Iran, ritrovato un macaco risalente all'Età Bronzo sepolto come bambino
TEHERAN-A Shahr-e Sukhte la "Città Bruciata", un sito archeologico nel sud-est dell'Iran risalente all'Età del Bronzo, i ricercatori del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento hanno rinvenuto un macaco reso (Macaca mulatta).
È morto a circa cinque anni di età, sepolto nella necropoli intorno al 2.800-2.500 a.C. secondo le stesse pratiche funerarie utilizzate nel sito per seppellire i bambini. La ricerca è stata descritta in un articolo pubblicato nella rivista International Journal of Osteoarchaeology ed è stata segnalata tra i Nature Research Hightlights. La professoressa Claudia Minniti, archeozoologa e autrice dell’articolo, ha spiegato: “L’aspetto importante di questa scoperta è data dal fatto che nessuna specie di primati non umani è originaria dell’Iran, il macaco reso rinvenuto a Shahr-i Sokta si trova fuori il suo areale di distribuzione naturale”. Come mai il macaco si trovava in Iran pur essendo originario di altri luoghi e perché la sua presenza nel sito è considerata significativa? Abbiamo ripercorso insieme alla professoressa Minniti la ricostruzione delle circostanze che hanno portato a quel tipo di sepoltura.
Circa 5.000 anni fa qual era il rapporto tra animali e uomini, anche dal punto di vista della domesticazione, in Iran come in altre aree del globo? “Oggi si ritiene che la domesticazione degli animali (a cominciare da capre e poi pecore) si sia verificata intorno a circa 10.000-9.500 anni fa nel Levante meridionale”, ha spiegato Minniti, “Già esistevano gli animali da compagnia, ad esempio il cane. Quest’ultimo – tra gli animali domestici – è quello che ha avuto con l’uomo, da sempre, un rapporto particolare di collaborazione, fiducia, d’amore e d’amicizia.