Cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni in Catalogna
(Pars Today Italian) – I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per capire quello che succederà con la crisi iniziata in Catalogna lo scorso primo ottobre, il giorno in cui si è tenuto il referendum sull’indipendenza, considerato illegale dalla magistratura e dal governo spagnoli.
Sono infatti previsti appuntamenti importanti sia nel Parlamento catalano che in quello spagnolo. Giovedì è fissata una seduta del Senato spagnolo per discutere delle misure proposte dal governo relative all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, cioè quell’articolo che permette allo stato spagnolo di costringere una Comunità autonoma (come la Catalogna) a tornare a rispettare la legge; il giorno successivo la stessa Camera voterà le proposte. Giovedì si terrà anche una seduta del Parlamento catalano, formalmente convocata per discutere le misure dell’articolo 155, ma che potrebbe essere usata dal governo e dalla maggioranza parlamentare indipendentista catalana per proclamare l’indipendenza della Catalogna. Andiamo con ordine. Sabato il governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy del Partito Popolare (PP) ha annunciato di avere trovato un accordo con altri partiti sulle misure da applicare in Catalogna nell’ambito dell’articolo 155 della Costituzione spagnola. Le misure proposte sono state giudicate molto ampie e dure: Rajoy ha detto che tutti i membri del governo catalano verranno rimossi dal loro incarico, che sarà affidato a enti o istituzioni scelti dal governo di Madrid; il ruolo del Parlamento catalano verrà ridotto e il potere di sciogliere le Camere passerà a Rajoy, che convocherà nuove elezioni entro sei mesi. Inoltre il governo spagnolo potrà intervenire sul controllo della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, e dei mezzi di comunicazione pubblici, come TV3 e Radio Catalunya. Le misure proposte da Rajoy non sono state ancora adottate: è stata istituita una commissione parlamentare per valutarle che inizierà i lavori domani; giovedì verranno presentate in Senato le proposte finali, che verranno votate venerdì mattina. La loro approvazione è scontata: il PP ha da solo la maggioranza dei seggi del Senato, e in più ha trovato un accordo con il Partito Socialista (PSOE), principale forza politica di centrosinistra spagnola, e con Ciudadanos, quarto partito per numero di voti alle ultime elezioni nazionali. Per il momento l’unico dubbio riguarda l’eventuale presenza del presidente catalano Carles Puigdemont alla sessione di giovedì del Parlamento spagnolo: secondo alcuni esponenti della sua coalizione, Junts pel Sí, Puigdemont starebbe valutando di andare eccezionalmente al Senato a Madrid per spiegare le ragioni della sua opposizione all’applicazione dell’articolo 155, come gli è stato chiesto negli ultimi giorni da diversi politici. Per ora, dicono diversi giornali spagnoli e catalani, non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva. Intanto anche il Parlamento catalano ha fissato una seduta: si farà giovedì, ma ancora non si sa l’ora. Ufficialmente l’ordine del giorno prevede una discussione su come affrontare l’applicazione delle misure decise dal governo spagnolo, ma molti credono che sarà il momento della dichiarazione d’indipendenza: questa volta sarebbe una vera dichiarazione di indipendenza, a differenza di quella annunciata e subito sospesa da Puigdemont lo scorso 10 ottobre. Allo stesso tempo sembra che il governo catalano non stia considerando la possibilità di convocare elezioni anticipate, una cosa che convincerebbe il governo spagnolo a sospendere l’applicazione dell’articolo 155. La convocazione di elezioni anticipate è stata appoggiata da diverse forze politiche – tra cui il PSOE – e da alcuni importanti giornali catalani. «Ci siamo già contati molte volte», ha però risposto al riguardo il portavoce del governo catalano Jordi Turull. Al momento non sembrano esserci quindi vie d’uscita dalla situazione di stallo che si è creata nelle ultime settimane.