Catalogna indipendente? No, ma ci stanno boicottando
BARCELLONA (Pars Today Italian) – Un laboratorio di pochi metri quadrati, spartano ma accogliente. È qui che nasce uno dei più grandi prodotti gastronomici di Spagna, secondo la guida Repsol: l’olivada, il paté di olive prodotto da Roberto Ruiz e suo marito Lazaro.
Laboratorio inaugurato quattro anni fa a Hospitalet de LLobregat, città a sud di Barcellona. "La nostra è un’impresa artigianale a gestione familiare, produciamo solo prodotti venduti in negozi di alta gamma", racconta orgoglioso Roberto, parlando dei successi ottenuti. Almeno fino a qualche mese fa. Oggi infatti il suo laboratorio rischia di chiudere a causa del boicottaggio dei prodotti catalani attuato dai clienti di altre regioni di Spagna (guarda la videointervista in cima all'articolo). Una rappresaglia non ufficiale ma diffusa alla sfida indipendentista, che sta penalizzando ad esempio anche l’industria del "cava", lo spumante. "Dopo due anni a gonfie vele, 18 mesi fa abbiamo notato un calo delle vendite, che non ha fatto che aumentare. In Catalogna noi vendiamo solo il 20% del paté, il 70% va nel resto del paese e il 10% in Europa. A ottobre avevamo il 70% di introiti in meno, una rovina! Non riuscivamo a pagare l’affitto, i furgoni e i fornitori. Stavamo per chiudere". Un destino amaro per Roberto, che deve pagare per un’ideologia (l’indipendentismo) che non sostiene nemmeno. La sua strategia? L’invio di una circolare a clienti e fornitori per spiegare loro la situazione, causata dalla politica catalana. Un appello che ha scatenato la solidarietà, anche grazie ai media. "Le cose ora vanno meglio", ammette Roberto che però rischia ancora la chiusura. "Continuiamo a lottare", mi dice, nella speranza che le elezioni del 21 dicembre possano cancellare l’incertezza del futuro. Anna Valenti