Origine e significato dell’Akhlaq- 2a. P
FACOLTA’ DELL’ANIMA: I LORO EFFETTI E LE LORO CARATTERISTICHE
Nel momento della sua creazione, l’anima dell’uomo è come una tabula rasa, priva di qualunque tratto, sia buono che cattivo. Man mano che l’uomo avanza nella vita, sviluppa facoltà che sono direttamente relazionate alla maniera in cui vive, pensa ed agisce. Le parole ed azioni dell’uomo, quando ripetute continuamente nel corso di un lungo periodo, producono un effetto duraturo nell’anima che viene riconosciuta come una “facoltà'”.
Questa facoltà penetra nell’anima e diventa l’origine e la causa delle azioni dell’uomo. In altre parole, l’anima umana si abitua a queste facoltà, stabilisce un’unione con esse e determina la direzione dell’essere umano in conformità a ciò che esse dettano. Se queste facoltà (malakat) sono nobili, si manifestano nell’uomo come saggi discorsi e comportamenti. Se, al contrario, sono fondamentalmente maligne, allora si manifestano attraverso un comportamento immorale e perverso.
Queste stesse facoltà giocano un ruolo decisivo nel determinare il destino della persona nell’eterno mondo dell’aldilà. L’anima sarà accompagnata là dalle stesse facoltà con le quali era stata associata ed unita in questo mondo. Se queste facoltà erano virtuose, l’anima avrà beatitudine eterna, se invece erano malvagie, dovrà affrontare l’eterna dannazione.
Questo argomento del malakat fornisce la risposta a coloro che si chiedono come sia possibile che Dio Compassionevole e Misericordioso possa condannare una persona alla dannazione eterna per un peccato commesso nel corso di un periodo così breve. La cosa da tenere a mente è che, quando uno stesso peccato viene ripetuto continuamente, porta allo sviluppo di una facoltà nell’uomo, e siccome questa facoltà è incorporata all’anima, la punizione e la tortura che l’accompagnano saranno inflitte anche alla stessa. Il Corano dice:
“Al collo di ogni uomo abbiamo attaccato il suo destino e nel Giorno della Resurrezione gli mostreremo uno scritto che vedrà dispiegato. [Gli sarà detto:] “Leggi il tuo scritto: oggi sarai il contabile di te stesso”.” (17.13-14)
“E vi si consegnerà il Registro. Allora vedrai gli empi sconvolti, da quel che contiene. Diranno: “Guai a noi! Cos’è questo Registro, che non lascia passare azione piccola o grande, senza computarla!”. E vi troveranno segnato, tutto quello che avranno fatto. Il tuo Signore non farà torto ad alcuno.” (18.49)
“Di’: “Sia che nascondiate quello che avete nei cuori sia che lo manifestiate, Allah lo conosce. Egli conosce tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Allah è onnipotente”.” (3.29)
L’ANIMA ED I SUOI POTERI
L’anima (nafs) è quell’essenza paradisiaca che occupa il corpo, ed usa i suoi vari organi per ottenere i propri scopi ed obiettivi. L’anima ha anche altri nomi come spirito (ruh), intelligenza (aql), e cuore (qalb), nonostante questi termini abbiano anche significati.
Le facoltà più importanti dell’anima sono:
Il potere dell’intelletto (al-quwwah al-aqliyyah) – intellettuale.
Il potere dell’ira (al-quwwah al-ghadabiyyah) – irascibilità.
Il potere della passione (al-quwwah al-shahwiyyah) – concupiscenza.
Il potere dell’immaginazione (al-quwwah al-wahmiyyah) – illusione.
La funzione ed il valore di ciascuno di questi poteri o forze dell’anima è di solito ben compresa. Se l’uomo non avesse avuto il potere della ragione, sarebbe stato impossibile per lui poter distinguere tra bene e male, giusto e sbagliato, vero e falso. Se non avesse posseduto la facoltà della rabbia, non si sarebbe potuto difendere da attacchi ed aggressioni. Se la forza dell’attrazione sessuale non esistesse nell’uomo, la continuazione della specie umana sarebbe a rischio. Ed infine, se l’uomo non avesse il potere dell’immaginazione, non potrebbe visualizzare l’universale ed il particolare, e sarebbe incapace di dedurre qualunque conclusione basandosi su di esse.
Con questa spiegazione, le caratteristiche menzionate per ognuna delle quattro facoltà umane, sono state rese chiare e comprensibili. La ragione è l’angelo guida dell’uomo. Il potere della rabbia e fierezza conduce l’uomo alla ferocia e violenza. Il potere della passione e del desiderio lo spinge verso l’immoralità e la licenziosità. Ed il potere dell’immaginazione nell’uomo fornisce la materia preliminare per la formazione di schemi demoniaci, complotti e macchinazioni.
Adesso, se la facoltà della ragione è messa a controllo delle altre facoltà, le tiene al loro giusto posto e ne modera gli eccessi; lavoreranno per il benessere dell’uomo e compiranno azioni utili; altrimenti nulla all’infuori di malvagio e malizioso verrà fuori da esse.
La relazione di ciascuna di queste quattro facoltà dell’anima umana tra loro viene spiegata nella seguente forma allegorica. Immaginate un viaggiatore a cavallo, accompagnato da un cane ed una spia dei banditi. Il viaggiatore a cavallo rappresenta la ragione. Il cavallo rappresenta il desiderio e la passione. Il cane rappresenta il potere della rabbia e della ferocia. E la spia rappresenta il potere dell’immaginazione.
Se il viaggiatore menzionato ha successo nel controllare il cavallo, il cane e la spia e riesce a mantenere la propria autorità su di essi, arriverà alla propria destinazione sano e salvo; altrimenti verrà distrutto. L’anima umana è dunque un palco o un campo di battaglia, dove c’è una continua lotta tra questi quattro poteri.
Quale sarà la caratteristica dominante e la natura dell’anima di una persona dipende interamente dal risultato di questa lotta. In altre parole, qualunque di questi quattro poteri emerga vittorioso, determinerà il carattere e l’inclinazione dell’anima. Ecco perché alcune anime sono angeliche, altre animalistiche e bestiali ed altre ancora demoniache.
In un hadith dell’Imam Ali, si racconta che abbia detto:
ان الله خص الملك بالعقل دون الشهوة والغضب, وخص الحيوانات بهما دونه وشرّف الانسان باعطاء الجميع ، فان انقادت شهوته وغضبه لعقله صار افضل من الملائكة لوصوله الى هذه المرتبة مع وجود المنازع والملائكة ليس لهم مزاحم
“Sicuramente Dio ha caratterizzato gli angeli con un intelletto privo di desideri sessuali e rabbia, e gli animali con rabbia e desiderio senza intelletto. Ha esaltato l’uomo conferendogli tutte queste qualità. Di conseguenza, se l’intelletto dell’uomo domina i suoi desideri e la sua ferocia, allora si innalza in una posizione superiore a quella degli angeli; perché questa posizione viene ottenuta dall’uomo nonostante l’esistenza di ostacoli che non tormentano gli angeli.”
GIOIE E DOLORI
La gioia è la condizione che sente l’anima quando percepisce qualcosa di armonioso con la propria natura. Dolore e sofferenza, invece, avvengono quando l’anima viene a contatto con qualcosa di disarmonico per la sua natura. Siccome i poteri dell’anima sono quattro di numero, ne consegue che anche le gioie ed i dolori dell’anima debbano essere divise in quattro categorie, ognuna delle quali corrisponderà ad una delle quattro facoltà.
Il piacere della facoltà della ragione risiede nell’acquisire conoscenza sulla vera natura delle cose, ed il suo dolore risiede nell’ignoranza e nella privazione di questa conoscenza.
Il piacere della facoltà della rabbia e ferocia risiede nella sensazione dell’essere vittorioso e nella soddisfazione di prevalere sul nemico e affermare se stessi. Il suo dolore invece si trova nel sentirsi oppresso e sconfitto.
La gioia della facoltà del desiderio è il godimento di cibi, bevande ed atti sessuali, mentre il suo dolore risiede nella negazione di tali esperienze.
Il piacere della facoltà dell’immaginazione risiede nella percezione illusoria, che porta alla comparsa di desideri carnali e tendenze demoniache, mentre il suo dolore risiede nell’insufficienza ed inadeguatezza di tali visioni.
La più forte e pura tra le gioie è quella provata dalla facoltà della ragione. Questa è una forma di piacere allo stesso tempo innata e naturale dell’uomo. E’ un piacere costante, non soggetto alle esperienze giornaliere della sua vita di tutti i giorni.
E’ diversa dalle altre gioie, che appartengono al corpo e alla parte animale, che sono transitorie in natura e non hanno un valore duraturo. Questi piaceri animali infatti sono cosi irrilevanti e di basso livello che l’uomo se ne vergogna e tenta di nasconderli.
Se venisse detto di un uomo, che egli prova grande piacere dal mangiare, bere e dagli atti sessuali, questi se ne vergognerebbe e sarebbe turbato da tutto ciò. Mentre se queste attività e gioie fossero gradevoli all’uomo, non soltanto non se ne vergognerebbe, ma sarebbe felice se queste informazioni venissero pubblicate largamente e ne andrebbe fiero.
Possiamo concludere, quindi, che il tipo di piacere che è gradevole all’uomo e che può essere veramente considerato gratificante, non soltanto in apparenza, è il tipo di piacere sperimentato dall’anima attraverso la facoltà dell’intelletto. Questo tipo di piacere ha diversi gradi, il più alto dei quali si sperimenta nella vicinanza a Dio. Questa gioia più sublime si raggiunge attraverso l’amore e la conoscenza di Dio, e si ottiene attraverso un tentativo persistente di esserGli sempre più vicini. Quando l’intero sforzo di una persona si canalizza nell’ottenere questo reale e ultimo piacere, quelli sessuali saranno offuscati; prendendo il loro giusto posto nella vita dell’uomo e verranno ricercati con moderazione.
VIRTU’ E FELICITA’
La massima ambizione della purificazione dell’anima e dell’acquisizione di un carattere etico e morale è di ottenere gioia e felicità. La gioia e felicità perfette dell’uomo sono quelle di essere la personificazione e la manifestazione degli attributi e delle caratteristiche Divine. L’anima di un uomo veramente felice si sviluppa con la conoscenza e l’amore di Dio; è illuminata dallo splendore emanato da Dio. Quando questo accade, null’altro che bellezza irradierà da lui; in quanto la bellezza può essere emanata solo da ciò che è bello.
Bisogna ricordarsi che la vera felicità non può essere ottenuta o conservata a meno che tutte le facoltà e tutti i poteri dell’anima non siano purificati e riformati. Conservare alcune delle facoltà dell’anima, o tutte, per un breve periodo, non porta alla felicità. Similmente alla salute fisica, un corpo si può definire sano solo quando tutti i suoi organi ed arti sono in salute. La persona che spera quindi di ottenere la massima e perfetta felicità, deve liberarsi dalle grinfie delle forze demoniache ed animali, e mettere piede nella scala dell’ascensione ai regni più elevati.
*Tratto dalla celebre opera di etica teorica e pratica “Jami’ al-Sa’adat”, scritta in arabo dal filosofo e giurista del diciottesimo secolo Mulla Muhammad Mahdi al-Naraqi (m. 1209/1795). Si tratta di un’opera che copre aspetti razionali, filosofici, religiosi e pratici di etica. Mulla al-Naraqi è stato un eminente sapiente in etica, teologia e filosofia e un emerito insegnante di giurisprudenza, principi di giurisprudenza, biografie dei narratori di hadith e matematica. Il presente estratto è stato tradotto dalla sorella Edit Meniku.
Fonte: http://islamshia.org/origine-e-significato-del-termine-akhlaq-mullah-al-naraqi/
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