Italia e Russia insieme contro il Covid, Vaia: Risultati entro aprile
Accordo entro una settimana e primi risultati della sperimentazione ad aprile:
con queste parole il direttore dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, Francesco Vaia, ha spiegato all’agenzia di stampa “Ria Novosti” gli obiettivi della collaborazione che l’ospedale romano intende avviare con il Centro Gamaleja, produttore del vaccino russo Sputnik V. “Lavorerò per garantire che l’arrivo degli scienziati russi avvenga immediatamente. Concluderemo un accordo entro una settimana, quindi lo sottoporremo per la firma alle autorità del Lazio, che dovranno inoltrarlo al ministro della Salute per rispettare la corretta procedura di scambio delle informazioni. Quindi restituiremo il documento a Mosca, dopodiché sarà possibile far arrivare gli scienziati”, ha detto Vaia citato dall’agenzia Nova. “Mi auguro che, se le scadenze, come immagino, verranno rispettate, nel mese di aprile saremo in grado di svolgere tutto il lavoro che ci attende”, ha affermato il direttore dello Spallanzani. “Abbiamo tenuto diversi round negoziali e, va chiarito, lo abbiamo sempre fatto attraverso i canali diplomatici ufficiali. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo di intenti e non divulgazione tra scienziati – un gruppo guidato da Aleksander Gintsburg – e lo Spallanzani, che coordino come direttore dell’istituto”, ha dichiarato Vaia. Lui ha spiegato che “almeno tre” scienziati russi porteranno i campioni di siero e vaccino ai colleghi italiani. Il documento che verrà firmato, infatti, non solo consentirà lo scambio di esperienze tra due delle più grandi e prestigiose istituzioni in questo campo in Europa, ma darà anche l’opportunità di far arrivare a Roma un gruppo di scienziati russi – almeno tre – che porteranno campioni di siero di sangue e del vaccino Sputnik V”, ha aggiunto Vaia. Entrando nel dettaglio, il direttore dell’istituto sanitario ha spiegato che verrà studiato in vitro “come le varianti del coronavirus – britannica, brasiliana, sudafricana, che tanto preoccupavano gli europei e che abbiamo isolato allo Spallanzani – siano suscettibili allo Sputnik V per la produzione di anticorpi“. “Se si dimostrasse efficace contro queste varianti, il vaccino rappresenterebbe un importante passo avanti per l’Europa”, ha affermato Vaia. Il direttore dello Spallanzani ritiene che per la lotta al Covid, che durerà anni, sia necessaria una vaccinazione che copra l’intero globo, al fine di impedire lo sviluppo di mutazioni.
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