Acqua dalla nebbia: l'idea della ricercatrice dall'Iran alla Bicocca
TEHERAN - Ci lavora ogni giorno da quando, poco prima del lockdown, da Teheran è arrivata a Milano, trovando terreno fertile per la sua idea proprio nella città della " scighera".
Ma l'acqua, o meglio il diritto all'acqua, è sempre stato un chiodo fisso: "Il pensiero di aiutare le persone che vivono in aree meno sviluppate del mondo cresce con me da quando ero bambina. E cercare un modo per mettere a loro disposizione acqua pulita è la massima priorità". Sta studiando un sistema economico ed ecologico per ricavarla dalla nebbia Raziyeh Akbari, ricercatrice iraniana che dal 2020 lavora nel dipartimento di Scienza dei materiali dell'Università Bicocca. È qui, nell'ateneo milanese diventato un avamposto per la ricerca sulla sostenibilità e il clima, che porta avanti il progetto " WaterHab". Trentadue anni, una laurea e un dottorato in Fisica, Akbari ha ideato un sistema innovativo che potrebbe trasformarsi in una risorsa in tanti luoghi dove la pioggia è rara e dove manca acqua pulita anche solo per lavarsi o cucinare. Alla base di tutto c'è un nuovo materiale ispirato alla geometria delle spine dei cactus che permette di accelerarne la raccolta dall'atmosfera e prevenire la sua evaporazione. È a questo che sta lavorando da quasi due anni Akbari, con la supervisione del professor Carlo Antonini, scienziato dei materiali, e dal collega Riccardo Ruffo, chimico. Serve a dar vita a un nuovo strumento, una specie di maglia metallica, collegata a un semplice sistema di raccolta di liquidi, che grazie a un trattamento speciale fa passare l'aria ma intrappola l'acqua. I primi WaterHab verranno inizialmente istallati sui Bagdir, le torri "acchiappavento" che si trovano sui tetti degli edifici nei deserti dell'antica Persia e dell'attuale Iran. Si tratta di camini inversi che vengono usati per gestire il ricircolo d'aria. E che di notte di notte, con l'escursione termica, si riempiono di umidità preziosa che la giovane ricercatrice vuole trasformare in una risorsa.
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