Hijab, l’abbigliamento delle donne musulmane: islamico o culturale? -2
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Il Corano e l’Hijab L’Islam ha fortemente enfatizzato il concetto di decenza e modestia nell’interazione tra membri di sesso opposto.
(last modified 2025-01-30T07:32:59+00:00 )
Lug 15, 2021 08:21 Europe/Rome
  • Hijab, l’abbigliamento delle donne musulmane: islamico o culturale? -2

Il Corano e l’Hijab L’Islam ha fortemente enfatizzato il concetto di decenza e modestia nell’interazione tra membri di sesso opposto.

Il codice di abbigliamento è parte di questo complessivo insegnamento. Ci sono due versetti nel Corano nei quali Iddio Altissimo parla sulla questione del pudore e dell’hijab come definiti precedentemente.

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Il primo versetto

Nel capitolo 24 conosciuto come an-Nūr (la Luce), nel versetto 30, Iddio comanda al Profeta Muhammad (S) quanto segue:

قُلْ لِلْمُؤْمِنِيْنَ يَغُضُّوْا مِنْ أَبْصَارِهِمْ وَ يَحْفَظُوْا فُرُوْجَهُمْ, ذَلِكَ أَزْكَى لَهُمْ.

“Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro…”

Questo è un ordine rivolto agli uomini musulmani che non devono guardare in maniera lussuriosa alle donne (che non siano le loro mogli); e per poter prevenire ogni possibilità di tentazione, ad essi è richiesto di abbassare i loro sguardi. Ciò è conosciuto come “l’hijab degli occhi”.

Poi nel versetto successivo, Iddio ordina al Profeta (S) di rivolgersi alle donne:

قُلْ لِلْمُؤْمِنَاتِ يَغْضُضْنَ مِنْ أَبْصَارِهِنَّ وَ يَحْفَظْنَ فُرُوْجَهُنَّ…

“E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste…”

Questo è un ordine simile a quello impartito agli uomini nel versetto precedente riguardante l’“hijab degli occhi”.

Questo “hijab degli occhi” è simile all’insegnamento di Gesù, dove egli dice: “Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”. (2) Se vedete quindi un musulmano o una musulmana abbassare i suoi occhi quando parlano con un membro del sesso opposto, ciò non deve essere considerato come rude o un’indicazione della mancanza di fiducia – si stanno semplicemente attenendo gli insegnamenti del Corano come a quelli della Bibbia.

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Dopo l’“hijab degli occhi” giunge l’ordine che descrive il codice di abbigliamento per la donna:

وَ لاَ يُبْدِيْنَ زِيْنَتَهُنَّ إِلاَّ مَا ظَهَرَ مِنْهَا وَ لْيَضْرِبْنَ بِخُمُرِهِنَّ عَلىَ جُيُوْبِهِنَّ…

“…e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro khumur fin sul petto…”

Vi sono due questioni rispetto a questa sentenza.

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Quale è il significato del termine khumur utilizzato in questo versetto?

Khumur خُمُرٌ è il plurale di khimar خِمَارٌ, il velo che copre la testa. Ci consulti ogni dizionario arabo, come Lisanu ’l-‘Arab, Majma‘u ’l-Bahrayn o al-Munjid.

Al-Munjid, che è il più popolare dizionario nel mondo arabo, definisce al-khimar come “qualcosa con cui una donna copre la propria testa —ما تغطى به المرأة رأسها .” Fakhru ’d-Din al-Turayhi nel Majma‘u ’l-Bahrayn (che è un dizionario di termini coranici e ahadith) definisce al-khimar come “velo, ed è conosciuto come tale perché la testa viene coperta con esso.” (3)

Quindi il termine khimar, per definizione, significa un pezzo di stoffa che copre la testa.

 

Cosa significa poi “far scendere il loro khumur fin sul petto”?

In accordo ai commentatori del Corano, le donne di Medina nell’era pre-islamica erano solite indossare i loro khumur sulla testa con i due estremi legati dietro il collo, esponendo le loro orecchie e collo. Dicendo “far scendere il loro khumur fin sul petto”, Iddio Altissimo ordina alla donna di lasciare i due estremi del loro copricapo estendersi fino al loro petto, così da poter coprire le loro orecchie, collo e anche la parte sporgente dei seni. (4)

Questo è confermato dal modo in cui le donne musulmane dell’era del Profeta compresero questo comandamento di Dio Altissimo. La fonte sunnita cita Ummu ’l-mu’minin ‘A’isha, la moglie del Profeta (S), come segue: “Io non ho visto donna migliore di quelle degli al-Ansar (gli abitanti di Medina): quando questo versetto venne rivelato, tutte loro presero i propri grembiuli, li stracciarono in due pezzi e li usarono per coprire le loro teste…” (5)

Il significato di khimar e il contesto in cui il versetto è stato rivelato parlano chiaramente della copertura della testa e poi dell’utilizzo degli estremi del velo per coprire il collo e il seno. È assurdo credere che il Corano abbia utilizzato il termine khimar (che, per definizione, significa un indumento che copre la testa) solo per coprire il petto con l’esclusione della testa! Sarebbe come dire di indossare la maglietta solo attorno all’ombellico o la vita senza coprire il petto!

Il versetto fornisce alla fine la lista dei mahram – membri maschi della famiglia alla cui presenza l’hijab non è richiesto, come il marito, il padre, il suocero, i figli, ed altri.

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Il secondo versetto

Nel capitolo 33, conosciuto come al-Ahzab, versetto 59, Iddio impartisce il seguente comando al Profeta Muhammad (S):

َا أَيُّهَا النَّبِيُّ, قُلْ لأَزْوَاجِكَ وَ بَنَاتِكَ وَ نِسآءِ الْمُؤْمِنِيْنَ: يُدْنِيْنَ عَلَيْهِنَّ مِنْ جَلاَبِيْبِهِنَّ…

“O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro jalabib.”

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Quale è il significato di jalabib?

Jalabib جَلاَبِيْبٌ è il plurale di jilbab جِلْبَابٌ, ed indica un “ampio indumento esterno”. Si confronti ogni dizionario arabo, come il Lisanu ’l-‘Arab, Majma‘u ’l-Bahrayn o al-Munjid.

Al-Munjid, per esempio, definisce il jilbab come “camicia o ampio abito —القميص أو الثوب الواسع.” Al-Turayhi, nel Majma‘u ’l-Bahrayn, lo definisce invece come “un ampio abito, più lungo del velo e più corto di una toga (veste lunga e sciolta) che una donna pone sulla propria testa e lascia scendere sul proprio seno…” (6)

Questo significa che il codice di abbigliamento islamico per le donne non consiste soltanto di un velo che copre la testa, il collo e il seno; esso include anche l’abito completo che deve essere lungo e largo.

Quindi, ad esempio, la combinazione di una maglia corta e stretta e jeans attillati con un velo sulla testa non rispetta i requisiti del codice di abbigliamento islamico.

 

Capitolo 3

La Sunna e l’Hijab

La Sunna – i detti e la condotta del Profeta Muhammad (S) – costituisce la seconda più importante fonte per le norme islamiche. E’ impossibile comprendere realmente il Corano senza studiare la vita del Profeta (S), che fornisce il contesto in cui il Libro santo è stato rivelato. Iddio Altissimo dice:

“E su di te (O Muhammad) abbiamo fatto scendere il Monito (il Corano), affinché tu spieghi agli uomini ciò che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi.” (16:44)

“Sunna” è quella “spiegazione” menzionata in questo versetto.

Esiste una tendenza tra i cosiddetti musulmani “progressisti” e “liberati” ad affermare che essi seguono soltanto il Corano ed ignorano la sunna del Profeta (S). Rispondendo a simili musulmani, la dott.ssa Murata e il dott. Chittick scrivono: “Siamo perfettamente consapevoli che molti musulmani contemporanei sono stanchi di ciò che essi considerato materiale antiquato: essi vorrebbero abbandonare la loro eredità intellettuale e sostituirla con delle ricerche realmente ‘scientifiche’, come la sociologia. Affermando che l’eredità intellettuale islamica è superflua e che il Corano è sufficiente, queste persone si sono arrese allo spirito dei tempi. Si tratta di un’impresa molto diversa da quella seguita dalle grandi autorità, che interpretano il loro presente alla luce di una grande tradizione e che mai cade preda della moda – la più obsoleta di tutte le astrazioni..” (7)

Dal punto di vista sciita, i detti autentici degli Imam dell’Ahlul Bayt (A) descrivono la vera sunna del Profeta (S) e chiarificano inoltre i significati dei versetti del Corano. Il Profeta (S) stesso ha presentato l’Ahlul Bayt come il “gemello” del Corano. (8)

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I seguenti due detti degli Imam dell’Ahlul Bayt (A) sulla questione dell’hijab, sono qui presentati a mo’ di esempio.

Al-Fudayl bin Yasar chiese all’Imam as-Sadiq (a.s.) riguardo agli avambracci di una donna: sono essi inclusi nella “bellezza” come descritta dall’Altissimo quando Egli dice: “e non mostrare la loro bellezza ad altri che ai loro mariti…?” L’Imam rispose: “Si, e ciò che è sotto il velo che copre la testa (khimar) è parte della bellezza [menzionata nel versetto], e anche ciò che si trova sotto i polsini.” (9) Come uno può chiaramente vedere in questo hadith autentico, l’Imam ha escluso il volto e le mani, ma tutto il resto è stato annoverato come “la bellezza che non deve esser mostrata ad altri che ai loro mariti…”

Abu Nasr al-Bazinli cita l’Imam ‘Ali as-Rida (a.s.) come segue: “Una donna non deve coprire il suo capo in presenza di un ragazzo che non ha ancora raggiunto la pubertà.” (10) L’implicazione di questa affermazione è ovviamente che quando una donna si trova alla presenza di un ragazzo che ha raggiunto l’età della pubertà con il quale non ha un legame di parentela, ella deve coprire la propria testa.

Anche i fondatori delle scuole giuridiche Sunnite sono unanimi su questo punto di vista. In accordo all’opinione di Malik, Hanaf, Shafi‘i e Hanbal, l’intero corpo di una donna è ‘awrah e quindi deve essere coperto, con l’eccezione del volto e delle mani. (11)

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I due versetti discussi sopra, posti insieme, mostrano chiaramente che l’hijab, quale codice di abbigliamento dignitoso per le donne musulmane, è parte degli insegnamenti del Corano. Questo è confermato anche da come il Profeta Muhammad (S) interpretò e applicò questi versetti tra le donne musulmane. Ed è inoltre confermato da come gli Imam dell’Ahlul Bayt, e i sapienti musulmani delle prime generazioni dell’Islam, interpretarono il Corano. (12)

Questa è una interpretazione che è stata continuamente affermata dai musulmani negli ultimi quattordici secoli. E, stranamente, ascoltiamo ora alcuni sedicenti esperti dell’Islam dirci che l’hijab non ha nulla a che fare con l’Islam, costituendo semplicemente un aspetto culturale ed una questione di scelta personale!(islamshia.org)

 

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