Introduzione alla scienza degli Ahadith - 1a P.
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Col Nome d’Iddio, il Clemente, il Misericordioso Il presente articolo è un’introduzione generale alla scienza degli ahadith. Esso si prefigge lo scopo di riportare alcune norme e principi inerenti questa materia in maniera semplice, chiara e riassuntiva.
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Ott 12, 2020 01:57 Europe/Rome
  • Introduzione alla scienza degli Ahadith - 1a P.

Col Nome d’Iddio, il Clemente, il Misericordioso Il presente articolo è un’introduzione generale alla scienza degli ahadith. Esso si prefigge lo scopo di riportare alcune norme e principi inerenti questa materia in maniera semplice, chiara e riassuntiva.

Di conseguenza non mira affatto ad essere un testo dettagliato ma bensì un primo passo per chi non abbia minima familiarità con l’argomento. Per introduzioni più esaurienti rimandiamo alla lettura di “Dirayah al-hadith” di Shaykh ‘Abdul-Hadi al-Fadhli e “Kulliyat fi al-‘ilm al-rijal” dell’Ayatullah Ja’far Subhani.

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Introduzione

La “sunnah” è la tradizione del nobile Profeta Muhammad (S) e degli Imam Infallibili che gli sono succeduti. Essa include i detti, le azioni e il silenzio consenziente (taqrir) di un Infallibile. Il silenzio consenziente è quando un individuo compie un atto in presenza di un Infallibile e questi non gli impedisce di agire, né esprime un parere negativo sull’atto in corso. Questa sunnah ci viene trasmessa attraverso gli ahadith.

Dopo la dipartita dell’Inviato d’Iddio (S) i compagni ebbero opinioni divergenti riguardo a come dedurre la sunnah del Profeta (S). Alcuni compagni, quali ‘Ali (as), Salman al-Farsi, Abu Dharr e altri vollero attenersi meticolosamente alle parole dell’Inviato d’Iddio (S) e le preservarono per quanto fu possibile. Altri come Abu Bakr, ‘Umar, ‘Uthman e altri ancora fecero uso della propria opinione personale (ijtihad bil-ra’iy) per far fronte alla situazione della comunità Islamica.

‘Ali ibn Abi Talib (as) non venne eletto terzo califfo proprio a motivo del suo rifiuto di seguire la tradizione della gente dell’opinione (ahl al-ra’iy). Ciò evidenzia ulteriormente i problemi presenti tra le due fazioni che in seguito marcheranno sempre più allo scoperto le differenze tra la scuola Sciita e quella Sunnita.

Gli Sciiti non accettano tradizioni che furono riportate oralmente ma soltanto quelle scritte. Il secondo califfo ‘Umar ibn al-Khattab bandì la raccolta e la diffusione degli ahadith. E’ anche per questo motivo che, in genere, i Sunniti non possiedono catene di trasmissione scritte e, allo stesso tempo, continue.

Sempre in accordo alla visione Sciita ogni singolo compagno del Profeta (S) deve essere giudicato in base al suo stato religioso, comportamentale e sapienziale; in definitiva egli deve essere considerato in base ai propri meriti. Se i Sunniti, al giorno d’oggi, accettassero una teoria simile, le loro raccolte cosiddette “autentiche” dovrebbero essere totalmente revisionate. Invece gli Sciiti manterrebbero comunque il legame con l’Inviato d’Iddio (S) attraverso l’Ahl al-Bayt (as).

Le catene di trasmissione

Quando un hadith giunge da una sola catena di trasmettitori, esso è noto con l’espressione tecnica “khabar al-wahid”. Se invece l’hadith viene riportato da due catene di trasmissione, esso viene definito “’aziz”. Se le catene di trasmissione sono più di due l’hadith viene chiamato “mashur” o “mustafid”. Infine va detto che quando le catene di trasmissione eccedono notevolmente, un hadith diviene mutawatir.

A questo punto si deve ricordare una nozione molto importante e vale a dire che un hadith viene sempre giudicato in accordo alla generazione con il numero più basso di trasmettitori. Per esempio consideriamo che un hadith venga trasmesso nel seguente modo:

“Un trasmettitore riporta da sette trasmettitori, i quali riportano da due trasmettitori, i quali riportano da dieci persone che il Profeta (S) ha detto…”

L’hadith menzionato è khabar al-wahid poiché in un passaggio vi è una persona soltanto che lo trasmette. Al contrario se vi fossero state due catene di trasmissione, una con tutti i trasmettitori differenti dall’altra, l’hadith sarebbe stato ‘aziz.

In accordo alla scuola Sunnita e a quella Akhbari un hadith khabar al-wahid, quando è autentico, è una prova sufficiente e può essere accettato. Comunque in accordo alla scuola Usuli esso è soltanto una “forte probabilità”.

Un hadith viene considerato autentico (sahih) quando tutte le persone nella catena di trasmissione sono “affidabili e giuste” (thiqqatun ‘adl). Un hadith è invece affidabile (mu’aththaq) quando nella catena di trasmissione vi è anche un solo trasmettitore affidabile ma non Imamita. Se vi è anche un solo trasmettitore non particolarmente elogiato per le sue qualità l’hadith è hasan. Tutti gli altri ahadith sono da considerarsi deboli (da’if). Proponiamo adesso un esempio con la seguente catena di trasmissione:

“Shaykh al-Kulayni ha riportato da Muhammad ibn Yahya, il quale ha riportato da Ahmad ibn Muhammad, il quale ha riportato da ‘Ali ibn al-Hakam, il quale ha riportato da ‘Abdullah ibn Bukhayr, il quale ha riportato da Zurarah, il quale ha riportato da Abu ‘Abdullah (as)…”

I trasmettitori nella catena di trasmissione menzionata sono tutti “affidabili e giusti” all’infuori di ‘Ali ibn al-Hakam che è “molto stimato” e ‘Abdullah ibn Bukhayr che è affidabile ma non Imamita (aderiva al gruppo Sciita Aftahita). Se nella catena di trasmissione non vi fosse stata la presenza di ‘Ali ibn al-Hakam, esso sarebbe stato affidabile a motivo di ‘Abdullah ibn Bukhayr. Ma dato che questi vi è incluso, l’hadith è buono.

Analizziamo adesso alcune catene di ahadith deboli. Prendiamo come esempio Sayf ibn ‘Umar al-Tamimi il quale, come è ben noto, fu un mendace che fabbricò i nomi di 150 compagni prima di inserirli nelle catene di trasmissione che riportava alle genti. E’ stato riportato che tra le sue invenzioni vi fu anche quella di ‘Abdullah ibn Saba.

Quando vi è una catena di trasmissione continua, sia essa autentica, affidabile, buona o debole includente individui mendaci e inaffidabili, questa è musnad. Al contrario quando in essa vi è un “vuoto”, sarà inevitabilmente debole e non potrà definirsi musnad. Per esempio se non viene riportato soltanto il compagno che ha trasmesso direttamente dall’Inviato d’Iddio (S), la catena di trasmissione viene definita mursal.

A volte alcuni sapienti considerano valida una catena di trasmissione mursal a motivo di evidenze esterne. Per esempio Ibn Abi ‘Umayr era un pio Sciita “affidabile e giusto” che venne arrestato e torturato dalle autorità Abbassidi, le quali distrussero la sua biblioteca. Quando venne rilasciato egli riscrisse tutti gli ahadith che si ricordava con le catene di trasmissione. A volte però succedeva che non si ricordava ogni singolo trasmettitore e quindi non poteva riportare più alcuni dei loro nomi. Tale criterio è comunque valido soltanto per 18 compagni (ashab al-‘ijma’) degli Imam che non solo sono “affidabili e giusti” ma è anche risaputo che hanno sempre, solo e soltanto, riportato ahadith da persone “affidabili e giuste”. Altri sapienti però ritengono che le persone in incognito potevano essere una garanzia di affidabilità per i 18 compagni ma, oggi, non lo sono per noi.

Un altro esempio di hadith debole è quando il compilatore finale (rawi) riporta la tradizione direttamente da un Infallibile o da un suo compagno. Tale hadith viene definito “sospeso” (mu’allaq). Anche un hadith sospeso può venire accettato in base a certi criteri, come ad esempio nel caso in cui l’autore riporti l’intera catena di trasmissione in un’altra pagina o in un altro libro. Nell’opera “Man la yahduruhu al-faqih” lo Shaykh al-Saduq riporta un hadith da ‘Ammar ibn Musa al-Sabati il quale lo riporta dall’Imam al-Sadiq (as). Comunque alla fine dei suoi quattro volumi al-Saduq scrive: “Tutto quello che ho riportato da ‘Ammar ibn Musa al-Sabati lo ho riportato da mio padre, il quale lo ha riportato da Muhammad ibn al-Hasan ibn Ahmad ibn Walid, il quale lo ha riportato da Sa’d ibn ‘Abdullah,  il quale lo ha riportato da Ahmad ibn al-Hasan ibn ‘Ali Ibn Fadal, il quale lo ha riportato da Amr ibn Sa’id al-Mada’ini, il quale lo ha riportato da Musaddiq ibn Sadaqah, il quale lo ha riportato da ‘Ammar ibn Musa al-Sabati”.

In alcuni casi il nome dell’Imam Infallibile non viene fatto ed è sostituito da un pronome. Questo perché a volte la menzione dell’Imam avrebbe potuto mettere a rischio la vita o l’incolumità del trasmettitore o dell’Imam stesso a causa della repressione tirannica dei governi Ommayadi e Abbassidi.

Veniamo adesso ad analizzare gli ahadith mutawatir. Come abbiamo già accennato in precedenza, un hadith mutawatir è una tradizione riportata da un numero talmente elevato di catene di trasmissione che rende certa la sua affidabilità. Esso si suddivide in due categorie: hadith mutawatir lafdhi e hadith mutawatir ma’nawi. Un hadith mutawatir lafdhi lo si ha quando il testo della tradizione è sempre lo stesso nonostante le sue catene di trasmissioni siano numerose. Un esempio sono le seguenti parole dell’Inviato d’Iddio (S): “Chiunque intenzionalmente mente sul mio conto abiterà per sempre nel fuoco [dell’inferno]”. Un hadith mutawatir ma’nawi invece lo si ha quando il messaggio riportato dalle varie catene di trasmissione è lo stesso nonostante le parole varino anche leggermente. Esempi di questa categoria di tradizioni sono quelle inerenti all’Imam Mahdi (aj), l’hadith al-thaqalayn o l’hadith di Ghadir Khumm del quale parleremo adesso brevemente.

‘Allamah ‘Abdul-Husayn al-Amini viaggiò per 20 anni in tutto il mondo al fine di verificare l’affidabilità dell’hadith di Ghadir Khumm e, alla fine delle sue ricerche, constatò che, soltanto basandosi sulle fonti Sunnite, ben 110 compagni ebbero riportato la tradizione. Da questi 110 compagni vi furono 84 studenti che riportarono l’avvenimento e da questi 84 studenti 56 loro discepoli continuarono a preservarlo. Dai 56 discepoli, ben 92 loro seguaci riportarono l’hadith. Dopo di essi il numero dei trasmettitori è cresciuto continuamente. In conclusione deduciamo che non vi siano dubbi riguardo al tawatur della tradizione. Un’altra cosa che è possibile constatare è che durante il periodo del califfato Ommayade i trasmettitori erano sempre meno e ciò è abbastanza insolito poiché i numero dei trasmettitori di un hadith mutawatir in genere è in crescita e non va decrescendo. Dopo un’analisi degli eventi storici e delle circostanze politiche di quel tempo noteremo comunque che questo avvenne a causa della repressione esercitata dai Bani ‘Ummayah contro ogni sorta di attitudine, simpatia ed inclinazione Sciita.

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