Iran e Italia: 60 anni di collaborazione sul Patrimonio Culturale
ROMA-L’archeologia e la ricerca scientifica come un ponte fra la civilta’ italiana e persiana: le racconta una mostra accompagnata da una conferenza nella sala conferenza del Museo Nazionale dell’Iran in occasione dei 60 anni di attività archeologica italiana in Iran.
Le grandi missioni italiane che ebbe inizia dal fondatore dell’Eni Enrico Mattei e il grande orientalista Giuseppe Tucci “fecero alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso nell’Iran ormai entrato nella fase della modernizzazione dell’industria petrolifera”. “La gratitudine iraniana all’apertura egalitaria che primo al mondo, Enrico Mattei propose nella divisione dei proventi del petrolio produsse i presupposti per una intensificata presenza culturale italiana in quel paese”.Gli scavi degli archeologi italiani in Iran cominciarono dal ’58-59 nel Sistan. Poi segui’ una feconda stagione di studi e restauri a Persepoli, Pasargade, Esfahan. “L’idea italiana di usare l’abilita’ tecnica iraniana, i materiali iraniani, i suggerimenti degli antichi autori iraniani sui loro stessi monumenti , produsse una cosi’ tenace esperienza di confronto tra le due grandi tradizioni artistiche da lasciare nel tempo tracce materiali e scuole di tecnologia italo-iraniane che ancora oggi ripetono e perfezionano la lezione di quei maestri”. C’e’ una massa documentaria ancora da esplorare, tramandata fino a oggi, che “e’ eredita’ comune dell’Iran, dell’Italia e del mondo.Inaugurazione: Museo Nazionale dell’Iran , Teheran – IranDomenica 17 novembre alle ore 09.00
Fonte:irancultura.it/