(FOTO) Arbaein, il mausoleo dell'hazrat Abbas (sa) - 2
Karbala - La devozione di Abbas (sa) a Hussein (as) non era soltanto a livello fisico; era basata sul livello spirituale.
Ciò è riflesso nella sua dichiarazione a Shimr bin Dhil Jawshan. Shimr, uno dei comandanti delle forze di Yazid, era imparentato ad Abbas (sa) attraverso sua madre, che apparteneva alla tribù Kilabiyya (mentre la madre di Hussein (as) era la figlia del Profeta). Shimr giunse a Karbala con un amaan, assicurazione di protezione o amnistia, firmata dal governatore dell’Iraq, per Abbas (sa)ed i suoi tre fratelli. Quando Shimr presentò questa amnistia ad Abbas, egli rispose dicendo: “Possa Iddio maledire te e la tua amnistia. Tu assicuri la protezione a noi, ma il figlio della figlia del Profeta non ha amnistia!”
Il messaggio di Abbas (sa) a noi è piuttosto chiaro: dobbiamo rafforzare i legami di fratellanza con i musulmani al di là della loro razza, colore, lingua o collocazione geografica. Tutti noi siamo fratelli nella fede; tutte le altre relazioni devono essere armonizzate con questa. Dobbiamo essere in grado di provare la sofferenza di un altro fratello, come ha detto una volta il Profeta: “I musulmani sono come un corpo: quando una parte è ferita, l’intero corpo ne soffre.”
Tra Abbas (sa) e l’Imam Hussein (as), questo livello di vicinanza e preoccupazione è simboleggiato dalle parole di Hussein (as): quando egli ascoltò Abbas (sa)invocare aiuto dopo esser caduto da cavallo, l’Imam provò dolore e disse: “Ora la mia schiena è spezzata, e le mie opzioni sono diminuite.”
Cos’è il coraggio? Nell’etica islamica, il coraggio non è definito attraverso la forza fisica; coraggio significa avere il controllo sulle proprie emozioni e sensazioni ed usarle soltanto per una giusta causa. Una persona che si basa soltanto sulla propria forza fisica e non può controllare le sue emozioni non è una persona coraggiosa; si tratta piuttosto di una persona avventata.
Nel descrivere il Profeta (Saw) ed i suoi veri seguaci, Allah dice: “Muhammad è il Messaggero di Dio è coloro che sono con lui sono fermi contro i miscredenti (nemici) e compassionevoli tra loro.” (Sacro Corano, 48: 29).
Iqbal, il famoso poeta del subcontinente indiano, presenta lo stesso concetto col suo stile poetico:
Nella lotta per la verità il credente è solido come l’acciaio
Ma tra gli amici è morbido come la seta
Abbas (sa) non era schiavo dei suoi desideri ed emozioni; anche il suo coraggio era legato alla realtà spirituale: Abbas (sa) era molto fermo e inflessibile quando affrontava i nemici, ma molto gentile, compassionevole e amorevole verso le persone buone. I figli di Hussein (as) ed il clan dei Banu Hashim lo amavano tantissimo. Egli era lo zio favorito di Sakina, la figlia di quattro anni dell’Imam Hussein (as).
Sfortunatamente, quello che vediamo nel mondo oggi è che i tiranni, re e generali che governano sui paesi musulmani si comportano in maniera opposta: essi sono umili di fronte ai nemici ma particolarmente coraggiosi quando hanno a che fare con la loro stessa gente e la opprimono!
Quando l’Imam Hussein (as) chiese ad Abbas (sa)di cercare di ottenere acqua per i bambini, Abbas (sa)affrontò le forze del nemico e fu facilmente in grado di disperderli ed accedere al fiume. Abbas (sa)entrò nel torrente e riempì l’otre di acqua. Sulla via del ritorno doveva passare attraverso alcune piante di palma, ed era lì dietro che il nemico si era nascosto per attaccarlo dalle spalle. Un soldato di Yazid lo aggredì da dietro così che egli perse la sua mano destra. Abbas (sa)coraggiosamente prese l’otre di acqua e consolò se stesso con i seguenti versi:
Per Dio! Anche se avete tagliato la mia mano destra
Continuerò a difendere la Religione [di Dio]
Ed a sostenere l’Imam della fede sincera
Il nipote del puro e veritiero Profeta (Saw)
segue
Fonte: https://islamshia.org/
Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium