Prefazione a “L’essenza dell’Amore” di Rayshahri - 1
Quella che segue è la prefazione dell’Hujjatulislam wal Muslimin Mohammad Rayshahri alla sua opera “L’essenza dell’amore.
Un libro in memoria di Shaykh Rajab ‘Ali Khayyat”, recentemente tradotta dall’Associazione Islamica Imam Mahdi e che con l’aiuto di Dio ci auguriamo di poter dare alle stampe quanto prima. L’autore, prolifico sapiente fondatore dell’Istituto Dar-al-Hadith di Qom (Iran), che Dio lo abbia in misericordia, è deceduto il 21 marzo scorso.
La prima domanda che potrebbe insorgere in un attento lettore sarebbe perché mai l’autore abbia sentito la necessità di scrivere un libro commemorativo sul reverendo, pio servitore nonché perfetto gnostico Shaykh Rajab Ali Khayyat. Ancor di più, nel caso in cui il lettore in questione sia stato uno dei suoi discepoli, egli potrebbe chiedersi per quale motivo uno scrittore che non abbia mai conosciuto personalmente lo Shaykh si sia voluto cimentare in una tale fatica, tenuto conto che le biografie commemorative siano fuori dal suo abituale campo di ricerca.
L’attrattiva dei detti dello Shaykh
L’Imam Ali (as) disse:
ان على كلّ حقِّ حقيقة، وعلى كل صواب نوراُ
“Insieme ad ogni retta opera v’è una verità, ed in ogni corretta argomentazione v’è una luce”. (1)
Una volta, ero nei primi anni della mia giovinezza, trovandomi a Qom nella moschea di Jamkaram, ebbi la grazia di conoscere per puro caso uno dei devoti seguaci di Shaykh Rajab Ali; da quel giorno si radicò in me un profondo legame con lo Shaykh nonostante non avessi mai avuto alcun contatto personale con lui: al mio cuore le sue parole risuonavano così veridiche, così luminose, così pregne di autorevolezza da profumare della fragranza propria degli Amici di Dio (awliya Allah).
Per anni ho sperato che un giorno si scrivesse della vita e delle parole di codesto amatissimo maestro di etica, del tutto privo di erudizione, ai cui piedi innumerevoli personalità di spicco del mondo accademico e dell’Hawzah (il seminario islamico) piegarono devotamente le ginocchia; è stata mia cura raccogliere tutto il materiale possibile affinché fosse riordinato, pubblicato e quindi offerto al pubblico dei lettori, con un particolare riguardo per i giovani che, più di chiunque altro, affacciandosi al limitare della vita, sentono un disperato bisogno di cosiffatti luminosi esempi.
E’ indubbio che, se anche uno solo dei discepoli dello Shaykh si fosse impegnato in un così lodevole sforzo divulgativo, certamente avremmo a disposizione un lavoro ben più sostanzioso ed esaustivo. Per lo stesso motivo c’è da dire che le carenze insite nel testo sono logica conseguenza della dipartita da questo mondo di molti di quei seguaci dello Shaykh che avrebbero effettivamente potuto giocare un ruolo fondamentale nella compilazione del presente libro.
Parecchi anni or sono cominciai ad avvertire in me come la netta sensazione che la possibilità di dar compimento a questo mio gravoso compito si andasse gradualmente affievolendo; ero cosciente che, se le testimonianze di quei devoti dello Shaykh ancora in vita non fossero state raccolte adesso, forse non sarebbe più stato possibile scrivere una sua biografia didattica, deprivando in maniera definitiva i cercatori di conoscenza dell’opportunità di attingere al tesoro delle verità che quest’uomo di Dio ebbe in dono di custodire.
Fu così che sottoposi il problema ad un fratello di fede, proponendogli di organizzare delle interviste con costoro, al fine di raccogliere i loro personali ricordi sulla base dei singoli argomenti in cui decisi di suddividere la trattazione.
La cosa fu realizzata, le testimonianze trascritte ed il tutto, infine, elaborato dalla Fondazione della Ricerca Islamica e quindi pubblicato, nel giugno del 1997, dalle Edizioni Dar al-Hadith sotto il titolo di “Tandis-e Ikhlas” (L’Immagine della Sincerità).
Grazie alla benedizione dell’attrazione di questo uomo divino, malgrado tutte le sue inevitabili carenze, il libro ottenne una entusiastica accoglienza da parte dei lettori, specialmente dalle giovani generazioni, tant’è che in breve tempo più di centomila copie andarono esaurite in ben undici ristampe.
A seguito di ricerche più approfondite, poterono emergere ulteriori preziosi elementi riguardanti il cammino spirituale e di elevazione dello Shaykh. Per questo motivo, nonostante i miei numerosi quotidiani impegni, decisi di dedicarmi ad una sostanziale rielaborazione del libro che tratteggiasse in modo rinnovato ed esaustivo il carattere spirituale, il metodo di elevazione ed il segreto delle conseguite stazioni spirituali di questo gnostico del secolo passato.
Il presente libro, con la Grazia di Dio, è il frutto di quella decisione. Sulla presente nuova edizione, rititolata “L’essenza dell’Amore”, sono comunque da fare alcune specifiche osservazioni.
Lo stile di scrittura
In fase di redazione della presente edizione, tutte le interviste con i devoti di Shaykh Rajab Ali furono rivedute e catalogate. In seguito i passaggi più significativi ed edificanti vennero estrapolati dai dialoghi di origine e suddivisi in quattro categorie: Peculiarità, Un balzo in avanti, Edificazione, Trapasso. Infine il lavoro di suddivisione per capitoli ed edizione ebbe inizio.
La distinzione basilare tra la biografia del reverendo Shaykh e le biografie comunemente intese consiste nello specifico ricorso alle fonti islamiche al fine di supportare autorevolmente le linee guida che sottesero la sua esistenza o alcune delle sue innumerevoli ispirazioni divine. Inoltre si è ritenuto opportuno aggiungere in questa sede ulteriori riflessioni sempre riguardanti le suddette ispirazioni e i miracoli di maggior rilievo occorsi agli altri Amici di Dio.
Un ulteriore punto da evidenziare è che le brevi citazioni tratte dalle fonti islamiche e presenti in ciascun argomento debbono considerarsi per lo più a titolo di esempio. Tuttavia, per maggiori dettagli, il lettore interessato può far riferimento all’ultima edizione del Mizan al-Hikmah dello stesso autore, come specificato nelle note.
Fonte:Traduzione a cura di Islamshia.org
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