Islam, auguri per anniversario nascita Imam Hassan (as)
Oggi mercoledi`, 28 aprile del 2021, ovvero 15 Ramadan 1438 d’egira lunare, il mondo islamico e soprattutto gli sciiti festeggiano l'anniversario della nascita di uno dei sacri membri della progenie del profeta, secondo Imam, Hassan Mojtaba (as).
L’Imam Hasan e Imam Hussein (AS) sono i figli dell'Imam Alí (AS) e di Fatima Zahra. Le tradizioni dimostrano in modo certo che il sommo Profeta voleva un immenso bene a questi suoi due nipoti (che lui chiamava figli) e che non potesse sopportare di vederli soffrire. Egli diceva: “Questi due miei figli sono Imam, indifferentemente dal fatto che si alzino o si siedano”.
Il Profeta disse altresí: “Hassan e Hussain sono i signori dei giovani del Paradiso”.
L’imam Hassan fu scelto, conformemente al testamento del suo nobile padre, come guida della societa' e la gente gli promise fedeltà e ubbidienza. Egli governò per sei mesi gli stati islamici (a eccezione della Siria e dell’Egitto, ove Muàwiah aveva imposto il suo potere) e seguí la condotta di vita e di governo del suo nobile padre.
Nel corso di questo periodo, l’Imam Hasan cercò di preparare un’armata per sedare, una volta per tutte, la ribellione di Muàwiah. Costatò però che la gente era stata sedotta da quest’ultimo e che i capi del suo esercito avevano instaurato con lui un rapporto di corrispondenza ed erano solo in attesa di un suo ordine per ucciderlo o consegnarlo all’empio ribelle. Fu perciò costretto a concludere la pace col nemico.
L’imam Hasan concluse la pace con Muawiah sotto precise condizioni; quest’ultimo però non tenne fede alle sue promesse. Dopo aver firmato il trattato di pace, andò infatti in Iraq e dichiarò alla gente: “Io non combattevo con voi per la religione, per indurvi a pregare o a digiunare, volevo bensí arrivare a governarvi e ora ho raggiunto il mio obiettivo”. Proseguí poi: “Non manterrò nessuna delle promesse che ho fatto a Hasan”.L’imam Hasan dopo questa pace imposta visse circa nove anni e mezzo, in condizioni difficili e opprimenti, sotto il dominio di Muawiah. La sua vita era continuamente in pericolo, persino all’interno di casa sua; fu infatti avvelenato, su istigazione di Muawiah, dalla propria moglie (Ju’dah) e mori cosí martire.
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