Rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra musulmani - 1
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Siamo orgogliosi dell’Islam Sciita come preservato dagli Imam dell’Ahlul Bayt (as), l’Islam dove la giustizia è parte dei fondamenti della nostra fede.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ott 01, 2021 13:12 Europe/Rome
  • Rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra musulmani - 1

Siamo orgogliosi dell’Islam Sciita come preservato dagli Imam dell’Ahlul Bayt (as), l’Islam dove la giustizia è parte dei fondamenti della nostra fede.

Noi crediamo che il Profeta e gli Imam dell’Ahlul Bayt fossero infallibili (ma‘ṣūm) in tutte le situazioni della loro vita, e non abbiano commesso mai ingiustizia, neanche nei confronti dei loro peggiori nemici.

Siamo orgogliosi del fatto che i nostri contemporanei mujtahidin e nobili maraji’, quali veri servitori dell’Ahlul Bayt (as), abbiano mantenuto questo senso di giustizia e rifiutato di scendere al livello dei takfiri salafiti. Sono rimasti saldi nella loro posizione per una coesistenza pacifica con gli Ahlus Sunnah wal Jama’at (sunniti), e anche con i non-musulmani, sulla base del rispetto reciproco e della giustizia.

La dolorosa situazione del mondo islamico contemporaneo – dal Pakistan all’Afghanistan, dal Bahrain all’Iraq – richiede estrema pazienza e lungimirante comprensione da parte degli Sciiti dell’Ahlul Bayt. Non permettiamo ai salafiti di usare le nostre parole per gettare ulteriore benzina sul fuoco acceso dal loro odio per l’Ahlul Bayt.

Le posizioni dei nostri principali mujtahidin, raccolte in questo saggio, costituiscono per noi delle linee guida per poter seguire l’esempio dell’Ahlul Bayt (as). Nella nostra interazione con gli altri musulmani, la questione non è cosa dire e cosa non dire, ma come dirlo e come non dirlo. “Respingi il male con ciò che è migliore.” (Sacro Corano, 23:96)

(وَ لا تَسُبُّوا الَّذينَ يَدْعُونَ مِنْ دُونِ اللَّهِ    فَيَسُبُّوا اللَّهَ عَدْواً بِغَيْرِ عِلْم   (الأنعام : 108

“Non insultate coloro che essi invocano all’infuori di Allah, ché non insultino Allah per ostilità e ignoranza.” (Sacro Corano, 6:108)

(1) Sull’armonia e pacifica coesistenza tra musulmani

Col Nome d’Iddio Clemente e Misericorde

“Aggrappatevi insieme alla corda di Allah e non dividetevi.” [3:103]

L’Ummah Islamica sta attraversando delle circostanze difficili, affrontando grandi tribolazioni e serie sfide che incidono sul suo presente e mettono in pericolo il suo futuro. In simili situazioni, tutti comprendono l’urgente necessità di serrare i ranghi, eliminare la divisione, prendere le distanze dagli slogan settari e astenersi dall’incitare alle differenze religiose – differenze che perdurano da secoli e che sembra non ci sia modo di risolvere in modo gradito e accettato da tutti.

Non vi è pertanto bisogno di suscitare dibattito su tali questioni, al di fuori delle rispettabili discussioni scientifiche, soprattutto quando non riguardano le questioni attinenti i principi della fede e le credenze fondamentali.

Tutti i musulmani credono nell’Unico Dio, nella profezia del Profeta prescelto (S), nell’aldilà, nel nobile Corano – che Allah Altissimo ha protetto dall’interpolazione – e nella nobile Sunnah Profetica come fonte delle norme religiose, e nell’amore per l’Ahlul Bayt (as); e in molte questioni simili che sono generalmente comuni tra i musulmani, come i pilastri dell’Islam nella forma della Preghiera, del digiuno, dell’Hajj, ecc.

Questi punti comuni costituiscono delle solide basi per l’unità islamica ed è pertanto su di esse che bisogna focalizzarsi onde rafforzare i legami di amore e amicizia tra i figli di questa Ummah; quantomeno agendo per una coesistenza pacifica basata sul rispetto reciproco, e tenendosi lontani dall’odio e dalle offese settarie, qualunque sia la forma e modalità che possano assumere.

Pertanto chiunque desideri l’avanzamento dell’Islam e il progresso dei Musulmani dovrebbe compiere il massimo sforzo per unirli e ridurre i livelli di tensione che vengono provocati da alcune correnti politiche, in modo da non condurre a un’ulteriore divisione e separazione, poiché ciò lascerà spazio al raggiungimento degli obiettivi dei nemici che vogliono controllare le terre musulmane e impossessarsi delle loro risorse.

Si è sfortunatamente osservato che alcuni individui ed entità agiscono in modo opposto e cercano di rafforzare le discrepanze e le divisioni per aumentare il divario delle differenze settarie tra i musulmani. Costoro, negli ultimi tempi, hanno moltiplicato i loro sforzi dopo la crescita delle lotte politiche nella regione e l’aumento dei conflitti per influenzarla e dominarla.

Essi hanno rinnovato i loro tentativi mettendo in rilievo le differenze settarie e pubblicizzandole, ingigantendole con i metodi dell’inganno e dell’accusa, al fine di diffamare ulteriormente una scuola specifica, ridurre i diritti dei suoi seguaci e spaventare gli altri.

Come parte di questo programma alcuni media – canali satellitari, siti internet, riviste, ecc. – periodicamente fanno circolare strane fatawa che insultano alcune scuole dell’Islam, associandole al rispettabile Sayyid [Sistani] in un chiaro tentativo di offuscare il rango della guida religiosa e aumentare la tensione settaria per i loro specifici obiettivi.

Le fatawa del rispettabile Sayyid [Sistani] possono essere ottenute dalle loro fonti attendibili – come dai ben noti manuali di fatawa certificate dalla sua firma e timbro – e non vi è nulla in esse che offenda i musulmani di altre scuole di pensiero. Chiunque abbia anche la minima conoscenza di tali fonti è consapevole dell’infondatezza di queste affermazioni e di quanto falsamente diffuso.

La posizione del rispettabile Marja’ e le dichiarazioni da lui emesse durante gli ultimi anni di tribolazione che l’Iraq ferito sta attraversando, e come egli abbia avvisato i suoi seguaci e i suoi muqallidin riguardo l’interagire con i loro fratelli sunniti sulla base dell’amore e del rispetto, e quanto che egli ha ripetutamente enfatizzato rispetto alla sacralità della vita di ogni musulmano, sunnita o sciita, e sulla sacralità del suo onore e della sua proprietà, e la sua dissociazione da chiunque sparga il sangue a qualunque scuola appartenga – tutto questo dimostra chiaramente la posizione della guida religiosa nell’interazione con i seguaci delle altre scuole e la sua visione al riguardo. 

Se tutti agissero secondo questo metodo con i membri delle altre scuole islamiche, le cose non sarebbero come quelle che vediamo oggi, dove una violenza indiscriminata colpisce ogni località e orribili uccisioni non risparmiano neanche i bambini, gli anziani e le donne incinte. Presso Dio è il nostro lamento!

Preghiamo Allah Altissimo di guidarci tutti verso ciò che è meglio per questa Ummah e i suoi interessi; ed Egli ha il potere su ogni cosa.

Ufficio di as-Sayyid as-Sistani

An-Najaf al-Ashraf [Iraq]

14 Muharram 1428 / 3 Febbraio 2007(islamshia.org)

 

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