I nuovi enormi investimenti della Cina in Africa
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PECHINO (Pars Today Italian) – La Cina spenderà, tra prestiti, linee di credito, fondi speciali, sgravi fiscali e progetti infrastrutturali, altri 60 miliardi di dollari per l’Africa.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 04, 2018 13:18 Europe/Rome
  • I nuovi enormi investimenti della Cina in Africa

PECHINO (Pars Today Italian) – La Cina spenderà, tra prestiti, linee di credito, fondi speciali, sgravi fiscali e progetti infrastrutturali, altri 60 miliardi di dollari per l’Africa.

L’annuncio è arrivato dal presidente della Repubblica Popolare, Xi Jinping, nella Grande Sala del Popolo di Pechino, di fronte a 50 capi di stato dei paesi africani, nel corso del terzo Forum on China-Africa Cooperation. Dei 60 miliardi promessi da Xi, 20 miliardi sono in linee di credito, 15 in aiuti e prestiti a interessi zero, 10 in fondi per lo sviluppo, 10 per project financing e 5 per facilitare le importazioni in Africa. La Cina replica così, con una identica cifra, aiuti già stanziati tre anni fa, quando ancora si parlava poco della Belt and Road Initiative – o la Nuova via della Seta o One Belt One Road (OBOR) -, il piano di ammodernamento transcontinentale, paragonabile per fini politici a un ‘piano Marshall’ del XXI secolo, col quale la Cina sta consolidando la sua egemonia mondiale (il primo annuncio di Xi è stato nel 2013 alla Nazarbayev University di Astana, in Kazakistan). Solo nel 2017, ha calcolato l’economista Jeremy Stevens della Standard Bank Group di Pechino, i contratti cinesi in Africa sono valsi 76,5 miliardi di dollari. Un flusso di denaro imparagonabile a quello messo in campo da istituti di credito interni come l’African Development Bank, la Banca Europea per gli Investimenti o da istituzione come la Commissione europea. L’estensione complessiva di OBOR non è quantificabile: è una cintura di trasporti e servizi, terrestri e marittimi, costellati da una miriade di progetti infrastrutturali e sociali che passano per Pakistan, Kazakistan, India e Russia per approdare in Europa. La caratteristica del fronte africano dell’OBOR, come ha spiegato recentemente la professoressa Deborah Brautigam della Johns Hopkins University, esperta di Cina, è un sistema complesso e stratificato di accordi, memorandum e negoziazioni tra Cina e Africa: crediti e garanzie di esportazione, co-venture e anticipi su progetti, cartolarizzazioni. Tutto accorpato in un «prestito politico», come lo definisce Brautigam, con un’attenzione particolare per quelli che riguardano la domanda interna cinese.