La medicina degli Imam 2a P.
Un altro frutto molto importante che riceve un’attenzione particolare nelle tradizioni è la mela. L’Imam al-Sadiq (as) ha detto:
“Se le genti sapessero cosa c’è nella mela, curerebbero le proprie malattie solo con quella. Invero [la mela] è l’ingrediente più veloce atto a curare il cuore”. L’Imam al-Baqir (as) ha detto: “Quando volete mangiare una mela annusatela e poi mangiatela. Se fate ciò, ogni malattia e pericolo verrà espulso dai vostri corpi”.
Una pratica molto salutare da tenere in considerazione, già menzionata in una tradizione citata in precedenza, è l’hijamah. Essa consiste nel taglio di una vena della testa, della schiena tra le due spalle o delle anche, affinché fuoriesca il sangue putrido. A volte viene fatta anche in testa o nelle anche. In accordo ad alcune tradizioni degli Imam, l’hijamah compiuta un martedì antecedente al diciassettesimo giorno del mese promuove la salute per l’intero anno. E’ stato riportato che l’Inviato d’Iddio (S) abbia detto: “Fate l’hijamah quando vi è un problema nel vostro sangue poiché a volte la persona diviene soggetta di un’infiammazione che la uccide”.
Anche riguardo agli oli vi sono benefici speciali, in ispecie in riferimento all’olio di viola. L’Imam al-Sadiq (as) ha detto: “L’olio di viola è il signore di tutti gli oli”, “Il più eccellente di tutti gli oli è quello di viola. Ungetevi dunque con esso poiché il suo vantaggio è come il nostro vantaggio nei confronti delle masse”, “Esso, [ossia l’olio di viola], è caldo d’inverno e fresco d’estate. Gli altri oli non hanno questo merito” e “La viola è calda d’inverno è fresca d’estate, essa è delicata con i nostri sciiti e risecca i nostri nemici. Se le genti sapessero cosa vi è nella viola, la valuterebbero col denaro”.
Esistono innumerevoli dettagli riguardo alla medicina degli Imam che sono stati riportati nelle raccolte di tradizioni. In ogni caso, è importante ricordare che le istruzioni degli Imam vennero date in un particolare clima e terreno per casi specifici. Di conseguenza non sarebbe corretto applicare in tutti i casi la stessa cura poiché, per esempio, un paese caldo a volte necessiterà di alcune prescrizioni che non apporteranno gli stessi benefici in un paese freddo e viceversa. Ciò è quanto viene testimoniato dall’Imam al-Kazim (as) quando dice: “Astenersi da certi tipi di cibo è la migliore cura, lo stomaco è la dimora di ogni malattia e ogni corpo deve adattarsi alla proprie condizioni [di vita]”.
Shaykh al-Saduq afferma: “Secondo la nostra opinione, le Tradizioni sulla medicina comprendono: quelle che si basano sul clima di Mecca e Medina e che non possono essere applicate ad altri climi, quelle riportate dall’Imam in accordo alla sua conoscenza del paziente, quelle fabbricate dai nostri oppositori con lo scopo di dare una cattiva reputazione alla nostra scuola, quelle che sono state dimenticate dai trasmettitori, quelle che sono state parzialmente riportate e parzialmente perdute e quelle riportate riguardo al miele che è una cura per tutte le malattie. Quest’ultima opinione è corretta nonostante ciò che viene inteso siano le ‘malattie fredde’[1]. In maniera analoga quando viene detto di lavarsi con acqua fredda per curarsi dalle emorroidi, si intendono quelle emorroidi originate da cause calde”.
L’‘Allamah al-Majlisi riporta un’opinione assai interessante: “Alcuni medicamenti che erano inappropriati per la cura di una determinata malattia possono essere usati come esame o prova affinché il sincero credente si distingua da colui che afferma di seguire l’Islam ma la cui fede è debole. Nel suddetto caso, il credente non trarrà beneficio dalle qualità particolari di una medicina o dalla sua disposizione naturale ma bensì per essersi rivolto a Colui che lo ha creato ed a motivo della sincerità della sua fede. Tale è il caso di colui che utilizza la terra presa nei pressi della tomba dell’Imam al-Husayn, le invocazioni e le suppliche”. Questa opinione viene provata dalla pratica di molti sciiti, in perfetta salute, che si prendono cura del proprio corpo in accordo alle tradizioni degli Imam senza mai consultare un medico e vivendo una vita sana e ben più lunga delle altre persone.
A questo punto ci si potrebbe chiedere il motivo per cui tantissime invocazioni, nonché la recitazione stessa del sacro Corano, vengano incluse nei trattati di medicina Islamica. Indubbiamente gli Imam erano ben informati delle cause delle malattie sia spirituali che corporee. Esse, spesso, vengono ricondotte ad uno stato psicologico dell’essere come tristezza, depressione, rabbia, angoscia, preoccupazione, eccetera. Se queste cause psicologiche subiscono una certa intensificazione, anche il corpo ne subirà le conseguenze. Trattare queste patologie con medicazioni psicologiche e spirituali è quindi la cosa più desiderabile. La persona malata non deve sottovalutare i benefici della medicina spirituale poiché è attraverso di essa che si può giungere alla radice del problema di cui si è afflitti ed eliminarlo una volta per sempre. Cercare la cura nei versetti del sacro Corano, nell’invocazione, nel ricordo d’Iddio e nella preghiera, in totale umiltà e sincerità innanzi a Iddio, accompagnati da uno stile di vita puro, vuol dire quindi andare alle origini delle cause e trovare, di conseguenza, la vera cura di ogni male.
[1] A tal riguardo si ricordi che alcune tradizioni degli Imam affermano che il miele sia una cura per ogni malattia. In questo caso appare evidente che Shaykh al-Saduq non faccia affidamento su di esse ritenendole, probabilmente, non autentiche.
Fonte: https://islamshia.org/la-medicina-degli-imam/
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