita la marineria a cui appartengono i pescherecci, stanno perdendo fiducia e pazienza.
Nei giorni scorsi si è parlato della possibilità di una mediazione da parte della Francia. Per l’Italia rivolgersi a Parigi, che ha sempre mantenuto un filo diretto con il generale Khalifa Haftar, era una delle ultime carte. Ma il prezzo da pagare sarebbe molto alto e soprattutto anche da Parigi non possono garantire una presa su Haftar in tempi rapidi. Ecco quindi che dalla Farnesina sono stati avviati contatti con gli Emirati Arabi Uniti. Il governo di Abu Dhabi ha rifornito di droni e mezzi il generale, può quindi esercitare pressione su di lui.
I contatti sarebbero stati realmente avviati. Dagli Emirati verso Bengasi è partita una lunga telefonata da parte di alcuni mediatori incaricati dal governo di dar manforte all’Italia su questa questione. La conversazione, è avvenuta con uno dei leader dell’esercito di Haftar e si sarebbe svolta “in un clima positivo”. Difficile però capire se e quanto passi in avanti siano stati fatti per la risoluzione della vicenda.
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