La compilazione del Sacro Corano - 2a p.
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Quando venne compilato il Sacro Corano? Esistono tre opinioni di rilievo riguardo alla compilazione del Sacro Corano:
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Lug 20, 2020 12:13 Europe/Rome
  • La compilazione del Sacro Corano - 2a p.

Quando venne compilato il Sacro Corano? Esistono tre opinioni di rilievo riguardo alla compilazione del Sacro Corano:

Che fu compilato (o ricompilato) durante il periodo del terzo califfo ‘Uthman Ibn al-‘Affan.

Che fu compilato da Abu Bakr non appena assunse l’incarico del califfato.

Che fu compilato durante il periodo del nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia.

Compilazione di ‘Uthman

Durante il periodo di ‘Uthman esistevano differenti versioni del Sacro Corano, e, dopo essersi consultato con alcuni compagni, conservò una copia soltanto, tra le tante, in quanto originale; tale copia risaliva al periodo di Abu Bakr ed era stata affidata alla custodia di Hafsah, e tutti gli altri manoscritti vennero bruciati. Degno di nota è il fatto che ‘Uthman non fu biasimato per aver distrutto le varie copie bensì per averle distrutte bruciandole.

‘Uthman ebbe in possesso sette copie della sua versione standard: una di esse fu tenuta a Medina, che venne chiamata la “copia dell’Imam”, mentre le altre furono spedite a Mecca, Kufa, Basra, Sham, Bahrain e Yemen4.

Compilazione di Abu Bakr

Chi sostiene la tesi che il Sacro Corano venne compilato durante il califfato di Abu Bakr argomenta la sua teoria come segue.

Sappiamo che il nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia, istruì gli scribi al fine di mettere per iscritto la rivelazione divina, ma sappiamo anche che il nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia, non sempre ricevette la rivelazione sotto-forma di capitolo completo in una sola volta. L’ultima rivelazione scese nove giorni prima della sua dipartita, quando egli era gravemente malato.

Quindi sorge la domanda: come ha potuto il nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia, avere il tempo necessario di sistemare il contenuto del Sacro Corano in maniera ordinata e specifica?

Esistono inoltre diverse narrazioni che parlano della crisi avvenuta durante il massacro dei 70 qurra’5 durante l’incidente di Bi’r al-Ma’una e il massacro dei 400 qurra’ durante la battaglia di Yamama. Tali tradizioni riportano che Abu Bakr e ‘Umar Ibn al-Khattab ebbero l’idea di preservare il Sacro Corano e di dividerlo in capitoli e Versetti motivati dal timore che un giorno tutti i qurra’ sarebbero stati massacrati.

Tale opinione si basa sull’accettazione di determinate tradizioni. L’Ayatollah al-Khu’i ha riportato ventidue di queste narrazioni, rendendole soggette ad un severo scrutinio e provando la loro debolezza e inaffidabilità. Egli conclude dicendo che al massimo, quello che può essere successo, è che i raccoglitori riunirono ciò che era già stato preservato dalle mani del nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia6.

Compilazione al tempo del nobile Profeta (S)

Esistono numerose tradizioni affidabili che indicano che il Sacro Corano venne compilato durante il periodo del nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia.

Il famoso “hadith al-thaqalayn” prova l’esistenza del Libro durante gli ultimi giorni di vita del Profeta, pace su di lui e la sua famiglia. La tradizione è stata riportata nelle raccolte Sunnite e Shi’ite, seppur con variazioni terminologiche minori, ma il tema centrale è lo stesso per ognuna. Si tratta infatti di un “hadith mutawatir”7.

Nel “Sahih Muslim”, Zayd Ibn Arqam riporta che il nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia, disse: “Lascio tra voi due cose preziose: la prima è il Libro d’Iddio in cui vi è guida e luce e quindi prendetevene cura; la seconda è la mia Ahl al-Bayt. Giuro su Iddio… ricordatevi della mia Ahl al-Bayt, ricordatevi della mia Ahl al-Bayt, ricordatevi della mia Ahl al-Bayt”8.

Secondo un’altra tradizione, alcuni convertiti si recarono a Medina al fine di imparare la religione dell’Islam e questi furono forniti di “copie dei capitoli del Corano da leggere e imparare a memoria”9.

Alcuni giorni prima della sua dipartita, il nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia, disse ai musulmani: “Devo scrivere una cosa per voi affinché non vi traviate dopo di me”.

Ma ‘Umar disse: “Invero il Profeta, il Messaggero di Dio è afflitto dalla malattia e voi avete il Corano. Il Libro d’Iddio ci è sufficiente”10.

Ci sono almeno cinquantadue Versetti nei quali il Santo Corano viene chiamato “Libro” (Kitab). A volte è stato detto che la parola “Libro” nel Sacro Corano si riferisce a fogli sparsi o alle parole scritte nei cuori dei musulmani, ma l’Ayatollah al-Khu’i commenta quanto segue: “Vi è una prova chiara sul fatto che il Corano fu scritto e compilato a quel tempo, poiché la parola ‘Libro’ non viene usata per indicare quanto memorizzato e nemmeno per indicare fogli sparsi o incisioni, se non metaforicamente; ma non è corretto applicare un significato metaforico ad un dato termine, eccetto nel caso che non vi sia una chiara evidenza nel contesto. La parola ‘Libro’ denota l’esistenza di una vera raccolta e non di fogli sparsi, né tanto mento di frasi memorizzate”11

Si pensi poi al voler nominare il primo capitolo del Sacro Corano “Aprente” (Al-Fatihah) durante il periodo della vita del nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia. Ciò significa che tale capitolo rappresentava l’inizio del Libro. Questo a dimostrazione di come il Sacro Corano venisse rilegato così come nella forma attuale, nonostante l’ordine cronologico della rivelazione non sia lo stesso dei Versetti e dei capitoli.

Quando il nobile Profeta, pace su di lui e la sua famiglia, recitava il Sacro Corano all’Arcangelo Gabriele, lo faceva in un ordine particolare ed anche alcuni compagni erano presenti in tali momenti. In una tradizione ‘Ubayy Ibn Ka’b riporta quanto segue: “Il Messaggero d’Iddio è venuto da me e mi ha detto che doveva salutarmi e recitare per me il Corano. Quindi il Messaggero d’Iddio mi recitò ogni capitolo del Corano dalla Fatihah ad al-Nas, rammentandomi i meriti di ogni capitolo”12.

Per concludere, un’altra prova è il fatto che nessuno dei compagni obiettò mai l’arrangiamento deciso. Non vi sono state critiche riguardo ad omissioni, aggiunte, alterazioni da parte del califfo e del suo partito. Anche il partito di opposizione non portò nessuna lamentela. Il terzo califfo venne biasimato per aver ordinato che altre versioni rispetto all’originale venissero bruciate o distrutte, ma nessuno lo accusò mai per aver manipolato il testo del Sacro Corano. Altra cosa importante, gli Imam dell’Ahl al-Bayt hanno sempre fatto citazioni dal Sacro Corano così come è nella forma attuale e non vi fu mai obiezione sull’utilizzo di questo Corano da parte della Shi’ah.

NOTE

1 Sayyid Akhtar Rizvi, Qur’an and Hadith, p. 41.

2 Sayyid Akhtar Rizvi, Qur’an and Hadith, p. 40; Haji Mirza Mehdi Pooya, Genuiness of the Holy Qur’an, p. S.V. Mir Ahmed ‘Ali, “A Commentary on the Holy Qur’an”.

3 Discepoli dei compagni del nobile Profeta (S).

4 Ya’qubi, Tarikh, vol. 2, p. 159.

5 Memorizzatori e recitatori del Santo Corano.

6 al-Khu’i, “al-Bayan fi Tafsir al-Qur’an”, trad. A.A. Sachedina, “Prologomena to the Qur’an”, p. 175.

7 Una tradizione che è stata riportata da un numero talmente elevato di catene di trasmissione che la sua negazione è impossibile.

8 Sahih Muslim, vol. 3, p. 1873.

9 Ahmad Von Denffer, “‘Ulum al-Qur’an”, p. 39.

10 Sahih Muslim, vol. 3, p. 1295.

11 al-Khu’i, “al-Bayan fi Tafsir al-Qur’an”, trad. A.A. Sachedina, “Prologomena to the Qur’an”, p. 172.

12Muqadamatan, p. 64-67.

Fonte: http://islamshia.org/la-compilazione-del-sacro-corano-2/

 

 

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