Purità sprituale e rituale
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LE FONTI DELLA SHARI’AH Presenteremo progressivamente alcune norme e regole attinenti la Taharat (purità) e najasat (impurità) in accordo alla Legge Islamica (Shari’ah). Le fonti delle norme islamiche sono il Qur’an e la Sunnah. Per Sunnah intendiamo i detti, le azioni e le approvazioni tacite del Profeta (S) e della Ahu’l-Bayt (A).
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 26, 2021 06:26 Europe/Rome
  •  Purità sprituale e rituale

LE FONTI DELLA SHARI’AH Presenteremo progressivamente alcune norme e regole attinenti la Taharat (purità) e najasat (impurità) in accordo alla Legge Islamica (Shari’ah). Le fonti delle norme islamiche sono il Qur’an e la Sunnah. Per Sunnah intendiamo i detti, le azioni e le approvazioni tacite del Profeta (S) e della Ahu’l-Bayt (A).

Il Qur’an descrive le regole fondamentali e la Sunnah le elabora. Il Qur’an introduce il Profeta dell’Islam come segue: “Egli è Colui che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero della loro gente, che recita i Suoi Versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza” (62:2) “E su di te (O Muhammad) abbiamo fatto scendere il Monito (il Qur’an), affinché tu spieghi agli uomini ciò che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi” (16:44).

Questi due versetti sono sufficienti a dimostrare come il Profeta Muhammad (S) non fosse semplicemente un “postino” il cui unico incarico era quello di farci giungere il Libro. Egli era inoltre un insegnante ed un commentatore del Qur’an. Anche le sue azioni sono per noi una fonte di guida: “Avete nel Messaggero di Allah un bell’esempio per voi, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente” (33:21). L’obbedienza al Profeta è stata considerata come la prova dell’amare Allah: “Di’: “Se avete sempre amato Allah, seguitemi. Allah vi amerà e perdonerà i vostri peccati” (3:31). Il Qur’an dice inoltre: “Chi obbedisce al Messaggero obbedisce ad Allah” (4:80). (Per approfondimenti su questo tema, cfr. S.M.Rizvi “La Sunnah del Profeta Muhammad come fonte di guida”, http://www.al-islam.org/it/sunna_profeta_fonte/).

I Musulmani che vivevano durante il tempo del Profeta avevano facile accesso alla sua Sunnah. Ma noi che siamo nati centinaia di anni dopo la morte del Profeta? Bene, i Musulmani dei primi giorni compresero l’importanza della Sunnah del Profeta e iniziarono a preservare i suoi detti in libri di ahadith. Anche le azioni del Profeta, osservate dai compagni, vennero preservate per iscritto. Ma questo processo di preservazione della Sunnah del Profeta non era immune da errori e perfino falsificazione. Molti detti vennero inventati ed erroneamente attribuiti al Profeta durante il periodo iniziale della storia islamica. E’ perciò assolutamente necessario trovare un’autentica, ed al tempo stesso, informata fonte per la Sunnah del Profeta. Quando guardate ai Musulmani dei giorni dell’Inviato di Dio, non potete trovare qualcuno più sapiente, informato, affidabile e vicino al Profeta della Ahlu’l-Bayt, la Famiglia del Profeta. Dopo tutto, è il Qur’an che testimonia l’alto livello della loro purezza spirituale dicendo: “…O gente della casa {Ahl ul-Bayt}, Dio non vuole altro che allontanare da voi ogni sozzura e rendervi completamente puri” (33:33). Colleghiamo questo versetto sulla purità della Ahlul’-Bayt con il seguente: “…questo è in verità un Corano nobilissimo, [contenuto] in un Libro custodito che solo i puri toccano” (56; 77-79). Questo mostra che la Ahlu’l-Bayt comprende il Qur’an meglio di ogni altro seguace del Profeta Muhammad (S). Allah dice: “Di’ (O Muhammad): “Non vi chiedo alcuna ricompensa, oltre all’amore per i miei parenti”” (42:23). Vedete che è Allah a sollecitare al Suo Messaggero di chiedere alla gente di amare la sua Famiglia. Se essi non fossero veritieri, affidabili e degni di esser seguiti, Allah ci avrebbe comandato di amarli?

Questi pochi versetti sono sufficienti per mostrare che i migliori commentatori del Qur’an e la più autentica fonte per la Sunnah del Profeta sono gli Imam della Ahlu’l-Bayt. Il Profeta stesso dice: “Lascio tra voi ciò cui attenervi per non traviarvi dopo di me, due preziose cose, di cui l’una è maggiore dell’altra: il Libro di Dio, corda distesa dal cielo alla terra, e i miei Parenti, la Gente della Mia Casa. Sappiate che queste due cose non si separeranno mai tra loro finché non mi raggiungeranno allo Stagno {di Kawthar}. Badate quindi a come mi ricompenserete mediante il vostro comportamento con essi.”

Non è questo il luogo per discutere sull’autenticità di questo hadith, ma mi limiterò a citare solamente Ibn Hajar al-Makki, un famoso polemista anti-sciita. Dopo aver annoverato l’hadith sopracitato attraverso molti Compagni che lo hanno ascoltato dal Profeta in diversi luoghi e tempi, Ibn Hajar dice: “E non vi è contraddizione in queste [numerose narrazioni] giacchè nulla preveniva il Profeta dal ripeterle in luoghi differenti data l’importanza del Libro Sacro e della Pura Famiglia” (1).

Possiamo concludere, da questi versetti e dall’hadith riportato sopra, che la Ahlu’l-Bayt è la più autentica e migliore fonte per la Sunnah, e per questo noi la preferiamo a tutte le altre. Ogni qual volta citiamo un hadith dagli Imam, non proviene da essi, ma si tratta piuttosto di un hadith del Profeta (S) che essi hanno preservato come veri successori dell’ultimo Messaggero di Allah. L’Imam Jafar as-Sadiq (A) dice: “Il mio hadith è l’hadith di mio padre, l’hadith di mio padre è quello di mio nonno, l’hadith di mio nonno è quello di al-Husayn [bin ‘Ali], l’hadith di al-Husayn è quello di al-Hasan [bin ‘Ali], l’hadith di al-Hasan è quello dell’Amiru’l-mu’minin [‘Ali bin Abi Talib], l’hadith dell’Amiru’l-mu’minin è quello del Messaggero di Allah, e l’hadith del Messaggero è quello di Allah, l’Altissimo.” (2)

 

NOTE

1)      Ibn Hajar al-Makki, as-Sawa’iqu ‘1-Muhriqah, capitolo 11, sezione 1. Per approfondimenti su questo argomento, in inglese, cfr. Rizvi, S.S.A.,  Imamat; Sharafu ‘d-Din, S.A.H., The Right Path; e Jafri, S.M.H., The Origins and Early Development of Shi’a Islam.

2)      al-Kulayni, Usulu ‘l-Kafi, libro 2, capitolo 17, hadith n. 14; ash-Sha’rani, at-Tabaqatu ‘l-Kubra, vol. 1, pag. 28; Abu  Nu’aym, Hilyatu ‘l-Awliya’, vol. 3, pag. 193, 197.

Fonte:islamshia.org

 

 

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