L’uomo arabo e Ghadir Khumm
Un arabo, avendo sentito parlare dell’evento di Ghadir Khumm, andò dal Profeta (S) e disse: “Tu ci hai comandato di testimoniare che non c’è altro dio all’infuori di Dio e che tu sei il Messaggero di Dio. Noi ti abbiamo obbedito.
Tu ci hai ordinato di eseguire le preghiere cinque volte al giorno, e noi ti abbiamo obbedito. Ci hai ordinato di osservare il digiuno durante il mese di Ramadan, e noi ti abbiamo obbedito. Poi ci hai comandato di andare in pellegrinaggio a Mecca, e noi ti abbiamo obbedito. Ma non sei soddisfatto di tutto questo, ed hai preso tuo cugino per mano e lo hai imposto su di noi come Guida dicendo: “°Ali è Mawla di chiunque io sono Mawla’”. Questa imposizione viene da Dio o da te?”.
Il Profeta (S) disse: “Per Allah che è l’unico Dio! Ciò proviene da Iddio, il Potente e Glorioso”.
Udendo questa risposta, l’uomo tornò indietro, procedendo verso la sua cammella dicendo: “O Dio! Se quanto Muhammad ha detto è corretto, lancia su di noi una pietra dal cielo, e sottoponici ad un grande dolore e alla tortura”.
Non aveva ancora raggiunto la sua cammella quando Iddio gli gettò una pietra che lo colpì alla testa, penetrando nel suo corpo e lasciandolo morto. Fu in questa occasione che Iddio, l’Eccelso, fece discendere i seguenti versi:
“Un tale ha chiesto un castigo immediato. Per i miscredenti nessuno potrà impedirlo [poiché proviene] da Allah, il Signore delle Vie dell’Ascesa.” (Sacro Corano, Sura al-Ma°arij, 70:1-3)
Fonte: Musulmani Sciiti In Italia