Gianni Lannes: Italia e le scie belliche della Nato
ROMA- Ecco due aerei fotografati mentre volano in Italia alla medesima altitudine o livello di volo, solcando un’aerovia militare, sottostante notoriamente quelle civili.
Come mai uno rilascia scie e l'altro no? Eppure le condizioni atmosferiche sono le stesse. Uno dei due è difettoso, oppure ha esaurito la fase di irrorazione? Peraltro, secondo le leggi della fisica, in Europa le scie di condensa si producono ad altitudini superiori agli 8 mila metri di quota, almeno a meno 43 gradi centigradi e con un determinato livello di umidità.
Inoltre, esistono regole internazionali inderogabili, da rispettare per la separazione in volo di due o più aeromobili, che sono di tempo, quota e distanza orizzontale, che però non valgono per i velivoli militari della NATO che sfrecciano dove capita, spesso a bassissima quota sorvolando i centri abitati e causando stragi, come quella del Cermis, dove il 3 febbraio 1998 persero la vita ben 20 ignare persone. In buona sostanza, l'Italia dal 1945 non ha neppure sovranità e controllo del proprio spazio aereo, come ben sa lo Stato maggiore dell'aeronautica militare tricolore, che si limita ad eseguire pedissequamente gli ordini impartiti dal Pentagono. Il termine chemtrails (scie chimiche) è stato coniato dall'US Air Force, ed è riportato nei loro manuali operativi.
Repetita iuvant. A rigor di logica e di semantica, il cosiddetto “complottista” è colui che trama a danno dell’ignara popolazione, e non chi analizza certe macchinazioni, interpretando i fatti e smascherando gli intrighi di Stati e multinazionali del crimine impunito. Scientisti e negazionisti più o meno prezzolati, non solo negano l'evidenza annegando nel ridicolo, ma vorrebbero torturare ed internare chi racconta la verità del mondo alla rovescia.
La convenzione Enmod dell'Onu, entrata in vigore nel 1978, che vieta la guerra ambientale non è una leggenda metropolitana, al pari della legge di ratifica italiana, numero 962 del 1980, firmata dal presidente della Republica Sandro Pertini. Infine, l'ineletto Matteo Renzi - come tutti i suoi predecessori - deve anche rispondere di complicità in strage e tentata strage del popolo italiano. La nocività ambientale è ormai una strategia globalizzata del sistema di dominio del genere umano.
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