'Essere indifferenti alla politica equivale a essere indifferenti all’Imam Husayn
L’Imam Husayn (as), rivolgendosi al califfo illegittimo del tempo, Yazid, dice “Uno come me non presta giuramento di fedeltà (bay’ah) a uno come te”.
Non dice “Io non presto giuramento a Yazid”, ma afferma “uno come me non presterà mai giuramento a uno come Yazid”. In questo modo ha enunciato che non si trattava di una disputa personale tra l’Imam e il califfo illegittimo, ma che “uno come me non presterà mai giuramento a uno come Yazid”.
La questione di Muharram, di Karbala e di Ashura non costituisce quindi un fatto storico risalente a millequattrocento anni fa, ma una lezione eterna. Riguarda tutte le nazioni, popoli e governi, e continuerà a riguardarli per sempre. Non si tratta di una faccenda personale o individuale, ma di una questione totalmente politica, perché riguarda la bay’ah, il giuramento di fedeltà al governante.
Qui l’Imam Husayn, il Principe dei Martiri, ci sta dicendo – e ci troviamo a Medina proprio all’inizio del Movimento di Ashura – che nessuna nazione, generazione e società, di qualsivoglia secolo ed epoca, possiede il diritto di sottomettersi ai governi guidati da chi è corrotto moralmente, genocida, calpesti i principi e non rispetti la giustizia e i diritti. Questo è un messaggio rivoluzionario eterno: assumere sempre una posizione rivoluzionaria di fronte a simili governi, governanti e potenze.
Chiunque non accetti questo messaggio dell’Imam Husayn, anche se si reca in pellegrinaggio a piedi cento volte a Karbala, non è un vero seguace dell’Imam Husayn. Se ci sottomettiamo ai governanti e alle potenze regionali e mondiali che possiedono quelle forme di dissolutezza, abbiamo di fatto prestato giuramento di fedeltà a Yazid.
Prestare pertanto giuramento di fedeltà allo Shah, a Saddam, alla dinastia Saud, a Israele, agli Stati Uniti o all’Inghilterra, equivale a prestare fedeltà a Yazid, perché l’Imam Husayn ha detto: “uno come me non presta lealtà a uno come Yazid”. Chiunque voglia seguire il sentiero dell’Imam Husayn non può prestare fedeltà a gente e governi come questi.
Alcuni dicono “noi ci rechiamo in pellegrinaggio a Karbala, partecipiamo ai riti di lutto per l’Imam Husayn, ma non abbiamo nulla a che vedere con la politica”. Costoro devono sapere che in realtà “non hanno nulla a che vedere” con l’Imam Husayn, perché l’atto dell’Imam Husayn fu un atto politico. Conseguentemente, coloro che si recano a piedi in pellegrinaggio (Ziyarat) a Karbala devono sapere che se non perseguono gli obiettivi dell’Imam Husayn, il loro pellegrinaggio non avrà valore. Shimr, l’assassino dell’Imam ‘Ali (as), è andato per ben diciannove volte a piedi all’Hajj (Pellegrinaggio a Mecca)!
Non dobbiamo dimenticare questa lezione dell’Imam Husayn. A coloro che si vantano di essere sciiti, seguaci del Principe dei Martiri, di compiere il pellegrinaggio a Karbala e di partecipare ai riti di lutto, ma al contempo non sono interessati a chi governa nel mondo islamico, ricordate che il Principe dei Martiri ha detto che se anche realizzassimo tutte le Preghiere rituali, comprese quelle meritorie della notte, tutti gli atti di adorazione e le Ziyarat, e trascorressimo l’intero anno partecipando alle cerimonie di lutto, ci recassimo in pellegrinaggio a piedi e a piedi ritornassimo a casa, ma al contempo permettessimo a governi come quello di Yazid di governare nel mondo islamico, dovremmo allora dire addio all’Islam.
Traduzione a cura di Islamshia.org
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