Autorità e Tradizione, parte 1
L’autorità, nella terminologia islamica, può essere definita come ”wilayah”. Letteralmente questo termine possiede il significato di intimità, assistenza, amore e permanenza in carica.
Colui che possiede simili qualità è chiamato ”wali”. In accordo al Sacro Corano, Dio è conosciuto come “wali”. A Dio appartiene tutta l’esistenza (1) e come risultato, Egli guida l’universo (2). Poiché Dio è Wali e Guardiano del mondo intero, Egli è anche la sua “Guida”. Dio, Che possiede l’autorità sull’intera esistenza, guida ogni tipo di esistente verso la sua via di perfezione. A differenza della maggior parte degli esistenti, la perfezione umana deve essere raggiunta coscientemente e liberamente. Per questo l’uomo necessita di insegnamento così che questa consapevolezza e libertà possano crescere.
Esistono due tipi di guida divina:
– Guida ontologica (al-wilayah al-takwiniyah): Dio ha autorità sull’intera esistenza e guida il mondo intero alla perfezione. Questa autorità è deterministica e innegabile.
– Guida legislativa (al-wilayah al-tashri’iyah): Gli esseri umani sono dotati di un altro tipo di guida. Attraverso i Profeti, agli esseri umani è stata conferita la Legge Divina, ed essi sono liberi di accettarla ed agire in accordo ad essa. Se essi l’accettano, otterranno la felicità, altrimenti saranno traviati. La Rivelazione garantisce agli esseri umani ciò di cui necessitano per la felicità, e soddisfa le loro necessità individuali e spirituali attraverso prescrizioni personali e devozionali, incluse invocazioni e preghiere.
In accordo all’Islam, la felicità oltremondana degli esseri umani passa per questo mondo e, quindi, gli esseri umani devono essere attivamente coinvolti nella vita sociale. Uno degli aspetti rimarchevoli del Santo Corano è che esso annuncia piani e norme per la vita sociale. A questo riguardo, ci sono quattro doveri per il Santo Profeta (S):
I- Ricevere quanto rivelato da Dio.
II- Comunicare la Rivelazione alle genti.
III- Interpretare la Rivelazione. Nella ricezione e comunicazione, il Profeta deve essere infallibile e libero da errori. Il linguaggio della Rivelazione è comunque a volte di una certa complessità; così deve essere spiegata e commentata. Il Profeta stesso era responsabile per l’interpretazione del Corano e la spiegazione della Legge Divina in modo maggiormente dettagliato. Nel fornire dettagli e commentare la Rivelazione, il Santo Profeta (S) era infallibile e libero da errore. Allo stesso tempo, alla gente era chiesto di agire come il Santo Profeta (S) li istruiva: “Prendete quello che il Messaggero vi dà e astenetevi da quel che vi nega” (59:7). Qualsiasi cosa riferita dal Santo Profeta (S) è di origine rivelata: “neppure parla d’impulso: non è che una Rivelazione ispirata” (53:3/4). Quindi i detti del Santo Profeta (S) sono assolutamente validi e devono essere accettati. Questo è vero anche per la sua condotta: “Avete nel Messaggero di Dio un bell’esempio per voi” (33:21). Quindi, in aggiunta al Santo Corano, la guida legislativa di Dio è stata rivelata nella sunnah del Santo Profeta (S), vale a dire nei suoi detti e nella sua condotta.
IV- Amministrare le norme divine: l’Islam ha molteplici norme sociali, politiche ed economiche. Ovviamente la mera esistenza di norme non può garantire la felicità della società. Queste norme devono essere eseguite e governare la società. Qui il quarto dovere del Santo Profeta (S) affidatogli da Dio è l’esecuzione delle norme e la fondazione di uno Stato. In altre parole, il Santo Profeta (S) ha autorità anche in questo campo. Non si tratta soltanto di un diritto, ma anche di un dovere affidato al Santo Profeta (S) da Dio. Per esempio, nel Sacro Corano, Dio ordina al Santo Profeta (S): “affinché giudichi tra gli uomini secondo quello che Dio ti ha mostrato” (4:105).
L’Islam, quindi, non traccia alcuna linea netta tra questo mondo e l’altro, tra aspetti devozionali e politici. Molti precetti devozionali islamici sono piuttosto, allo stesso tempo, anche politici. Nessuno può mettere in dubbio infatti che il Santo Profeta (S) abbia fondato uno Stato, durante il quale egli ha guidato i Musulmani e designato alcune persone per determinate posizioni. Inoltre, in alcune occasioni, ha impartito certe istruzioni nelle quali le responsabilità di governo sono state chiarite. Per dirimere dispute tra la gente ha designato dei giudici. Ha applicato il codice penale islamico. Tra lui e altre tribù e nazioni sono stati conclusi dei patti. Per studiare i problemi delle persone e delle tribù ha designato alcune persone per raccogliere informazioni; ha assegnato risorse naturali, in accordo alle leggi, ad alcune persone affinché le sfruttassero. Per raccogliere le tasse islamiche venne stabilita una precisa organizzazione; e molte volte ha organizzato e inviato gente per resistere agli attacchi di altre tribù e stati. Simili attività hanno senso solo alla luce di uno Stato guidato dal Santo Profeta (S).
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