Myanmar, caso Rohinghia prende dimensione internazionale
La tragedia dei Rhoingya sta prendendo una dimensione internazionale, con sempre più esponenti del mondo islamico che stanno facendo sentire la loro voce in difesa della minoranza musulmana.
Primo tra tutti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che da anni cerca di formarsi un'immagine di paladino dell'islam nel mondo. Dopo i continui contatti telefonici avviati da Erdogan, il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu sarà domani in Bangladesh. La scorsa settimana, Cavusoglu aveva chiesto a Dacca di aprire le sue frontiere ai Rohingya, promettendo che Ankara si sarebbe fatta carico dei relativi aiuti umanitari. L'interessamento del mondo musulmano si è espresso anche, criticamente, con il sostegno al braccio armato dei Rohingya (l'Arsa) da parte di gruppi estremisti del Bangladesh e con i finanziamenti e l'addestramento provenienti da Paesi del Golfo e Pakistan.
RISCHIO RADICALIZZAZIONE. L'elemento religioso sta trasformando l'opposizione della minoranza, radicalizzandola fino ad assumere alcune caratteristiche riconducibili alle più agguerrite organizzazioni jihadiste. Una nuova dinamica nella situazione nel Rakhine, dove fino a poco tempo fa le pesanti discriminazioni a cui sono sottoposti un milione di musulmani Rohingya non avevano dato lo spunto a movimenti armati organizzati.